Dall’Alpe di Neggia al Passo Forcora in mountain bike: nasce il Maggiore Lake Trail
Venticinque chilometri tra lago e montagna per unire Maccagno, Tronzano e il Comune svizzero di Gambarogno. Inaugurazione prevista nel 2028. Presentato a Ville Ponti lo studio di fattibilità del percorso transfrontaliero tra Italia e Svizzera
Un sentiero di 25 chilometri che sale fino a quota 1.750 metri, collegando la sponda italiana del Lago Maggiore con il Canton Ticino attraverso paesaggi alpini di straordinaria bellezza. È il Maggiore Lake Trail, progetto transfrontaliero Interreg presentato questa mattina al Centro Congressi Ville Ponti di Varese, che entra ora nella sua fase operativa con la pubblicazione dello studio di fattibilità tecnico.
Il tracciato unisce l’Alpe di Neggia, sul versante svizzero, al Passo Forcora, passando per la Valle Veddasca sul lato italiano. Un percorso pensato per mountain bike ma fruibile anche a piedi, che punta a diventare un’esperienza di immersione totale in un territorio che abbina la montagna prealpina alla vista sul Lago Maggiore.
I comuni promotori e il progetto
A guidare l’iniziativa sono i comuni italiani di Maccagno con Pino e Veddasca e di Tronzano Lago Maggiore, insieme al partner svizzero del Comune di Gambarogno. Lo studio tecnico è stato sviluppato dall’ingegner Stefano Mauri e prevede interventi mirati alla sicurezza e alla valorizzazione dei tracciati esistenti, con particolare attenzione al suggestivo anello della Valle Veddasca e alla variante Lago d’Elio–Monti di Bassano. Accanto ai lavori infrastrutturali, il progetto prevede la creazione di una segnaletica omogenea e innovativa e un piano di formazione integrata per gli operatori turistici del territorio.
Il quadro economico complessivo ammonta a circa 700 mila euro, ripartiti tra lavori di adeguamento dei sentieri, marketing e comunicazione. I tempi di realizzazione prevedono l’inaugurazione per i primi mesi del 2028, al termine dell’iter amministrativo attualmente in corso anche con Regione Lombardia.
Un territorio che non ha mai avuto confini
L’idea alla base del progetto è semplice e ambiziosa al tempo stesso: unire con un percorso stabile due sponde che sono già unite per cultura, paesaggi e tradizioni, ma divise sul piano amministrativo. «I turisti non cercano più soltanto una località dove trascorrere le vacanze, ma cercano esperienze – ha spiegato il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca Ivan Vargiu – Questo percorso è un’immersione a 360 gradi in un territorio spettacolare, legato alla montagna ma con una vista sul Lago Maggiore davvero entusiasmante».
Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Tronzano Lago Maggiore Antonio Palmieri, che ha sottolineato come la valorizzazione dei percorsi sentieristici rappresenti «un valore aggiunto per la promozione turistica e sicuramente un generatore di indotto diretto per le attività economiche locali», in un territorio di alta valenza paesaggistica e naturalistica che negli ultimi anni sta attirando un turismo sempre più attento alla qualità ambientale.
Dal versante svizzero, il sindaco di Gambarogno Gianluigi Della Santa ha ricordato come l’Alpe di Neggia e le creste del Monte Gambarogno siano da sempre luoghi dell’identità locale: «Con il Maggiore Lake Trail quei sentieri diventano un collegamento MTB con la Valle Veddasca e la sponda italiana, un progetto che rafforza una collaborazione transfrontaliera che in queste valli non ha mai avuto bisogno di protocolli formali per esistere». Della Santa ha anche evidenziato come la rete AlpTransit porti oggi l’Europa centrale a poche ore dal Gambarogno: chi arriva in treno con la propria bicicletta troverà un territorio pronto ad accoglierlo.

La regia di Fondazione Varese Welcome
A supportare il Comune di Maccagno e l’intero partenariato è Fondazione Varese Welcome, che ha ospitato la presentazione nella propria sede di Ville Ponti. Il Maggiore Lake Trail si inserisce in piena continuità con il progetto “Varese Do You Bike”, l’iniziativa con cui la Fondazione punta a fare della provincia un punto di riferimento per il cicloturismo attraverso percorsi certificati e guide specializzate.
«Questo progetto sposa appieno la visione che Fondazione e Camera di Commercio portano avanti da tempo: fare del nostro territorio un punto di riferimento internazionale per l’outdoor e il turismo sostenibile – ha dichiarato Anna Deligios, Segretaria Generale della Camera di Commercio di Varese – Quando i Comuni sanno fare squadra e guardare oltre i confini, Fondazione è e sarà sempre al loro fianco per dare gambe e visibilità a progetti capaci di generare un reale indotto economico e culturale».
Il piano provinciale sulla mobilità dolce
Il Maggiore Lake Trail si inserisce anche in un quadro più ampio tracciato dalla Provincia di Varese. Il presidente Marco Magrini ha illustrato un piano strategico sulla mobilità che tocca l’intera provincia, da Saronno e Busto Arsizio fino a Maccagno e Tronzano, per un totale di 449 chilometri di percorsi ciclabili con un valore complessivo delle tratte ancora da completare di circa 100 milioni di euro.
«Con questo piano strategico potremo andare alla richiesta di fondi dandoci delle priorità per interventi di collegamento, per dare la possibilità alla famiglia di andare sulle piste ciclabili, ma anche allo sportivo che vuole percorsi più impegnativi» ha spiegato Magrini, citando tra i progetti complementari l’anello del Parco del Campo dei Fiori tra Cuvio, Cuveglio, Castello Cabiaglio e Brinzio. Nel disegno provinciale rientra anche il potenziamento dell’integrazione con il trasporto pubblico locale e la navigazione sul Lago Maggiore, per consentire ai ciclisti di imbarcarsi sui battelli e muoversi liberamente tra le due sponde.
Un tassello alla volta, la provincia di Varese costruisce la sua vocazione a destinazione di eccellenza per il turismo attivo e la mobilità sostenibile.










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