Un “manifesto” per Cerro di Laveno in vista delle prossime elezioni
Un comunicato diffuso anche alla stampa firmato dal Comitato Bandiera Blu per Cerro e dal Comitato Frazione Cerro per chiedere alla futura amministrazione "di conservare e proteggere il patrimonio collettivo naturale residuale"
Un manifesto per ribadire la loro visione di Cerro di Laveno Mombello e del comune in generale. Questo il “manifesto” diffuso dal Comitato Bandiera Blu per Cerro (attivo dal 2022) e Comitato Frazione Cerro (costituito nel 2025), guidati rispettivamente da Fabrizio Merati e da Monica De Gasperi, oggi candidati nella lista “Fare comune” a sostegno di Giovanni Castelli per le prossime elezioni amministrative.
Il Comitato Frazione Cerro, in particolare, in questi ultimi mesi ha lanciato anche una petizione,“Salviamo la Bellezza”per chiedere la rimozione della struttura installata di recente sul lungolago e della piattaforma in cemento che lo accompagna. Oltre a chiedere il miglioramenti dei lavori relativi al Molo Sironi. A meno di un mese dalle amministrative comunali, diffondono quello che loro definiscono un manifesto con i principi statutari dei comitati.
Nel seguito, il testo completo del manifesto.
Questo manifesto viene redatto da due comitati cittadini della frazione Cerro di Laveno Mombello: Comitato Bandiera Blu per Cerro (dal 2022) e Comitato Frazione Cerro (dal 2025), in linea con i loro principi statutari e nasce dall’urgenza culturale di inviare una forte sollecitazione dal basso alle amministrazioni prossime future in tema di protezione e gestione delle zone residuali naturali in ambito comunale (prati, terreni agricoli, corsi d’acqua, rive, torbiera, canneti, paesaggio).
Dove siamo
Laveno Mombello-Lago Maggiore-sponda lombarda-provincia di Varese. Il territorio comunale di Laveno si estende e comprende una quantità di territori dall’interessante varietà geologica e ambientale; dal territorio collinare di Mombello con la presenza dell’originaria e pregiata zona di torbiera, alla frazione montana di Casere, al tratto terminale del Torrente Boesio che ha costituito l’asse principale della Val Cuvia e recapito degli effluenti industriali e abitativi del suo territorio, alla specificità litoranea lacustre di Laveno, Cerro e Ceresolo.
La questione ambientale
Il comune di Laveno ospita un territorio fortunato da un punto di vista morfologico-paesaggistico contemporaneamente fragile proprio perché esposto nel tempo dalla sua stessa bellezza ad uno sfruttamento edificatorio esponenziale e ad un concetto di “messa a reddito” che, applicato a contesti ancora integri ha prodotto un progressivo consumo della risorsa stessa rinunciando di conseguenza in modo significativo ai connaturati servizi ecosistemici che assicurano la capacità auto-depuratrice e auto-rigeneratrice della natura stessa. Capacità che viene compromessa dallo scorretto sfruttamento e dalla banalizzazione degli ambienti naturali.
La questione culturale
L’unico ambiente che conoscono le generazioni più giovani di questo territorio è una realtà naturale già fortemente alterata che però continua ad essere gestita dalle amministrazioni senza che venga posto nei fatti un reale freno allo sfruttamento della risorsa che avviene sotto varie forme. Sfruttamento a volte celato sotto la definizione “interventi di riqualificazione”.
Questa sedimentata abitudine persevera in contrasto a importanti studi scientifici nonché a leggi regionali, nazionali e sovranazionali di indirizzo. Nelle scuole, le varie iniziative spot a tema ambientale finanziate da comuni, province e regioni benché utili si limitano a fornire agli alunni perlopiù indicazioni frammentate su comportamenti virtuosi individuali da tenere. Una lista di buoni messaggi che tuttavia lasciano in chi li ascolta un gran vuoto di senso e di risposte sulla capacità di incidere realmente e a lungo termine sulla realtà. Auspichiamo un insegnamento che sappia inoltrarsi nella complessità del tema e dotare i propri studenti di elementi di base rigorosamente scientifici utili all’osservazione e all’interpretazione autonoma degli ambienti e degli effetti dell’alterazione di carattere antropico rispetto alla condizione naturale inalterata di riferimento. Studenti in grado di leggere il loro territorio e sollecitare l’azione amministrativa a difesa del patrimonio collettivo residuo. Studenti colti che sapranno domani essere validi amministratori.
Conservare e prendersi cura
Conservazione e cura di servizi ecosistemici attraverso la protezione e una gestione sapiente di suolo integro, di sottosuolo, di biodiversità, di reticoli idrici, di difese spondali naturali, del bosco e del lago, sono temi centrali che, quando non inquadrati con rigore, rispetto e visione d’insieme, quando non riconosciuti per il valore che hanno i servizi ecosistemici che i comparti ambientali inalterati assicurano ai cittadini, innescano un processo di degrado urbanistico, paesaggistico e come sintomo finale sono altresì fonte di sconnessione tra le comunità e i loro territori. Questo costo ambientale e sociale, gravando esclusivamente sul bene comune, supera – secondo gli scriventi – di gran lunga ogni auspicato e supposto beneficio economico.
Lo scopo del manifesto
Attraverso questo manifesto vogliamo ribadire la necessità che le future compagini politiche chiamate ad amministrare i territori comunali così come saranno dotate di potere programmatico e supportate da modelli operativi e linee guida aggiornate e largamente disponibili, mettano in primo piano la questione ambientale e la volontà di conservare e proteggere il patrimonio collettivo naturale residuale, facendosi parte diligente per il perseguimento di questo obiettivo attraverso una programmazione tecnica concreta e immediatamente attuabile con la finalità di sostenere correttamente il rapporto esistenziale tra uomo e ambiente riconoscendo contestualmente la responsabilità di trasmettere alla prossima generazione, che sarà a sua volta chiamata ad amministrare, un modello resiliente e dinamico di conoscenza scientifica puntuale a favore di uno sviluppo urbano che sia nei fatti realmente sostenibile.
Il presente documento verrà reso pubblico, diffuso, aperto alla condivisione a persone singole, realtà associative, scuole, comitati che ne vogliano sottoscrivere i contenuti allo scopo di arricchire il peso specifico della voce popolare presso le attuali e future autorità amministrative di ogni comune impegnato a relazionarsi democraticamente con la sua popolazione in tema di ambiente e territorio.
Il presente manifesto così redatto è sottoscritto delle seguenti realtà del territorio:
Comitato Bandiera Blu per Cerro (Presidente FABRIZIO MERATI)
Comitato Frazione Cerro (Presidente MONICA DE GASPERI)
Per adesione al presente manifesto scrivere all’indirizzo mail: comitato.frazione.cerro@gmail.com








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