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Risorgeranno le bocce a Luino?

Da qualche tempo in Comune si discute di un progetto affascinante: la creazione di un nuovo palazzo dello sport

Bocce varie

Attorno al focolare, nel centro dell’ampia sala, in un tempo abbastanza lontano, la famiglia si riuniva, attirando sovente parenti ed amici, ad ascoltare chi, dotato di facile eloquio e di fervida fantasia, amava raccontare. Le storie trovavano spunto da eventi, arricchiti di particolari, talvolta inesistenti, ma suggestivi allorché ammantati di mistero, e riuscivano a tenere avvinti i presenti, avidi di scoprire mondi diversi dallo sviluppo della quotidianità che accompagnava lo scorrere del tempo. (nella foto l’area della ex Visnova)

Il fuoco nel camino emanava sicurezza, il saltuario crepitio donava un breve brivido di timore, accompagnato però dall’armonia del suono che rendeva ancora più magica la parola del narratore.

Non più come nella casa patrizia, a Luino, si narra, “come ai bei tempi”, nei corridoi comunali di un progetto affascinante: la creazione di un nuovo palazzo dello sport, che arrecherebbe alla deliziosa località, colma di storia e di bellezze lacustri, un completamento dei servizi offerti al cittadino. E per gli amatori dello sport delle bocce, dell’eventualità che il palazzetto possa divenire un polo sportivo multifunzionale, nel quale – “udite, udite” – potrebbero trovar posto anche alcune corsie per la pratica boccistica dei luinesi, i quali, scomparse tutte le strutture che in periodi recenti costellavano il comprensorio, posseggono solo i due campi di Creva, perennemente in bilico per la loro sopravvivenza.

Ma come spesso accade per i progetti, le strade da percorrere non sono univoche, ma molteplici e in alcuni casi divergenti. Il sindaco Pellicini sarebbe propenso a riqualificare l’area dismessa della ex Visnova, ora utilizzata come valvola di sfogo per i parcheggi nell’occasione del mercato del mercoledì o per altre esigenze, affiancando il palazzetto ad un ulteriore supermercato, del quale apparentemente non ci sarebbe necessità, considerando le già numerose installazioni e la popolazione di circa 14.500 anime di Luino. È pur vero che prevale la reale intensità abitativa, rappresentata dalla potenzialità di acquisto derivante dai flussi turistici della vicina Svizzera e dai residenti tedeschi. Scuola di pensiero consistente dato che la riqualificazione di aree dismesse è elemento non trascurabile, perché latore dell’eliminazione di brutture e di tentazioni d’uso per scopi illeciti.

Bocce varie

Ma sussiste un anacronismo: nelle impostazioni urbanistiche più avanzate si tende e decentrare gli impianti sportivi, per evitare i saltuari, ma ricorrenti, intasamenti di mezzi in cerca di parcheggio e l’invasione di pubblico entusiasta e vociante, come sottolinea l’assessore Castelli, che propugna con passione un’altra soluzione. «Perché non pensare all’ubicazione del nuovo palazzo dello sport polifunzionale nell’area delle “Betulle” sede delle attuali piscine? Si potrebbe utilizzare parte delle strutture esistenti, creando non solo la palestra per pallacanestro e pallavolo.  Il vano della piscina potrebbe diventare sede di una pista di pattinaggio e – perché escluderlo? – sede di alcune corsie per le bocce. In questo modo sarebbe ridotto lo spreco energetico per il riscaldamento dello stabile che possiede una volumetria eccessiva in rapporto agli usi. Le piscine, invece, potrebbero trovar posto nell’area dismessa, facilitando la fruizione alla cittadinanza, essendo questa ubicata in una zona centrale».

Purtroppo non è pensabile che tutto si risolva con un semplice schioccare di dita, occorre rivedere il PGTPiano di Governo del Territorio – cosa non semplice e bisognosa di tempi molto lunghi, che avvicinano alle elezioni del 2020; difficile pensare che si arrivi ad una decisione esecutiva prima del termine del mandato. Ma ciò che affascina maggiormente è che in entrambi i progetti non è preclusa l’opportunità di rilanciare le bocce con una visione moderna, esiste solo il timore che, essendo irto di ostacoli il cammino, emerga qualche inciampo che faccia sparire le virtuose intenzioni.

In tutto questo universo di idee non bisogna dimenticare l’unità d’intenti Pellicini e Castelli sull’opportunità di inserire la pratica delle bocce nelle scuole, in particolare nella zona di Creva. La visita di sindaco e assessore effettuata nel locale Bocciodromo, in occasione delle celebrazioni del 1 Maggio, mi ha visto spettatore di un entusiasmo contagioso da parte dei massimi vertici del settore comunale con la ferma volontà di portare avanti, per il prossimo anno scolastico, un progetto di graduale inserimento di codesto sport nella pratica educativa dei giovani, naturalmente con la condivisione di tutte le componenti interessate: dirigente scolastico prof. Raffaela Menditto e dirigenza della Bocciofila Crevese, senza dimenticare l’eventuale allargamento anche alla Bocciofila Bederese, da sempre aperta all’insegnamento ai giovani – per esempio attraverso accordi per l’oratorio estivo -.

Intorno al focolare il narratore continua ad estasiare, le fole si rincorrono, gli auditori s’immaginano rilucenti campi di bocce, sembra loro di poterli quasi sfiorare e se nella cultura popolare i proverbi assumono l’immagine della suprema saggezza, perché non sperare che: “davvero le rose fioriranno?”

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Pubblicato il 28 Maggio 2019
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