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Gli studenti del Liceo Sereni studiano il torrente Boesio a Laveno Mombello

L'indagine, condotta con il metodo RCEI-2 insieme ai docenti e allo Studio Idrobiologico Lombardo, ha analizzato quasi 1,7 chilometri del corso d'acqua. I risultati evidenziano un forte livello di artificializzazione, ma anche possibili margini di recupero ambientale.

Generico 01 Jun 2026

Gli studenti del secondo anno del Liceo Sereni di Laveno hanno completato un’attività di monitoraggio ambientale sul torrente Boesio, nel territorio comunale di Laveno Mombello, con l’obiettivo di valutarne lo stato qualitativo e la funzionalità ecologica. L’iniziativa si è svolta il 1° giugno con il supporto dei docenti di scienze dell’istituto e la supervisione del dottor Merati dello Studio Idrobiologico Lombardo.

L’indagine rientra tra le attività promosse dal Comitato Bandiera Blu di Cerro e previste nell’ambito delle azioni collegate al prestigioso riconoscimento ambientale. Per la valutazione è stato utilizzato il metodo RCEI-2 (Riparian Channel and Environmental Inventory), uno strumento che consente di analizzare lo stato delle sponde e dell’ambiente fluviale attraverso un questionario composto da 14 domande a risposta multipla relative a diversi parametri ecologici.

Prima dell’uscita sul campo, gli studenti hanno partecipato a una lezione introduttiva dedicata alla metodologia e alle procedure di compilazione del questionario. Successivamente sono stati esaminati circa 1.700 metri del torrente Boesio, dalla foce fino all’ingresso dello scarico del depuratore di Laveno Mombello.

I risultati mostrano una situazione complessivamente critica. La sponda sinistra del torrente presenta uno stato giudicato mediocre nel 41% del tratto analizzato e scadente nel restante 59%. Anche la sponda destra evidenzia condizioni problematiche: il 29% del percorso si colloca tra la classe “buono” e “mediocre”, il 30% risulta mediocre e il 41% scadente.

Secondo quanto emerge dalla relazione, il basso punteggio registrato è dovuto soprattutto all’elevato livello di artificializzazione del corso d’acqua, una condizione che limita la capacità naturale di autodepurazione del torrente e incide negativamente sulle comunità biologiche che lo popolano.

Nonostante il quadro poco incoraggiante, gli autori dello studio sottolineano come esistano ancora margini di miglioramento della funzionalità ecologica del Boesio, principale corso d’acqua della Valcuvia. Interventi mirati potrebbero trovare spazio all’interno di un futuro “Contratto di Fiume”, indicato come uno strumento importante per favorire la riqualificazione ambientale e la rinascita del territorio.

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Pubblicato il 02 Giugno 2026
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