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Filo elettrico intorno al collo della moglie, il pm chiede 4 anni e 8 mesi per i fatti di Montegrino Valtravaglia

Il fatto nel novembre dello scorso anno. Chiesta la riqualificazione del capo d’imputazione da tentato omicidio a lesioni aggravate. L'uomo è in una comunità

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Quattro anni e otto mesi di carcere: è la richiesta che il pubblico ministero ha formulato oggi, lunedì, al giudice per l’udienza preliminare Marcello Buffa per i fatti avvenuti nel novembre 2025 a Montegrino Valtravaglia fra due coniugi di origine cingalese. L’uomo venne arrestato dai carabinieri di Luino con l’accusa di tentato omicidio.

Secondo le prime contestazioni, il 48enne, ubriaco, avrebbe tentato di strangolare la moglie con un cavo elettrico lungo un metro e mezzo. Per quei fatti, avvenuti proprio nel giorno riconosciuto a livello internazionale come data per la sensibilizzazione contro la violenza di genere, il 25 novembre, scattò l’arresto. Ora il procedimento è alle fasi conclusive e si tiene in camera di consiglio per via della scelta del rito.

Nell’udienza di martedì, il pm, oltre alla formulazione della richiesta di pena, ha anche richiesto al gup la modifica del capo d’imputazione, che da tentato omicidio potrebbe essere derubricato in lesioni aggravate, sia dai legami familiari sia per l’uso di quella micidiale arma impropria, oltre a una recidiva infraquinquennale per analoghi episodi avvenuti nel 2019.

Tenta di strangolare la moglie con un cavo elettrico: arrestato dai carabinieri di Luino

Ora l’imputato, che venne sottoposto a custodia cautelare in carcere ed è difeso dall’avvocata Elisa Benetazzo, si trova in una comunità. Il suo difensore ha chiesto l’assoluzione per tutti i capi di imputazione, compreso quello di guida in stato di ebbrezza: l’imputato venne trovato dai carabinieri a bordo strada, con il motore acceso e un tasso alcolemico nel sangue particolarmente alto. Ma non mentre era alla guida.

La moglie si è costituita parte civile con l’avvocata Ivana Mombelli che, oltre a richiedere il riconoscimento di una responsabilità penale secondo diritto — sostenendo l’imputazione iniziale, quella per tentato omicidio —, ha anche invocato il riconoscimento di una provvisionale di 5mila euro a beneficio della parte offesa.

La lettura della sentenza è prevista per il prossimo 8 ottobre.

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Pubblicato il 14 Settembre 2026

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