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La diagnosi all’improvviso e i libri che le hanno salvato (di nuovo) la vita. La storia di Donata

Ex pediatra, lettrice e scrittrice, Donata racconta il percorso affrontato durante la chemioterapia e il ruolo decisivo avuto dai libri, dalle amiche e dalla possibilità di continuare a scegliere in autonomia

donata 0048 mission is possible


Il progetto 0048, nato negli ospedali di Varese per accompagnare le donne durante i percorsi oncologici, mette al centro la condivisione, la cura di sé e la solidarietà. Tra le voci raccolte dal podcast 0048 Mission is possible, c’è quella di Donata, ex pediatra, lettrice e scrittrice, che racconta come i libri e le relazioni autentiche l’abbiano aiutata ad attraversare la malattia senza rinunciare alla propria autonomia. La diagnosi è arrivata all’improvviso, aprendo un periodo segnato da sei mesi di chemioterapia. Donata ha affrontato le cure mantenendo, per quanto possibile, le proprie abitudini e continuando a coltivare ciò che per lei rappresentava una parte essenziale della vita.

I libri come misura della ripartenza

Durante le terapie, una delle sue preoccupazioni principali riguardava le possibili conseguenze dei farmaci sulle facoltà cognitive. Abituata a leggere anche tre libri contemporaneamente, Donata temeva soprattutto di perdere la capacità di concentrarsi e di entrare nelle storie. «I libri mi hanno salvato la vita in diverse occasioni» – racconta Donata, ex pediatra e scrittrice. Il ritorno al consueto ritmo di lettura è diventato così un segnale concreto di ripresa. Riuscire nuovamente a leggere con continuità le ha fatto capire di avere recuperato lucidità e attenzione, mantenendo attiva la mente anche nei momenti più complessi. La scrittura le ha inoltre permesso di non interrompere il rapporto con gli altri. Durante il periodo della chemioterapia, con il sostegno delle amiche, Donata ha partecipato a tre presentazioni del suo ultimo libro, continuando a esporsi pubblicamente nonostante le cure e i cambiamenti fisici.

“Lo stormo dell’Aquila” e la realtà trasformata dalla scrittura

Nel romanzo “Lo stormo dell’Aquila”, Donata ha raccolto incontri, esperienze ed elementi autobiografici, trasformandoli attraverso la fantasia. Tra i protagonisti c’è Ruggero, un uomo bello, simpatico, generoso e intelligente. Non si tratta di una persona realmente esistente, ma di un personaggio costruito riunendo le qualità positive degli uomini incontrati dall’autrice nel corso della vita. Attraverso Ruggero, la scrittura diventa uno strumento per modificare la realtà e dare forma a un mondo capace di far sognare chi scrive e chi legge. Nel podcast trova spazio anche il desiderio di creare un caffè letterario o una libreria pensata non soltanto come attività commerciale, ma come luogo di incontro, ascolto e confronto tra le persone. Un sogno che Materia ha in parte realizzato con il caffè letterario settimanale gestito proprio da Donata e le cene letterarie che si svolgeranno ad agosto (informazioni su eventbrite di Materia o sul sito materiaspaziolibero.it).

La medicina narrativa per dare voce alla fragilità

Il legame tra narrazione e cura si è rafforzato durante il lockdown. Rimasta sola con i suoi libri, Donata ha scelto di frequentare un master online in medicina narrativa, approfondendo il valore delle storie nei percorsi di malattia. La medicina narrativa utilizza il racconto per comprendere meglio ciò che vivono i pazienti, ma anche le persone che li assistono. Parlare, scrivere e ascoltare può aiutare a riconoscere emozioni difficili come la rabbia, la paura e il senso di smarrimento. È questa la dimensione che Donata vorrebbe portare anche all’interno del progetto 0048, raccogliendo le esperienze delle altre donne e aiutandole a trasformarle in racconti. Un modo per affiancare alle iniziative legate alla moda e alla cura dell’immagine uno spazio più intimo e riflessivo.

L’amicizia e i piccoli piaceri quotidiani

Nel racconto di Donata emerge con forza anche il ruolo delle amiche, presenti durante le cure e capaci di sostenerla senza limitarne l’indipendenza. La solidarietà femminile diventa uno dei pilastri del progetto 0048: una rete nella quale ogni donna può riconoscersi, parlare e sentirsi accolta.
La stessa volontà di creare nuove occasioni di incontro ha portato Donata a fondare a Malnate un gruppo di lettura dedicato alle scrittrici contemporanee, esperienza che si è . I libri diventano così non soltanto un rifugio personale, ma anche un mezzo per costruire relazioni e condividere pensieri ed esperienze. Il messaggio conclusivo è un invito a vivere pienamente il tempo presente, coltivando i propri sogni e riconoscendo il valore dei piccoli piaceri quotidiani. Per Donata, leggere significa attraversare molte vite; scrivere permette persino di inventarne di nuove.

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Pubblicato il 13 Luglio 2026
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