Accusato di sfruttare la moglie come prostituta: “Questa sera devi essere bella”. Il processo a Varese
Il racconto shock della donna che ha risposto alle domande del pubblico ministero. "Pubblicava annunci con il mio corpo". Gli incontri coi clienti nella loro casa, e le botte: l'uomo a processo anche per maltrattamenti. A novembre la testimonianza di altre due donne coinvolte nel “giro"
«Ho un amico che è disposto a pagare, non ti farà del male. Viene stasera, devi essere bella». Sarebbero state queste le parole con cui l’uomo avrebbe iniziato a proporre alla compagna di avere rapporti sessuali a pagamento per sollevarsi da una situazione economica negativa. Una vicenda che, secondo il racconto della donna in aula nella giornata di giovedì innanzi al Collegio si sarebbe protratta nel tempo, fino a coinvolgere altre persone e a trasformare la loro abitazione in un luogo di incontri con i clienti.
L’uomo, 42 anni, è imputato per maltrattamenti in famiglia e sfruttamento della prostituzione, in relazione a fatti contestati tra l’agosto 2021 e il maggio 2023. Al centro dell’udienza di giovedì, e anche del processo c’è la testimonianza della donna, costituitasi parte civile, che ha ricostruito la relazione e le presunte pressioni subite, mentre la difesa contesta la ricostruzione accusatoria e solleva questioni relative alla collocazione temporale e geografica dei fatti.
La storia, secondo quanto riferito dalla vittima, di origini straniere (Est Europa), comincia quando lei si trasferisce da Napoli ad Arona, dove gestisce un negozio di frutta e verdura. In quel periodo conosce l’uomo, che lavora in Svizzera come giardiniere e che successivamente si sarebbe stabilito a casa sua. La relazione, partita nel migliore dei modi, assume via via una dimensione diversa. Un rapporto che deve fare i conti con una pesante ristrettezza economica patita dalla coppia che andava di pari passo col cambio di paradigma dell’uomo, che diventa oppressivo.
«Siamo arrivati al punto che non avevo più casa mia», ha raccontato la donna, riferendosi all’espediente ideato dal compagno: farla prostituire. Inizialmente, secondo la sua versione, il compagno si sarebbe limitato ad assistere agli incontri con i clienti. «Prima diceva di guardare e non toccarmi: poi abbiamo cominciato e i clienti hanno anche partecipato».
La vittima, che ha querelato il su ex compagno, ha riferito che l’uomo avrebbe pubblicato annunci online utilizzando fotografie del suo corpo e che avrebbe preso contatti con potenziali clienti attraverso diversi siti. Gli incontri, secondo il racconto, venivano organizzati in modo da consentire all’uomo di restare in una posizione defilata, occupandosi del denaro e lasciando poi salire i clienti.
«Stasera arrivano, devi essere bella e disponibile», è stata una delle frasi che la donna si è sentita rivolgere, ripetuta in aula. Le prestazioni sarebbero state pagate circa 120 euro a persona. In seguito, stando alla testimonianza, sarebbero stati organizzati anche incontri tra coppie.
La donna ha inoltre riferito di essere stata schiaffeggiata per via del mancato gradimento di alcuni clienti, e di essere stata fotografata e filmata frequentemente senza il proprio consenso. Tra le contestazioni figurerebbe anche il tentativo di coinvolgerla nella gestione degli appuntamenti con clienti e altre donne.
Nel corso della relazione la coppia avrebbe vissuto tra Arona, Taino, Gazzada Schianno e Brebbia, con un periodo trascorso anche in Ucraina, dove avrebbe lavorato in un’azienda edile. I due si sono sposati il 21 agosto 2021. La contestazione relativa allo sfruttamento della prostituzione sarebbe riferita a un periodo che arriva al 4 dicembre dello stesso anno, mentre gli altri fatti contestati si estenderebbero fino al maggio 2023.
La difesa, con l’avvocato Francesco D’Andria, sostiene tuttavia che i fatti contestati sarebbero stati consumati mentre l’imputato si trovava in Svizzera, una circostanza che dovrà essere valutata nell’ambito del procedimento.
Le accuse restano al vaglio del tribunale e la responsabilità dell’imputato dovrà essere accertata in sede giudiziaria.
Nel frattempo il 5 novembre verranno sentite in aula altre due donne, in qualità di testi: altre due donne che venivano fatte prostituire secondo l’accusa nella casa dell’imputato.









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