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Dal dolore per la perdita di un figlio all’impegno per i giovani, le Panchine dell’amicizia Giò creano ponti

Un progetto nato da una storia personale che oggi coinvolge scuole e territori, con percorsi gratuiti e attività pensate per aiutare i ragazzi a esprimersi e non sentirsi soli

lara brufatto le panchine di giò


L’associazione La panchina dell’amicizia di Gio ODV, fondata da Lara Brufatto in memoria del figlio Giorgio, è stata protagonista di una puntata della trasmissione radiofonica “Soci All Time” su Radio Materia, realizzata in collaborazione con CSV Insubria. Un racconto che mette al centro un impegno concreto contro il bullismo e l’isolamento giovanile, trasformando il dolore in percorsi di condivisione e sostegno.

Dalla sofferenza all’azione

L’associazione nasce da un’esperienza personale forte, ma guarda al futuro con un obiettivo preciso: aiutare i ragazzi a non sentirsi soli. «Da soli non si va da nessuna parte» – come racconta Lara Brufatto, fondatrice – è il principio che guida tutte le attività. Non si tratta solo di contrastare il bullismo, ma di costruire relazioni positive, promuovendo il valore dell’amicizia come strumento di prevenzione.

La panchina come simbolo e strumento

Elemento centrale è la “panchina”, intesa non solo come oggetto fisico ma come spazio simbolico di incontro. Installate in scuole e parchi, queste panchine diventano luoghi dove fermarsi, parlare e condividere esperienze. A ogni installazione è legato l’impegno a organizzare eventi annuali per coinvolgere i giovani e stimolarli a mettersi in gioco.

Progetti e attività per i ragazzi

Tra le iniziative spicca “Da Sol Pentagramma”, un progetto che utilizza musica e scrittura per aiutare i ragazzi a esprimere le proprie emozioni. Proprio grazie a questo percorso, alcuni giovani inizialmente isolati hanno trovato nuove amicizie e occasioni di socialità. Non mancano attività pratiche come cacce al tesoro, tornei e momenti di team building, pensati per favorire l’interazione diretta e contrastare l’isolamento legato all’uso eccessivo dei dispositivi digitali. In alcuni casi, come a Vanzaghello, sono gli stessi adolescenti a diventare protagonisti, organizzando eventi per i più piccoli e gestendo spazi pubblici.

Supporto psicologico e gruppi di aiuto

L’associazione offre anche percorsi di supporto psicologico gratuito, rivolti a famiglie in difficoltà economica. I fondi permettono di coprire interamente i costi di terapie con professionisti selezionati, in particolare nei casi di disagio giovanile, isolamento sociale o ritiro scolastico. Accanto a questo servizio, sono attivi gruppi di auto-mutuo aiuto (AMA) per genitori e familiari, che possono confrontarsi e sostenersi reciprocamente in un contesto guidato ma non terapeutico.

Interventi per l’isolamento sociale

Un’attenzione particolare è rivolta ai casi di hikikomori. L’associazione propone percorsi domiciliari, spesso assenti nei servizi pubblici, per accompagnare gradualmente i ragazzi fuori dall’isolamento. Il primo passo è il contatto diretto con la sede di Gallarate o tramite i canali online, per valutare il tipo di intervento più adatto.

Uno sguardo al futuro

L’obiettivo è chiaro: creare una comunità in cui i giovani siano protagonisti attivi. «Il sogno è che siano loro stessi a portare avanti l’associazione» – Lara Brufatto, fondatrice –. Un passaggio di testimone che trasformi l’esperienza vissuta in una rete di supporto sempre più ampia.

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Pubblicato il 27 Aprile 2026
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