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Negozi, musei, impianti sportivi all’aperto: la Svizzera si prepara alle “riaperture prudenti”

Lunedì 1 marzo la Confederazione vedrà la ripartenza di una serie di attività. I ragazzi fino a 20 anni potranno riprendere la maggior parte delle attività sportive e culturali

basket Foto di Varun Kulkarni da Pixabay

La Svizzera si prepara alle prime riaperture “prudenti”. Il Consiglio Federale ha stabilito che a partire dal 1 marzo, potranno ripartire le attività di negozi, musei e sale di lettura delle biblioteche e impianti sportivi e per il tempo libero all’aperto, quali le aree esterne dei giardini zoologici e botanici.

All’aperto saranno di nuovo consentiti anche gli incontri tra familiari e amici e le attività sportive e culturali con non oltre 15 persone. I ragazzi fino a 20 anni potranno riprendere la maggior parte delle attività sportive e culturali. Restano vietate le competizioni sportive popolari per adulti e le manifestazioni

I primi passi della ripartenza sono stati decisi dal Consiglio federale nella sua seduta del 24 febbraio dopo avere consultato i Cantoni. La prossima fase di riapertura è prevista il 22 marzo, a condizione che la situazione epidemiologica lo consenta.

“Con una riapertura prudente e graduale, il Consiglio federale intende ridare un po’ di ossigeno alla vita sociale ed economica, anche se la situazione epidemiologica resta fragile a causa delle nuove, e più contagiose, varianti del virus in circolazione. La prima fase di riapertura prevista dal 1° marzo interessa sostanzialmente attività compatibili con l’obbligo della mascherina e il rispetto delle regole di distanziamento, cui prendono parte soltanto poche persone e in cui i contatti avvengono all’aperto. Oltre che del rischio di trasmissione del virus, il Consiglio federale ha tenuto conto anche di aspetti sociali ed economici”.

La successiva fase di riapertura è in calendario dunque per il 22 marzo e sarà preceduta dalla consultazione dei Cantoni a partire dal 12 marzo e dalla decisione del Consiglio federale il 19 marzo. Gli allentamenti ipotizzabili riguardano, fra l’altro, le manifestazioni culturali e sportive in presenza di pubblico in spazi circoscritti, l’obbligo del telelavoro, la pratica dello sport in locali al chiuso e la riapertura delle terrazze dei ristoranti. Per valutarne la fattibilità, il Consiglio federale si baserà su una serie di indicatori: il tasso di positività, che deve restare al di sotto del 5 per cento; l’occupazione dei letti nei reparti di terapia intensiva con pazienti COVID-19, che non deve superare le 250 unità; il numero di riproduzione medio negli ultimi sette giorni, che deve restare inferiore a 1 e, da ultimo, l’incidenza della malattia calcolata su 14 giorni che, il 17 marzo, non dovrà superare il valore del 1° marzo, giorno delle prime riaperture.

Prima di prendere le sue decisioni, il Consiglio federale procederà a una valutazione complessiva di questi indicatori. Se nelle settimane a venire la situazione epidemiologica dovesse evolvere favorevolmente, il 22 marzo il Collegio governativo potrebbe prendere in considerazione anche la riapertura dei locali al chiuso dei ristoranti, la ripresa di altre attività al chiuso e il ritorno all’insegnamento presenziale nelle scuole universitarie.

Foto di Varun Kulkarni da Pixabay

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 Febbraio 2021
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