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Gli Amici degli Animali contestano l’ordinanza di demolizione del Rifugio del cane. Azioni legali in vista?

Gli Amici degli Animali contestano l’ordinanza di demolizione del Rifugio del cane. Azioni legali in vista?

VERBANIA – Gli Amici degli Animali chiedono al Comune la revoca dell’ordinanza che impone la demolizione del Rifugio del cane inaugurato meno di un mese fa a Fondotoce e il ripristino dei luoghi a causa di violazioni edilizie. La presidente dell’associazione, l’avvocato Loredana Brizio, con una lettera in autotutela indirizzata all’amministrazione, contesta punto su punto gli estremi dell’ordinanza che, dice :«Appare gravemente illegittima». In sintesi, la presidente afferma che non vi sono le violazioni edilizie contestate poiché non ci sono state sostanziali modifiche all’area e la posa di 2 cucce per cani (prefabbricati e rimovibili) «per le loro caratteristiche, sono escluse dalla classificazione di “nuova costruzione” perchè non sono certamente edifici».
Dunque nessuna “nuova costruzione è stata eseguita», tanto più che nell'area, “acquistata dall'Associazione, erano già presenti n°3 cucce in legno – stalli realizzati in precario e di facile rimozione, sempre senza opere murarie stabilmente infisse al suolo”, pertanto i box sono 5 e non 6 come indicato nell’ordinanza a meno che non si voglia considerare “costruzione” una semplice recinzione con paletti infissi nel terreno, usata come stallo provvisorio dei cani.
Contestata è anche la fase di accertamento delle violazioni, compiuta secondo Brizio, da agenti di Polizia municipale e non da tecnici competenti :”Se fosse intervenuto un tecnico, certamente tali circostanze sarebbero state accertate e si sarebbe potuto evitare perdite di tempo per tutti”, scrive l’avvocato.
Altro punto rimarcato dall’ordinanza, è l’altezza delle rete di recinzione, a 2 metri contro gli 1,5metri previsti dal regolamento edilizio “di cui peraltro non vi è traccia nel verbale di sopralluogo redatto dalla polizia municipale – scrive Brizio -.
In merito va precisato che tale recinzione, di vecchia realizzazione, era preesistente all'acquisto del fondo da parte dell'Associazione, quindi non è stato installato o realizzato nulla dai volontari della stessa, ed è inoltre analoga a quella del fondo adiacente di altra proprietà.
Da rilevare che tale recinzione è stata utilizzata per anni ed anni dai precedenti proprietari, senza che nulla sia stato mai contestato
”.
Brizio rivendica comunque il diritto alla chiusura del fondo, sancito dall'art. 841 codice civile, per evitare l'intrusione da parte di soggetti estranei e per impedire che i cani presenti possano scappare od uscire privi di custodia.
In conclusione “anche la distanza rispetto all’autostrada A26 risulta del tutto inconsistente, atteso che la strada, peraltro distante e sopraelevata rispetto all’area adibita a rifugio del cane, è la E62 e non certo la A26.
Anche sotto tale profilo, l’ordinanza appare davvero del tutto inconsistente e finalizzata unicamente a creare scompiglio nell’ambito dei volontari dell’Associazione
”.

Nel chiedere in definitiva la revoca dell’ordinanza, l’associazione  rimarca che così si evita al Comune “di sottostare ad azioni che potrebbero comunque comportare dei costi evitabili.
Solo per concludere, pare davvero strano che una amministrazione comunale perda tempo per contestare delle opere precarie, quando in effetti, ci sono tante opere davvero abusive che non vengono prese in considerazione.
Senza contare poi la pubblicità che è stata data all’ordinanza, finalizzata unicamente a cercare di gettare discredito sui volontari, pur sapendo che svolgono un servizio pubblico, nell’interesse collettivo, e non certo una attività economica
”.

 

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Pubblicato il 09 Settembre 2017

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