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“Si deve vivere con i cittadini per conoscerli davvero”

Francesco Cerutti, sindaco uscente, si ripresenta con la squadra di Obiettivo Ranco. Al centro del suo programma l'impegno per il territorio e il sostegno alle persone

«Mi piace stare a contatto con le persone, capire i problemi, essere presente. Per me fare il sindaco è stato innanzi tutto ascoltare i cittadini». Al voto del 6 e 7 giugno il primo cittadino Francesco Cerutti riporta tutta la sua squadra. La sfida elettorale è confermare il suo incarico alla guida del comune. Ha 63 anni e alle spalle un’esperienza come imprenditore che lo ha portato a girare tutto il mondo. E che gli ha anche permesso di scegliere, dieci anni fa, di fermarsi e dedicarsi al suo paese.

Cerutti, come si è avvicinato alla politica?
«Diciamo che è stato il seguito di un’avventura nella quale mi sono molto impegnato. Nel 2002 Ranco rischiava di perdere l’ultimo negozio di alimentari rimasto. Questo fatto ha spinto il gruppo "Amici di Ranco", del quale facevo parte, a dare vita ad una cooperativa di consumo. È nata così la Cooperativa Popolare San Quirico che ha aperto il piccolo market che oggi è al centro del paese. È stata un’esperienza molto positiva abbiamo lavorato per rispondere a un problema reale dei cittadini. L’impegno successivo è stato appunto quello politico. Oggi faccio il sindaco a tempo pieno».
 
E ora ha scelto di ricandidarsi. Con quali obiettivi?
«Il primo è quello di garantire una continuità rispetto a quanto abbiamo realizzato in questi cinque anni. Abbiamo messo al centro della nostra attività le persone e il territorio. Le persone, con l’attivazione di una rete di servizi sociali efficienti e il territorio con interventi di riqualificazione e protezione dell’ambiente. Tutto questo è stato possibile anche grazie alla partecipazione dei cittadini. Un esempio è stato la realizzazione del servizio di trasporto degli anziani. Un gruppo di volontari si è messo a disposizione per accompagnare le persone che, per motivi di salute, devono spostarsi da Ranco ad Angera o all’ospedale di Gallarate. È nato così "Il sorriso di Ranco" un gruppo di volontari che presta un prezioso servizio per i cittadini. Il comune li ha sostenuti acquistando un automezzo e pagando le spese necessarie».
 
Per alcuni servizi Ranco deve appoggiarsi ai comuni vicini. I negozi, ad esempio, sono pochissimi. Questo può rappresentare un disagio per i cittadini.
«Ranco è un piccolo paese ma non vogliamo che diventi un dormitorio. Nei nostri piani di sviluppo c’è quindi la volontà di far rivivere il centro storico. Aiutare, anche con agevolazioni fiscali, i piccoli commercianti che hanno intenzione di aprire un negozio in paese è un primo passo per il nostro futuro. Oggi le attività commerciali presenti sono poche: c’è il minimarket di cui parlavo prima, un macellaio e una cooperativa. Sarà nostro impegno cercare di incentivare nuove aperture».
 
Quali sono gli interventi più importanti che avete realizzato negli ultimi cinque anni?
«Abbiamo investito oltre 2.600.000 euro e ottenuto 467.500 euro di finanziementi da enti sovracomunali. Abbiamo ristrutturato gli edifici scolastici, trasferito la biblioteca rendendola più accessibile, studiato e restaurato i dipinti devozionali, riqualificato l’area del Sasso Cavallazzo, costituito il parco locale del Golfo della Quassa. Ma sono solo alcuni degli interventi che abbiamo realizzato e c’è ancora molto da portare avanti. Il turismo ad esempio. Ranco possiede un territorio meraviglioso e delle strutture alberghiere di qualità. Occorre dunque supportarle incentivando un turismo attento all’ambiente, eco-compatibile. Stiamo lavorando per recuperare delle spiagge e potenziare i percorsi nel verde».

Per esempio?
«
Dobbiamo risolvere le questioni che sono tipiche di un piccolo paese. Trovare delle soluzioni per avvicinare i giovani al comune, fare in modo che non si allontanino. Ci attiveremo per ascoltare le proposte e interagire di più con le nuove generazioni. Ci sono delle esigenze che dobbiamo cogliere e anche dei problemi da risolvere. Abbiamo avuto la dimostrazione, nei mesi scorsi, che la droga è arrivata anche qui: un comune deve delle risposte affinchè queste situazioni non si ripetano. Dobbiamo pensare al futuro dei 130 ragazzi ranchesi dai 15 ai 25 anni».

Oltre alle bellezze ambientali Ranco ha sul suo territorio un patrimonio molto importante, il Museo dei Trasporti. Da quando Francesco Ogliari è scomparso si discute del suo futuro. Che progetti avete per quell’area?
«Innanzi tutto dobbiamo ricordare che stiamo parlando di una collezione privata e quindi i primi a deciderne  le sorti saranno gli eredi del professore. Noi non abbiamo avuto contatti diretti con la famiglia e non conosciamo ancora le intenzioni, salvo alcune notizie seguite sui giornali. Si è parlato di uno spostamento a Malnate ma non sappiamo nulla di certo. Il Comune in questo momento non ha le forze per farsi carico di una gestione completa del museo ma è obiettivo comune tutelare quel patrimonio. Quindi siamo disponibili a cercare soluzioni che possano andare incontro a entrambi e proteggere questa ricchezza».

Pubblicato il 22 Maggio 2009
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