Il Cammino di don Tonino: 18 tappe attraverso la Puglia fino a Santa Maria di Leuca
Un itinerario di oltre 400 chilometri da Molfetta al "tacco d'Italia", toccando i centri più interessanti della regione e le località care al vescovo nato ad Alessano e scomparso nel 1993
Il nome di don Antonio, detto Tonino, Bello è conosciuto soprattutto in Puglia e nel mondo cattolico. Nella sua regione addirittura è quasi una divinità (il processo di beatificazione è in corso) al punto che gli è stato dedicato un cammino che attraversa quasi tutto il “tacco d’Italia” toccando i luoghi che sono legati alla sua figura.
Don Tonino per un paio d’anni studiò al Seminario di Venegono, ed è tuttora apprezzato per la sua grande umanità e la sua vicinanza ai più bisognosi, anche quando fu vescovo della Diocesi di Molfetta-Terlizzi-Giovinazzo-Ruvo di Puglia. E perfino quando il tumore allo stomaco che gli tolse la vita ad appena 58 anni (nel 1993) già minava il suo corpo. Il cammino che porta il suo nome è lungo circa 400 chilometri e tocca 9 diocesi e oltre 30 città. QUI il sito ufficiale con tutte le informazioni.
LE PRIME TAPPE
Le prime tre tappe di questo percorso permettono di scoprire proprio i luoghi di cui fu vescovo dall’82 fino alla morte. La partenza è prevista da Molfetta, con il bel Duomo medievale di San Corrado che si trova proprio di fianco al mare a cui la città deve le sue fortune tanto da essere diventata uno dei principali porti pescherecci dell’Adriatico. Da qui si raggiunge Ruvo di Puglia, un’antica città preromana, dopo 17 km di cammino in mezzo agli uliveti (in cui spicca il secolare ulivo di Antignano). Per i più avventurosi, a circa 4 km da Ruvo vi è la Comunità “CASA”, un centro di recupero per persone con problemi di droga, fondata dallo stesso don Tonino.

Da Ruvo, si percorre poi un tratto dell’antica Via Appia-Traiana per raggiungere prima il complesso monastico medievale di Santa Maria di Cesano e successivamente, attraverso il “Percorso delle piante e dei fiori”, il borgo di Sovereto. Qui e è ubicato il Santuario della Madonna che lega la sua storia al ritrovamento in una grotta di una Sacra Icona raffigurante una Madonna con Bambino. Da qui si raggiunge la meta della seconda tappa, lunga 21 km, Terlizzi, città nota per la floricoltura e per la ceramica. Con la terza frazione si giunge infine a Giovinazzo, dopo 17 km di camminata, un’antica città oggi ricca di eleganti palazzi rinascimentali, palazzi e chiese.
BARI E LE SUE TERRE
Con la quarta tappa, da 23 km lungo la costa, si giunge nel capoluogo regionale, Bari, di cui è nota la città vecchia in cui spicca per fama e importanza la Basilica di San Nicola in cui sono conservate le spoglie del santo russo. Per questo si incontrano anche molti pellegrini ortodossi, con le reliquie che rendono la città un ponte fra Occidente ed Oriente. La tappa 5 parte proprio dalla Basilica e si snoda per 22 km nelle campagne conosciute come “Terre di Bari”, in cui si attraversano Capurso, nota per il Santuario della Madonna del Pozzo, e Noicattaro, conosciuta invece per le sue tradizioni della Settimana Santa e i suoi Cruciferi, per giungere infine a Rutigliano, dove si producono fischietti in terracotta e dove si possono incontrare pastifici di fama internazionale.

TRA GROTTE E TRULLI
La tappa 6, una delle più impegnative con i suoi 27 km, si reimmerge negli uliveti e permette di raggiungere dapprima Conversano, dove si può visitare il Castello in cui risiedevano i Conti Acquaviva d’Aragona e dove è conservato il ciclo di tele seicentesche della “Gerusalemme liberata” di Paolo Finoglio. La tappa successiva tocca una delle meraviglie pugliesi più conosciute al mondo, le Grotte di Castellana, scoperte nel ’38 dallo speleologo lodigiano Franco Anelli. Lunga 20,5 km la tappa 7 attraversa Putignano, una delle città italiane più note per il suo carnevale, e si raggiunge l’Abbazia benedettina ella Madonna della Scala presso il borgo di Noci da cui partono i 20 km della tappa numero 8 che terminano presso una città Patrimonio Unesco conosciuta per le sue particolari abitazioni: i trulli. Ovviamente si tratta di Alberobello, dove si può visitare anche una chiesa (Sant’Antonio Abate) a forma di trullo.
DAI NORMANNI AI VIGNETI
Lasciando Alberobello ci si dirige verso la destinazione della nona tappa, anch’essa da 20 km, Martina Franca, nota per le sue architetture barocche e per il Festival Musicale della Val d’Itria. La città del tarantino è divisa dai 22,5 km della tappa 10 che ricalca il percorso cicloturistico dell’Acquedotto pugliese fino a Ceglie Messapica, di cui è interessante il Castello dell’XI secolo. Da lì si riparte per l’undicesima tappa, 21,5 km fino a San Vito dei Normanni, fondata dal normanno Boemondo d’Altavilla. La tappa numero 12, con i suoi 20 km, collega invece due imponenti Basiliche: quella di Santa Maria della Vittoria, eretta dopo la battaglia di Lepanto del 1571 fra cristiani e musulmani, e quella di Mesagne, conosciuta come Chiesa Matrice e ricca di sculture.
Da qui si snoda la tappa 12, la più lunga del percorso con i suoi 30 km, che potremmo definire come la tappa vinicola. Infatti si costeggia Cellino San Marco con le sue aziende vinicole (famosa quella del cantante Al Bano) e percorrendo l’itinerario “Messapi di vino” si giunge a San Pietro Vernotico. Una località da sempre appartenuta alla Terra d’Otranto e alla provincia di Lecce ma dal 1927 fa parte della provincia di Brindisi oltre che del Parco del Negroamaro. Si raggiunge quindi l’area archeologica di età messapica e romana di Valesio-La Pajara per poi tornare lungo la Via Francigena – Via Traiana Calabra per giungere a Torchiarolo, tra Brindisi e Lecce. Quest’ultima è la destinazione della tappa 14, lunga 23 km. Lecce è la capitale del Barocco, talmente bella da essere chiamata la “Firenze del Sud”, ed è conosciuta anche per la lavorazione della cartapesta.

NEL CUORE DEL SALENTO
Con i 28 km della tappa 15 si visita innanzitutto la Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta e il Convento Domenicano con i frantoi ipogei presso Sternatia, successivamente la bellissima Chiesa di Santo Stefano a Soleto, da tempo importante centro religioso e culturale italo-greco, ed infine la meravigliosa Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria presso la meta finale, Galatina, con affreschi tardomedievali che, per qualità e metratura, sono secondi solo a quelli della Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi. Da Galatina partono i 29 km che permettono di raggiungere Ruffano, dove si trova uno dei più importanti monumenti del Barocco salentino ovvero la Chiesa Matrice della Natività della Vergine Maria, dopo aver incontrato, lungo il percorso, Cutrofiano, uno dei maggiori centri di produzione ceramica del Salento.
Grazie ai 26,5 km della diciassettesima e penultima tappa si possono visitare Specchia, uno dei borghi più belli d’Italia, Tricase, dove don Tonino iniziò la propria attività da prete e dove fu parroco, ed infine la sua cittadina natale e luogo di sepoltura, Alessano. Siamo giunti finalmente all’ultima tappa, la 18, che con i suoi 15,5 km raggiunge Santa Maria di Leuca, il “Tacco d’Italia” dove si incontrano Ionio e Adriatico, con il Santuario di Santa Maria De Finibus Terrae, da sempre meta di pellegrinaggi, da cui si proseguiva il faticoso viaggio verso Gerusalemme.








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