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Verbania: dal Consiglio comunale via libera alla fusione con Cossogno

Verbania: dal Consiglio comunale via libera alla fusione con Cossogno

VERBANIA – Via libera, ieri sera, del consiglio comunale al referendum sulla fusione per incorporazione tra Verbania e Cossogno. Con una maggioranza, 23 sì, superiore alla coalizione che sostiene la giunta Marchionini. A Pd e Con Silvia per Verbania si sono uniti Forza Italia, Comunità.Vb. e gruppo misto. Contrari il Fronte nazionale, Fratelli d’Italia. Chifu-Immovilli. Astenuto il consigliere 5 Stelle Roberto Campana, hanno lasciato i banchi al momento del voto Renato Brignone (Sinistra & Ambiente) e Ludovico Martinella (Cittadini con voi). Brignone aveva chiesto la cancellazione. Si voterà, se la Regione sarà d’accordo, lo stesso giorno delle politiche 2018, orientativamente a marzo.
Al voto si è arrivati al termine di un dibattito teso, durato per oltre due ore. Brignone aveva chiesto di far slittare il punto all’ordine del giorno in attesa che si riunisse di nuovo la seduta dei capigruppo perché, questa la sua tesi, l’ultima conferenza s’è sciolta anzitempo, al termine d’un duro scontro verbale tra lo stesso Brignone e il presidente del consiglio comunale, Pier Giorgio Varini, dopo il quale il capogruppo Pd, Marco Tartari, aveva abbandonato la seduta facendo mancare il numero legale. Seduta nulla, dunque, e da ripetere secondo Brignone. Di diverso parere il segretario, Giuseppe Testa, che ritiene che la seduta si sia conclusa regolarmente con la decisione d’inserire il referendum all’ordine del giorno del consiglio di ieri, prima dell’abbandono di Tartari. Varini è finito, nel mirino delle critiche non solo di Brignone e Campana ma anche di Damano Colombo (Fratelli d’Italia) per la “generosità” nel concedere la parola al sindaco: “Perché io ho dovuto ridurre a 10 minuti il mio intervento e al sindaco, che fa gruppo a sé, ha dato la parola 3 volte?”. “E’ facoltà del presidente dare la parola al sindaco, ogni volta che gli viene chiesta!”, ha risposto con un filo d’irritazione Varini. Sotto attacco, ripetutamente, anche Marchionini, criticata per essere arrivata alla richiesta di referendum senza aver adeguatamente informato la popolazione. Campana, Martinella e Brignone hanno anche messo in dubbio la dichiarata volontà di rispettare l’esito delle urne. Il referendum, questa l’obiezione, è consuntivo. E’ già accaduto che a fronte del voto negativo d’un comune si sia ugualmente proceduto alla fusione. Dal punto di vista finanziario inoltre, per Verbania, acquisire Cossogno sarebbe un pessimo affare, bilanci degli ultimi 3 anni alla mano. La fusione sarebbe “monca” tagliando fuori dal futuro comune San Bernardino Verbano (Colombo). Cossogno finirebbe per perdere la sua identità (Immovilli). “Non potete in ogni occasione mettere in dubbio la sincerità dei miei interventi – s’è irritata Marchionini -. E lei, caro consigliere Campana, che continua ad attaccarci sul referendum per la privatizzazione del forno -, le ricordo che se noi avessimo davvero voluto boicottare la volontà popolare, avremmo fatto un referendum autonomo anziché accorparlo con quello sulle trivellazioni. Avrebbero partecipato non più di 2 mila cittadini, invece s’è registrata un’affluenza vicina al quorum (la metà più uno dei partecipanti alle ultime elezioni amministrative, ndr)”.

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Pubblicato il 09 Novembre 2017
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