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I lavoratori della distribuzione alimentare e del commercio chiedono maggior tutela e sicurezza sanitaria

Le Federazioni sindacali provinciali: “Calo costante dell’attenzione con un allentamento dei controlli nei punti di vendita e delle misure adottate per il contenimento del contagio”

“Il nuovo aggravarsi della pandemia dettata dal COVID19, che ha determinato una nuova emergenza sanitaria, ripropone la tutela della salute e sicurezza sanitaria nel mondo del lavoro. In tale contesto stiamo sottoponendo all’attenzione degli operatori economici e delle istituzioni territoriali la particolare e diffusa condizione di rischio cui sono sottoposti le lavoratrici e i lavoratori della distribuzione alimentare e del commercio. A tal proposito abbiamo dovuto registrare, con l’avvento della stagione estiva e successivamente fino ai giorni nostri, un calo costante dell’attenzione ai temi della sicurezza con un allentamento dei controlli nei punti di vendita e delle misure adottate per il contenimento del contagio”. Lo segnalano le Federazioni sindacali provinciali dei lavoratori del commercio del turismo e dei servizi.

“Richiamiamo pertanto le aziende -così i rappresentanti del Vco di Filcams Cgil, Michele Piffero, di Fisascat Cisl, Massimo Guaschino, e di Uiltucs Uil, Franco Borsotti– che operano nel settore ad un maggior impegno a garanzia di una migliore tutela sanitaria per i lavoratori e la clientela anche alla luce del previsto aumento di afflusso che solitamente contraddistingue il periodo delle feste natalizie. A tal proposito si chiede il rafforzamento presso tutti i punti vendita degli interventi a tutela della salute mettendo in atto i seguenti provvedimenti:

– dotazione di dispositivi di protezione individuale adeguati con la fornitura a tutti gli operatori di mascherine FFP2;

– dotazione in tutti i punti vendita di termo-scanner con rilevazione di temperatura per operatori e clienti;

– contingentamento dei flussi di clientela calcolato in relazione alla superficie calpestabile

– controllo delle distanze interpersonali e degli eventuali assembramenti all’interno dei punti di

vendita;

– test rapido antigenico (con tampone nasofaringeo/esito 15 minuti) a tutti i dipendenti in caso di superamento del 5% dei dipendenti risultati positivi o in attesa di tampone, a carico dell’ Azienda o del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 Dicembre 2020
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