Taglio del nastro per la canottieri alla “Nuova Marna”: “Sesto Calende da sempre è una piccola capitale della canoa”
Inaugurata insieme agli atleti e alle autorità la sede sul lungofiume ad utilizzo dell'associazione sportiva di canottaggio. Un'opera nata dal lavoro di tre amministrazioni comunali
Il fiume Ticino scorre praticamente “a filo” delle ampie vetrate delle sale d’allenamento nella nuova sede della canottieri di Sesto Calende, inaugurata ufficialmente nella tarda mattinata di oggi, mercoledì 3 giugno.
La nuova sede, in Piazza Cesare da Sesto proprio dove un tempo sorgeva la storica Marna, restituisce alla CSCK un legame che fin dai primi del Novecento ha legato la città bagnata dal fiume e dal Verbano alla pratica delle discipline acquatiche e dal 1973 alla società sportiva del circolo di canoa e kayak, di ritorno, dopo un lustro al Parco Europa, “a casa”, questa volta in una struttura moderna, concepita come «fulcro sportivo, civico e di rigenerazione urbana». Un concetto, il valore della nuova sede, ribadito più volte da tutti e tre i sindaci sestesi che hanno seguito il lungo progetto avviato nel 2009, anno in cui per la prima volta si è iniziato concretamente a parlare di una Nuova Marna sul Ticino.
La centralità strategica dello spazio e la complessità dell’iter realizzativo emergono chiaramente dalle parole del presidente del Csck Maurizio Lenuzza e dal Elisabetta Giordani, che ha evidenziato la natura collettiva dell’opera: «Ci sono delle opere che hanno bisogno di tempo, risorse e pazienza. Questa struttura è il risultato dell’impegno di tre sindaci, perché c’è chi semina e chi, con rispetto e intelligenza, porta poi questo seme a fiorire». La prima cittadina ha precisato come, dopo la chiusura del cantiere, sia stato avviato un dialogo costruttivo con il direttivo del circolo per definire una convenzione specifica in grado di rispondere alle esigenze logistiche degli atleti e al tempo stesso di svolgere un importante ruolo come polo di aggregazione cittadina aperto al territorio.
Alla cerimonia hanno preso parte anche il sottosegretario con delega Sport e Giovani di Regione Lombardia Federica Picch, il presidente del Coni Lombardia Marco Riva, il presidente dell’Autorità di bacino Gianluca Coghetto e il presidente della Federazione Italiana Canoa Kayak Antonio Rossi, il quale ha ricordato il proprio profondo legame personale con il campo di gara fluviale di Sesto Calende.

Il percorso storico dell’intervento è stato ricostruito invece dai due sindaci che portato alla nascita del cantiere, inaugurato nel settembre 2021 e concluso sostanzialmente nel 2025. Marco Colombo, primo cittadino dal 2009 al 2019, ha ricordato come i primi passi formali risalgano alle linee programmatiche del 2009, quando l’amministrazione si trovò a confrontarsi con «una struttura ormai datata» e non più rappresentativa del prestigio sportivo locale, come dimostrato dall’aver dato i natali sportivi ad atleti olimpici. Nel proprio discorso, Colombo ha espresso anche un ringraziamento formale alle istituzioni e alle figure chiave che hanno permesso la sostenibilità economica del progetto, a partire dall’accordo di programma da diversi milioni di euro iniziale sviluppato con Esselunga, il sostegno delle istituzioni, soprattutto nelle figure d Roberto Maroni e di Giancarlo Giorgetti per l’ottenimento di un importante stanziamento da parte di Fondazione Cariplo, sino al contributo finale concesso dal presidente regionale Attilio Fontana per l’integrazione della pista ciclabile. L’ex sindaco, come augurio per nuovi successi, ha ricordato anche un «paradosso virtuoso» di quando era sindaco e la una società è stata «capace di formare atleti di livello internazionale all’interno di una vecchia sede. L’auspicio – ha concluso Colombo è che – la nuova struttura possa favorire il ritorno dei canoisti sestesi sui massimi palcoscenici mondiali», come è stato per esempio con le Olimpiadi del 2016 a Rio.
A rimarcare la valenza urbanistica dell’opera, che dovrebbe essere intitolata a Piero Occhetta, è intervenuto anche l’ex sindaco (2019-2024) e atleta del circolo Giovanni Buzzi, che, anche in qualità di architetto, ha inquadrato l’intervento come un modello virtuoso di rigenerazione del patrimonio pubblico attraverso la convergenza di risorse pubbliche e private. Buzzi ha voluto ricordare il ruolo determinante dello storico presidente Marco Dalla Rosa, categorico nel volere che la sede rimanesse nel nucleo originario sul fiume, definendola «un vero biglietto da visita sul Ticino». L’ampia portata territoriale dell’investimento è stata confermata da Federica Picchi, sottosegretaria alla Presidenza di Regione Lombardia con delega allo Sport, che ha lodato «la gestione oculata delle finanze pubbliche locali e la capacità di fare squadra», e come la provincia di Varese rappresenti un distretto sportivo di assoluta eccellenza, capace di esprimere una quota rilevante dei tesserati e dei campioni nazionali della disciplina.
L’emozione per il traguardo raggiunto traspare dalle considerazioni di Maurizio Lenuzza, presidente del sodalizio, che ha ricordato i cinquantatré anni di attività ininterrotta della società, fondata nell’11 febbraio 1973, e la bacheca dove oggi è esposta la sua prima maglia da gara giovanile. Prima del taglio del nastro, Lenuzza ha definito la città una «piccola capitale della canoa», poi è stata svelata la scritta all’ingresso della sede e i presenti hanno potuto entrare a vistare gli spazi affacciati sul Ticino.











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