La mela poppina di Orino entra nell’Arca del Gusto di Slow Food
L’antica varietà delle Prealpi entra nel catalogo internazionale dedicato ai prodotti a rischio di scomparsa. Il riconoscimento premia un percorso di tutela iniziato oltre dieci anni fa
La mela Poppina di Orino entra nell’Arca del Gusto di Slow Food, il catalogo internazionale dedicato ai prodotti legati alla storia e alle tradizioni dei territori e considerati a rischio di scomparsa. Un riconoscimento che premia un percorso di tutela avviato da anni e che riporta al centro una varietà antica delle Prealpi varesine.
Rustica, profumata e caratterizzata da un sapore acidulo e intenso, la Poppina conserva molte delle caratteristiche tipiche delle vecchie varietà contadine. Negli ultimi anni è stata anche oggetto di studi e caratterizzazione genetica ed è stata riconosciuta da ISPRA come biodiversità da recuperare, anche per la sua capacità di adattamento e per il legame con la storia agricola locale.
Orino nell’Arca del Gusto
L’ingresso nell’Arca del Gusto rappresenta un nuovo passaggio nel percorso di valorizzazione della mela di Orino. «Il riconoscimento porta il piccolo Comune ai piedi del Campo dei Fiori sulla mappa nazionale della biodiversità da tutelare, valorizzare e raccontare» – commenta Federico Raos, sindaco di Orino. La Poppina è stata inoltre esposta al Salone del Gusto di Torino nello spazio della Regione Lombardia, insieme ad altri prodotti rappresentativi del territorio.
Ora compare anche nell’Atlante dell’Arca del Gusto, il progetto promosso da Slow Food per censire e raccontare produzioni tradizionali minacciate dalla perdita di biodiversità e dall’omologazione dei consumi alimentari.
Un percorso iniziato più di dieci anni fa
Il risultato arriva al termine di un lavoro iniziato oltre dieci anni fa durante l’amministrazione guidata da Moia, che aveva avviato la tutela del frutteto storico e la valorizzazione delle varietà locali. Negli anni il progetto è proseguito attraverso attività di ricerca, cura e sensibilizzazione, con l’obiettivo di evitare la scomparsa di un patrimonio agricolo strettamente legato al paese. Un ruolo nel percorso di candidatura è stato svolto anche da Alberto Senaldi, referente della condotta Slow Food di Varese, che ha accompagnato la comunità verso il riconoscimento.
Il frutteto tra biodiversità e memoria rurale
Oggi la custodia del frutteto è affidata alla collaborazione tra l’associazione Matrioska e la cooperativa Margine Vivo, impegnate nella riscoperta e nella valorizzazione di frutti, piante ed erbe considerate marginali. L’amministrazione comunale ha scelto di proseguire questo percorso, facendo della Poppina uno degli elementi attraverso cui raccontare l’identità agricola di Orino e il rapporto tra paesaggio, memoria rurale e biodiversità.
L’ingresso nell’Arca del Gusto diventa così non solo un riconoscimento per un prodotto agricolo, ma anche un modo per riportare attenzione sulle antiche varietà locali e sulla loro possibile funzione nel futuro dell’agricoltura e del territorio.










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