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L’ex vice sindaco Fabio Bardelli: “Laveno non è una tangenziale: una riflessione sulla mobilità estiva”

Sul tema della viabilità interviene l’ex vicesindaco e assessore all'urbanistica, che propone una riflessione sulle scelte adottate e sulle prospettive future della mobilità cittadina

Il nuovo sottopasso di Laveno

Il tema della viabilità a Laveno Mombello è stato al centro della recente campagna elettorale. Negli anni scorsi l’amministrazione guidata dall’ex sindaco Luca Santagostino ha affrontato le trasformazioni legate all’arrivo di AlpTransit, tra cui la realizzazione del sottopasso ferroviario e la conseguente riorganizzazione della circolazione stradale. Su questi temi interviene oggi l’ex vicesindaco e assessore Fabio Bardelli, che propone una riflessione sulle scelte adottate e sulle prospettive future della mobilità cittadina.

Con l’arrivo della stagione estiva e l’aumento dei flussi turistici verso il Lago Maggiore, torna puntualmente al centro del dibattito il tema della viabilità di Laveno Mombello. Le giornate di maggiore afflusso, soprattutto nei fine settimana e in occasione di eventi o condizioni meteorologiche favorevoli, mettono inevitabilmente sotto pressione una rete stradale che da decenni presenta elementi di criticità strutturale.

È un tema che merita attenzione e che non può essere affrontato con slogan o soluzioni apparentemente semplici. La mobilità di Laveno Mombello è infatti il risultato di molteplici fattori: la presenza del porto e dei collegamenti con il Piemonte, il traffico turistico diretto verso il lungolago, la stazione ferroviaria, i servizi pubblici, le attività commerciali e le esigenze quotidiane dei residenti.

La viabilità di Laveno non nasce oggi. Il sottopasso ferroviario è un’opera pensata oltre sessant’anni fa e trascinata per decenni da amministrazioni di diverso colore politico. Negli ultimi anni si è entrati nella fase più complessa: quella della gestione concreta di un territorio profondamente cambiato nei flussi, nel turismo e nelle modalità di utilizzo degli spazi pubblici.

In questi anni quale Amministrazione Civitas non siamo stati fermi. Sono stati sviluppati confronti con Regione Lombardia, Provincia di Varese, Ferrovienord, Trenord e Navigazione Laghi, sono stati approfonditi studi sulla mobilità e sulla sosta e sono state avanzate proposte per il completamento dell’anello viabilistico e per il collegamento verso via Martiri della Libertà. Un lavoro tecnico che rappresenta una base importante sulla quale continuare a costruire.

Chi propone soluzioni immediate, come modifiche ai sensi unici o interventi limitati alla sola fluidificazione del traffico, rischia però di trascurare un aspetto fondamentale: Laveno non è una tangenziale. È una cittadina lacustre viva, fatta di residenti, turisti, attività commerciali, spazi pubblici, percorsi pedonali e ciclabili, aree di aggregazione e servizi.

Nelle giornate di maggiore afflusso è inevitabile che la pressione sul sistema aumenti. Questo rappresenta certamente una criticità da gestire, ma è anche il segnale di un territorio attrattivo e frequentato. La sfida consiste quindi nel governare questi flussi senza rinunciare alla qualità urbana e alla vivibilità del paese.

Una buona amministrazione non si misura soltanto dalla velocità delle automobili, ma dalla capacità di trovare un equilibrio tra mobilità, sicurezza, accessibilità, qualità degli spazi pubblici e tutela delle attività economiche.

Per questo la prospettiva deve essere quella di una Laveno più ordinata, più accessibile e più vivibile, dove l’automobile continui a svolgere il proprio ruolo ma senza diventare l’unico elemento attorno al quale costruire la città.

Via Labiena non deve essere un semplice corridoio di attraversamento, ma una strada urbana qualificata. Via Garibaldi merita una riflessione sul rapporto tra parcheggi, marciapiedi e qualità dello spazio pubblico. Il centro storico e il lungolago devono continuare a essere luoghi da vivere e non soltanto aree di transito.

Allo stesso tempo occorre proseguire con interventi concreti: migliorare la gestione dei flussi verso l’imbarcadero, completare le infrastrutture già programmate, utilizzare sistemi intelligenti di monitoraggio e regolazione del traffico, valorizzare il trasporto pubblico e incentivare modalità di spostamento sostenibili.

Laveno Mombello sta affrontando una trasformazione importante. Le criticità esistono e non vanno negate, ma non possono essere affrontate inseguendo soluzioni semplicistiche. La vera sfida è costruire una mobilità capace di coniugare efficienza, qualità urbana e attrattività turistica.

Perché il futuro di Laveno non passa dalla creazione di nuovi corridoi per le automobili, ma dalla capacità di essere un paese sempre più vivibile, accogliente e intelligente per chi lo abita ogni giorno e per chi sceglie di visitarlo.

È una riflessione che affido volentieri al dibattito pubblico e a chi sarà chiamato a costruire il nuovo Piano di Governo del Territorio. Le scelte sulla mobilità non riguardano soltanto il traffico: raccontano l’idea di paese che vogliamo essere nei prossimi vent’anni. E credo che Laveno debba continuare a scegliere di essere una comunità da vivere, non semplicemente un luogo da attraversare.

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Pubblicato il 04 Giugno 2026
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