Quantcast

Beko Cassinetta, allarme di Fim, Fiom e Uilm: «I numeri non tornano, è il momento della verità»

 A poco più di un anno dall’accordo sul piano industriale, Fim, Fiom e Uilm denunciano il rallentamento della crescita produttiva dello stabilimento di Cassinetta di Biandronno. Volumi inferiori alle attese, aumento della cassa integrazione e timori per il ruolo del sito varesino nella strategia europea del gruppo Beko-Arçelik

il gruppo Beko nel built-in

Il futuro dello stabilimento Beko Europe di Cassinetta di Biandronno torna al centro del dibattito sindacale e istituzionale. Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil hanno convocato una conferenza stampa per fare il punto sulla situazione produttiva e occupazionale del principale sito italiano del gruppo, esprimendo forte preoccupazione per l’andamento del piano industriale sottoscritto poco più di un anno fa.

UN PROBLEMA DI VOLUMI

Secondo quanto emerso nell’ultimo confronto con l’azienda, il percorso di rilancio previsto dall’accordo starebbe mostrando segnali di crescente difficoltà. In particolare, il comparto Cooking, individuato come il motore della ripartenza industriale di Cassinetta, registra volumi produttivi significativamente inferiori rispetto agli obiettivi fissati. Una situazione che ha comportato un aumento delle giornate di fermata e un maggiore ricorso alla cassa integrazione straordinaria.

PRODUZIONE IN AFFANNO NONOSTANTE GLI INVESTIMENTI

Le criticità non riguardano soltanto il settore dei forni e della cottura. Anche gli altri comparti, pur mantenendosi più vicini alle previsioni di mercato, non offrono ancora garanzie sufficienti sul consolidamento delle prospettive industriali del sito. Per le organizzazioni sindacali il problema principale è che, nonostante gli investimenti già effettuati, la riorganizzazione interna e l’impegno dei lavoratori, la crescita produttiva attesa non si è concretizzata. Al contrario, aumentano le giacenze di magazzino e gli obiettivi sui quali era stato costruito il piano appaiono sempre più difficili da raggiungere.
La vertenza Beko rappresenta da mesi uno dei dossier industriali più delicati del territorio varesino. L’accordo raggiunto nella primavera del 2025 aveva permesso di ridurre l’impatto occupazionale della ristrutturazione e di confermare importanti investimenti sul sito di Cassinetta, considerato strategico per la produzione europea di elettrodomestici da incasso. Tuttavia, negli ultimi mesi si sono moltiplicati i segnali di rallentamento: dai volumi produttivi in calo alle richieste di nuovi confronti istituzionali avanzate dalle rappresentanze sindacali.

Il TIMORE DELLA COMPETIZIONE INTERNA

A preoccupare ulteriormente Fim, Fiom e Uilm è il rischio di una crescente competizione interna tra gli stabilimenti del gruppo Beko-Arçelik. Secondo i sindacati, la distribuzione di nuovi prodotti, piattaforme industriali e volumi produttivi tra le diverse fabbriche europee potrebbe diventare l’elemento decisivo per il futuro di Cassinetta. Da qui la richiesta di capire quale ruolo la multinazionale intenda realmente assegnare al sito varesino all’interno della propria strategia continentale.
Negli anni passati il sito varesino ha rappresentato uno dei poli produttivi più importanti del gruppo in Europa. Oggi, però, il quadro internazionale e le strategie industriali della multinazionale impongono interrogativi sul peso che Cassinetta potrà mantenere nel medio e lungo periodo. Da qui la richiesta di comprendere quale ruolo la società intenda realmente assegnare allo stabilimento all’interno della propria organizzazione produttiva europea.

LA RICHIESTA DI UN NUOVO TAVOLO ISTITUZIONALE

Per questo le organizzazioni dei metalmeccanici chiedono la riattivazione del tavolo istituzionale presso Regione Lombardia e Provincia di Varese, coinvolgendo anche il territorio e le istituzioni locali. L’obiettivo è ottenere maggiore trasparenza sulle prospettive industriali, sugli investimenti futuri e sulle garanzie occupazionali per le centinaia di lavoratori impiegati nello stabilimento. La conferenza stampa servirà a presentare nel dettaglio i dati emersi dall’ultimo incontro con l’azienda e le iniziative che il sindacato intende promuovere nelle prossime settimane. Un passaggio che Fim, Fiom e Uilm considerano necessario per riportare al centro dell’attenzione pubblica una vertenza che continua a rappresentare un tema cruciale per l’economia della provincia di Varese.

«È ARRIVATO IL MOMENTO DELA VERITÀ»

«Il vero banco di prova del piano industriale non sono gli annunci, ma i volumi produttivi. E oggi quei numeri ci dicono che è arrivato il momento della verità», affermano i sindacati, sintetizzando una preoccupazione che riguarda non solo il destino della fabbrica di Cassinetta, ma una parte importante del tessuto manifatturiero varesino. In gioco ci sono il futuro industriale del sito e le prospettive occupazionali di centinaia di famiglie che guardano con attenzione alle prossime mosse dell’azienda e delle istituzioni.

TUTTI GLI ARTICOLI SU BEKO

Via Confalonieri, 5

Castronno

Tutti gli eventi

di luglio

Pubblicato il 01 Luglio 2026
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore