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Com’è cambiata la salute dei bambini? Meno germi, più traumi e qualche tic

In forte calo malattie infettive respiratorie o gastrointestinali tra i minori. In aumento invece traumi, situazioni di sovrappeso, stipsi, tic, balbuzie e disturbi del sonno

salute bambini

Tra le conseguenze insperate di questa pandemia e, soprattutto, delle misure per il suo contenimento, c’è la sensibile riduzione delle malattie infettive, fino all’anno scorso molto diffuse tra i bambini.
Lo scenario è cambiato in maniera rilevante e stupefacente” afferma Massimo Agosti, direttore del Dipartimento Donna e bambino di Asst Sette Laghi e della Neonatologia e Pediatria alla fine del mese di gennaio, periodo in cui di solito i punti di primo intervento pediatrico erano intasati di sindromi influenzali o parainfluenzali. “La notevole riduzione delle malattie infettive è sicuramente un dato positivo – spiega – Purtroppo però la salute è complessa e in questo strano periodo sono anche aumentati altri disturbi dell’età evolutiva, con sintomi diversi legati a una vita più coatta e al distanziamento.”

NESSUN RICOVERO PER BRONCHEOLITE

Tra le malattie respiratorie più problematiche per i piccolissimi c’è sicuramente la bronchiolite, che si manifesta nei primi mesi di vita, fino all’anno, a volte costringendo i piccolissimi a duri ricoveri: “Questo inverno a Varese non abbiamo ricoverato neppure un bimbo per bronchiolite, ed è una gioia”, afferma Agosti.
In forte calo in generale sia gli accessi di pronto soccorso sia i ricoveri dei minori per tutte le malattie infettive dell’apparato respiratorio o gastroenteriche. “Una riduzione davvero sensibile di casi che registriamo qui, negli ospedali varesini, ma anche a Milano, in Lombardia e in tutta Italia”, precisa Agosti.

MASCHERINE E VACCINI

“Sicuramente il merito della minore diffusione degli agenti microbici è delle mascherine, che un anno fa usavano solo i chirurghi e gli immunodepressi, della  migliore igiene delle mani, del distanziamento e in generale alla maggiore attenzione anche ai sintomi più lievi”, spiega il primario, citando anche tra i fattori che hanno reso possibile questo risultato, la campagna antinfluenzale  di quest’anno. Una campagna che ha coinvolto più direttamente i pediatri che hanno chiamato inizialmente i più piccoli (fino ai sei anni) e poi aperto anche ai più grandicelli, offrendo una somministrazione attraverso spray nasale, percepita da bambini e genitori come meno invasiva della tradizionale iniezione.

EFFETTI COLLATERALI

In generale il contenimento del virus e della vita sociale, anche dei bambini (la scuola è poi ripartita, ma non le attività culturali e sportive) ha portato i piccoli a trascorrere più tempo dentro casa in spazi spesso troppo stretti o non completamente adatti alle loro esigenze motorie  e così anche a Varese, tra i bambini, si è registrato un aumento dei traumi dovuti ad incidenti domestici.
Per la stessa ragione si è registrato un generale aumento del sovrappeso infantile e adolescenziale.
Per il resto gli effetti collaterali dovuti al contenimento del virus sono differenti, a seconda dell’età.

Età 0-3 anni: si è registrata una maggiore incidenza dei disturbi del linguaggio, come ad esempio le balbuzie transitorie tipiche dei 2-3 anni.

Età 3-6 anni: maggiore incidenza nell’ultimo anno anche dei casi di stipsi, tipico segnale di uno stato di  maggiore tensione.

Età 6-10 anni: gli ambulatori sono intervenuti di più sull’insorgere di tic nei bambini in età scolare, anche in questo caso riconducibili a situazioni di tensione da elaborare.

Dai 10 anni: disturbi del sonno sono sempre più presenti invece in adolescenti e più adolescenti, le cui giornate sono trascorse per mesi attaccati ai monitor per didattica a distanza e per relazioni sociali. “C’è una spiegazione anche neurofisiologica per questo – spiega Agosti -Le luci blu degli schermi inibiscono la melatonina e quindi disturbano il sonno”.

Balbuzie, stipsi, tic, sovrappeso, disturbi del sonno e in un certo senso persino i traumi, sono tutte patologie passeggere, transitorie, risolvibili con la giusta attenzione: “I bambini e i ragazzi in generale stanno bene, dimostrano in questa lunga pandemia una grande resistenza. e anche una resilienza di cui forse non sono consapevoli, ma che li ha aiuta a trovare il loro benessere, anche in questa situazione difficile per tutti”, afferma Agosti.

BAMBINI E COVID19

Se nel periodo di maggiore intensità dei contagi, a novembre, la pandemia del coronavirus ha coinvolto di più anche i bambini, con qualche ricovero e in alcuni casi, pochi, ma comunque da segnalare, si è reso necessario anche aiutare i bambini affetti da Covid19 con l’ossigeno, in questo momento in cui la curva dei contagi è in calo, non ci sono bambini ricoverati per Covid19. negli ospedali di Varese. “Speriamo si proseguire così – si augura Agosti – sempre grazie all’attenzione di tutti”.

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Pubblicato il 28 Gennaio 2021
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