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A Brezzo di Bedero anche gli dei possono cadere

Marco Scurati dopo una rimonta ai limiti dell'impossibile ha battuto il campionissimo Massimiliano Chiappella. La cronaca della giornata di Roberto Bramani Araldi

Bocce varie

Eppure nulla lasciava presagire che una serata serena sfuggita all’opprimente afa pomeridiana, il lontano Cuvignone, gigante addormentato, pacioso e ricco di boschi, a cuscino il cielo, per nulla minaccioso, potesse nascondere eventi tanto sportivamente drammatici ed inattesi.

È pur vero che il Marco Scurati della Cuviese si aggirava nella zona del bocciodromo di Brezzo di Bedero con un’espressione di non facile interpretazione: alcuni si sbilanciavano ad affermare che fosse colmo di timore per doversi misurare in semifinale con il campionissimo Chiappella, altri, più maliziosi si sbilanciavano ad intravedere una certa sicumera dettata dalla scalpo di Walter Barilani, che gli pendeva dalla cintura dei calzoncini, strappato nella fase eliminatoria e, quindi, anelasse ad accrescere la collezione. Chissà cosa in realtà nascondesse.

I fatti avrebbero potuto dimostrare chi avesse correttamente interpretato le mutevoli espressioni del suo volto. L’inizio della partita lasciava intendere che la storia fosse già stata scritta e non fossero possibili sorprese. Massimiliano con la consueta magia tracciava sul campo traiettorie perfette, le bocciate erano chirurgiche, il punteggio scavava un fossato sempre più profondo, la vittima sacrificale era pronta a subire il colpo definitivo – 10 a 2 -: tutti attendevano il colpo di grazia. In quel preciso momento nei boschi del Cuvignone forse si destava un folletto desideroso di mutare il corso degli eventi, sta di fatto che, punto dopo punto, lo Scurati rimontava fino a 10-9 per poi piazzare la stoccata finale dei tre punti decisivi nell’ultima giocata, invero sfortunata per Chiappella.

Bocce varie

L’incredibile era avvenuto. Il palpitante presidente della Cuviese Alessio Bossi rischiava problemi cardiaci e anche mascellari per l’enorme sorriso, ampliato a dismisura sul volto, che non riusciva né a ridursi, né, tanto meno, a scomparire. Ma il folletto non era ancora sazio, così la finale con Franco Rossi della Crevese riservava nuova suspense: il Rossi avanti deciso fino a 10 e lo Scurati ad arrancare – sazio del prestigioso successo appena conseguito? – fino ad una sciagurata “mano” nella quale Franco, avendo la possibilità di concludere l’incontro a suo favore, trovava il modo, non solo di non mettere a segno un secondo punto con l’ultima boccia, ma addirittura di regalare il punto all’avversario. Da lì la sinfonia diventava un assolo eseguito alla perfezione e successo meritatissimo del guerriero della Cuviese. Rossi era un po‘ mogio, avendo assaporato da molto vicino il profumo della vittoria, tuttavia nella combattuta semifinale con un ispirato Massimo Moschini della Bederese, aveva pur sempre acciuffato una partita ormai compromessa – da 11-3 -, con alcune “stampate sottomano” di grande classe, davvero difficili da vedere sui nostri campi.

La finale della categoria A/B aveva oscurato quella dedicata alla Serie C, ma abbastanza ingiustamente, perché Claudio Reggiori della Beigiurnà e Silvano Guidoni della Bederese offrivano, a più riprese, giocate di livello analogo ai più famosi e titolati interpreti delle serie maggiori.

Trattandosi del 15° Trofeo del Comune, non poteva mancare l’apprezzata presenza, per la consueta premiazione, del sindaco Maria Grazia Campagnani, altrettanto gradita quella del presidente del Comitato di Varese Guido Bianchi.

Così, nella notte ormai avanzata che rende meno netti e distinguibili i profili delle montagne circostanti, già cominciano ad essere narrate storie, un poco fantastiche, sempre più ricche di particolari, magari arrangiati, anche inventati, di una gara di bocce, in quel di Brezzo di Bedero, dove alcuni “dei delle bocce” sono stati sostituiti da altri che ambivano esserlo e, per una sera, ci sono riusciti.

PILLOLE DI BOCCE

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Pubblicato il 15 Luglio 2018
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