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Amor: “Cosa accadrà il 1° luglio? Nessuno tocchi i medici e il personale di Angera!”

Nota di Amor, Associazione Mamme per l’Ondoli in Rinascita, dopo gli annunci sulla chiusura del punto nascite e le richieste di nuove prospettive per la struttura di Angera

La Fiaccolata per l'Ospedale di Angera

Nota di Amor, Associazione Mamme per l’Ondoli in Rinascita, dopo gli annunci sulla chiusura del punto nascite e le richieste di nuove prospettive per la struttura di Angera

Correttezza vuol dire trasparenza. Avevamo denunciato la situazione del reparto di Ginecologia e Ostetricia già ad aprile in conferenza stampa: in queste condizioni, non può andare avanti. Ma non possiamo accettare una chiusura del Punto nascite al buio. Se, come ha annunciato l’assessore al Welfare Gallera, il Punto nascite chiuderà il 30 giugno, cosa accadrà dal 1° luglio? Siamo seriamente preoccupati per possibili altri colpi di mano del direttore generale, Giuseppe Brazzoli e dei suoi colleghi dirigenti dell’Asst Valle Olona.

Noi esigiamo, nel modo più fermo, che tutto il personale di Angera resti al suo posto, al Carlo Ondoli, non solo dopo la chiusura del Punto nascite, ma soprattutto in vista del passaggio dell’ospedale sotto la competenza dell’Asst Sette Laghi.

Gli annunci dei politici sul futuro dei reparti di Ginecologia e Ostetricia di Angera sono troppo generici e, se le intenzioni non si traducono in atti concreti in tempi brevi, non tollereremo i tentativi di svuotamento dell’ospedale per sopperire alle carenze di altri ospedali dell’Asst Valle Olona: il personale e le attrezzature non si toccano!

Il passaggio dell’ospedale di Angera sotto l’Asst dei Sette Laghi deve avvenire rapidamente, ma mettiamo in guardia dal consegnare a Varese solo i muri di un ospedale svuotato: alla luce dei fatti degli ultimi due anni, non ci fidiamo dei dirigenti dell’Asst Valle Olona, che mirano a distruggere il nostro ospedale per coprire i disastri causati dalla loro gestione in altri ospedali dell’azienda.

Cosa avverrà nel reparto di Ginecologia e Ostetrica dal 1° luglio? Chi prenderà le decisioni? Per questo motivo, in funzione del nuovo progetto allo studio con l’Ospedale del Ponte di Varese, chiediamo alla politica che il comando di gestione venga affidato da subito ai primari di Varese. Non provate a rifilare a Varese un ospedale vuoto.

Amor e le mamme dell’Ospedale di Angera appoggiano il progetto già reso noto dal presidente della Commissione Sanità, Emanuele Monti, che verrebbe attuato con il passaggio sotto Varese, con il potenziamento della Ginecologia e dei servizi di ostetricia di pre e post parto. Ma tutto questo è realizzabile solo se Angera non verrà svuotata dall’attuale gestione.

La nostra proposta, inoltre, di Casa delle mamme, che è al vaglio degli esperti di Regione Lombardia, può avere un futuro solo sotto l’ala di un hub, ovvero di un ospedale come il Del Ponte di Varese che ci aiuti a strutturarla al meglio. Noi siamo convinti che ad Angera i bambini torneranno a nascere e stiamo lavorando anche a livello istituzionale in questa direzione.

La politica non ripeta gli errori del passato, se non vorrà trovarsi la gente esasperata e pronta a ripetere i gesti del 2016: cosa accadrà ai pediatri e alla pediatria? Non ci sono alternative: o si forniscono più pediatri a Varese, in modo che riescano a coprire i turni su Angera, oppure bisogna prolungare e potenziare la convenzione con i medici che provengono da Milano.

Noi riteniamo che la via della collaborazione, in rete, dei reparti di Angera, con quelli del Polo Materno Infantile di Varese sia l’unica praticabile per mettere al sicuro i nostri reparti e, di conseguenza, tutto il resto. Chiudere il Punto nascite, non deve significare chiudere tutto il resto: anzi, il resto va potenziato da subito. Ricominciare daccapo è l’unica via, ripartire da zero per ricostruire mattoncino su mattoncino le macerie lasciate dalla precedente gestione.

Basta con gli annunci ad effetto: nel passaggio dell’ospedale di Angera sotto l’Asst dei Sette Laghi, la questione del personale è vitale, va affrontata concretamente, nero su bianco. Noi abbiamo lottato per i servizi e per il personale: continueremo a farlo.

Per questo motivo, esortiamo anche il Comitato spontaneo permanente, i sindaci e tutte le forze politiche a vigilare e a esigere il passaggio sotto Varese di un ospedale vivo e non di un edificio vuoto.

Amor, Associazione Mamme per l’Ondoli in Rinascita

di redazione@verbanonews.it
Pubblicato il 18 Giugno 2018
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