Varese si presenta alle fiere internazionali: obiettivo trovare investitori per rilanciare ville e borghi
Camera di Commercio ha presentato il progetto Invest, un volano per dare attrattività a una provincia ricca di storia, bellezza e occasioni. Tra i territori più vivaci a livello di import export vuole convincere investitori stranieri
Tre ville affacciate sul Lago Maggiore, un palazzo nel cuore di Saronno, un villaggio alpino abbandonato in Valganna e le storiche sellerie di Villa Ponti. Sono questi i primi quattro asset immobiliari che la Camera di Commercio di Varese porterà al MIPIM di Cannes, il più importante evento internazionale del settore immobiliare turistico e ricettivo, come biglietto da visita di un territorio che vuole essere al centro della mappa degli investimenti europei.
I 4 beni da rilanciare
Villa Bassetti a Leggiuno ( insieme a Villa Maga e alla foresteria) con la sua previsione già avviata di sviluppo turistico, e Palazzo Visconti a Saronno — attualmente in completo disuso — rappresentano due opportunità di riqualificazione di pregio in contesti ad alta visibilità.

Il Villaggio Alpino del Touring Club a Valganna, colonia abbandonata oggetto di concorsi di idee promossi dal Politecnico, è un asset che richiede una collaborazione pubblico-privata per superare le complessità di accessibilità, ma che racchiude un potenziale paesaggistico unico.
Le Sellerie delle Ville Ponti, circa 200 metri quadri con possibilità di piccola ricettività e ristorazione, sono invece oggetto di una ricerca di mercato per valutarne le potenzialità e calibrare l’offerta, con possibile coinvolgimento di operatori locali.

Quattro storie diverse, unite da un filo comune: un territorio lacustre e prealpino che fino ad oggi è rimasto nell’ombra rispetto ai grandi competitor come il Lago di Garda, il Lago di Como e il Lago Maggiore. «Oggi è solo il Garda, il Como e il Maggiore a fare notizia — sottolinea Giorgio Ribaldo, della società che cura la promozione degli asset immobiliari all’estero —. Noi vogliamo mettere in evidenza gli altri prodotti, sfruttando l’onda crescente del fascino dei laghi».
Dopo Cannes, la campagna proseguirà con appuntamenti a Berlino, Monaco e in Italia a settembre, in una strategia di lungo respiro che accompagnerà il territorio per molti mesi.

Perché rilanciarsi oggi
Il progetto Invest in Varese non è nuovo, ma oggi viene rilanciato con una visione più strutturata e una prima focalizzazione sul settore turistico. A spiegarne le ragioni è Anna Deligious, Direttore Generale della Camera di Commercio di Varese: i numeri parlano chiaro. Nei primi nove mesi del 2025 l’export varesino è cresciuto del 17,5% e l’import del 10%, generando un surplus commerciale di 2,7 miliardi di euro — in netta controtendenza rispetto alla Lombardia, che nello stesso periodo registra un deficit di 12 miliardi.
Un tessuto produttivo vivace, dunque, già integrato nei mercati internazionali: i principali partner sono Germania, Stati Uniti Francia e Gran Bretagna ma in netto aumento si vedono anche Hong Kong, Giappone e India. I settori trainanti sono macchinari, aeronautica, tessile e accessori.
La presenza straniera nel sistema economico locale è già significativa: 535 imprese varesine hanno partecipazioni estere, con Francia, Svizzera e Germania in testa. Sul fronte opposto, le imprese varesine proiettate all’estero sono 783, con Cina, Polonia e India come mercati di riferimento.
Tra il 2015 e il 2024 il numero di aziende varesine partecipate da capitali esteri è cresciuto del 50%. «Varese è un territorio che produce ricchezza e attrae opportunità — sintetizza Deligious —. La visione è semplice: renderlo un luogo dove fare investimenti per sviluppare il territorio e l’occupazione, favorendo una nuova imprenditorialità strutturata».

La visione del Presidente Mauro Vitiello
«Il focus sulle potenzialità di investimento di questo territorio è ancora troppo sbiadito – osserva il Presidente della Camera di Commercio Mauro Vitiello – Invest in Varese, appendice di Varese Welcome, non sarà riservato alle sole amministrazioni aderenti, ma si rivolgerà all’intera provincia, come una vetrina ricca di contenuti capace di mostrare le opportunità agli investitori internazionali: aree dismesse, zone di sviluppo, potenzialità ancora inespresse. Vogliamo atterrare sulle fiere internazionali e presentare progetti interessanti, sia in ambito congressuale sia turistico, ma anche artigianale», racconta ancora il presidente Vitiello, ricordando come gli investimenti esteri portino con sé non solo capitali, ma occupazione qualificata e un indotto di alto valore. Un asset territoriale che può contare sull’aeroporto di Malpensa e la posizione strategica rispetto alla Svizzera come leve su cui costruire sinergie ancora poco sfruttate.
Il metodo: censimento, catalogo, assistenza
Il progetto si muove su basi concrete. Da due mesi è in corso un censimento degli asset immobiliari in tutto il Varesotto, con una particolare attenzione alle aree con propensione allo sviluppo ricettivo. «Il lavoro – spiega Ribaldo – richiederà altri sette-otto mesi per restituire un quadro complessivo, oggi limitato a una prima concentrazione sulle location di Saronno, Lago di Varese e Lago Maggiore. Il risultato sarà un catalogo delle opportunità di investimento, strumento base per attività di marketing mirate, eventi di business-to-business e assistenza diretta agli investitori in loco».
Il primo portfolio è nato da autocandidature, ma l’obiettivo è ora quello di lavorare direttamente con le amministrazioni locali per mappare e valorizzare ulteriori potenzialità. Un lavoro di sistema, che punta a integrare le politiche locali e a snellire i percorsi autorizzativi, per creare un habitat favorevole allo sviluppo. Varese, insomma, non si limita ad aspettare. Va a presentarsi.










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