Premio Stresa 2026, vince Dario Ferrari con “L’idiota di famiglia”
Il romanzo edito da Sellerio conquista il Premio Stresa di Narrativa nell’anno del cinquantesimo anniversario. Riconoscimenti anche a Sara Rattaro, Gian Piero Amandola, Mario Casella e Luciana Pietraccini
È Dario Ferrari con il romanzo “L’idiota di famiglia”, pubblicato da Sellerio, il vincitore del Premio Stresa di Narrativa 2026. Il riconoscimento arriva in un anno particolarmente significativo per la manifestazione letteraria, che celebra i cinquant’anni dalla sua fondazione, avvenuta nel 1976, e conferma il proprio ruolo nel panorama culturale italiano.
La decisione è stata presa dalla Giuria dei Lettori e dalla Giuria dei Critici, composta da Monica Acito, Piero Bianucci, Emmanuelle de Villepin, Orlando Perera e Giosuè Calaciura.
Il romanzo di Ferrari ha prevalso sulle altre quattro opere selezionate per la cinquina finalista, protagoniste durante l’estate di una serie di incontri pubblici con gli autori a Stresa.
La cinquina finalista e il legame con Materia
A contendersi il premio con Dario Ferrari erano:
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Mattia Insolia, “La vita giovane” (Mondadori)
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Michela Marzano, “Qualcosa che brilla” (Rizzoli)
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Valeria Parrella, “La ragazzina” (Feltrinelli)
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Gigi Riva, “C’era l’amore a Sarajevo” (Mondadori)
Tra i finalisti figura dunque anche Gigi Riva, giornalista e scrittore, che era stato ospite a Materia, lo spazio libero di VareseNews a Castronno, poco dopo l’uscita del suo libro “C’era l’amore a Sarajevo”.
Un romanzo che riporta al centro della narrazione Sarajevo e la guerra nella ex Jugoslavia, intrecciando la dimensione privata dei sentimenti con quella collettiva della storia. Un’opera che attraverso la letteratura torna a interrogare la memoria di uno dei conflitti più drammatici dell’Europa contemporanea.
I riconoscimenti speciali del Premio Stresa 2026
Accanto al premio principale, la manifestazione ha assegnato anche le tradizionali targhe speciali.
La targa “Gianfranco Lazzaro”, istituita nel 2018 per ricordare il fondatore del Premio Stresa, suo primo vincitore e per molti anni presidente della Giuria dei Critici, è stata attribuita a Sara Rattaro per “Il vestito di mia madre. Storia di Teresa Mattei, antifascista”, pubblicato da Piemme.
Le targhe speciali della giuria sono state assegnate a:
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Gian Piero Amandola, “L’uomo del lunedì” (Neos edizioni)
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Mario Casella, “L’uragano di pietra” (Gabriele Capelli Editore, Mendrisio, Svizzera)
La targa per l’editoria locale è andata a Luciana Pietraccini per “Sul filo di un attimo”, pubblicato da Segni e Parole.
Cinquant’anni di storia per il Premio Stresa
Fondato nel 1976, il Premio Stresa di Narrativa ha attraversato mezzo secolo di storia letteraria italiana. Dopo un’interruzione di alcuni anni, la manifestazione è ripresa nel 1995 sotto l’egida dell’Associazione Turistica Pro Loco di Stresa.
Nel corso degli anni il premio ha visto affermarsi autori di primo piano della narrativa italiana, da Maurizio Maggiani ad Alberto Bevilacqua, da Simonetta Agnello Hornby ad Antonia Arslan, da Paolo Rumiz a Francesca Melandri, fino ad Antonio Albanese, vincitore dell’edizione 2025.
La manifestazione è organizzata dall’Associazione Turistica Pro Loco di Stresa APS, con il patrocinio e il sostegno della Città di Stresa. Contribuiscono al premio anche l’Hotel Regina Palace di Stresa e Milano Color Srl di Trezzano sul Naviglio.
Le registrazioni degli incontri estivi con gli autori e della cerimonia finale sono disponibili su Facebook e YouTube, cercando Premio Stresa di Narrativa.
L’albo d’oro completo del Premio Stresa di Narrativa
Dal 1976 al 2026, ecco tutti i vincitori del premio, con le rispettive opere.
| Anno | Autore | Opera |
|---|---|---|
| 1976 | Gianfranco Lazzaro | Il cielo colore delle colline |
| 1977 | Eugenio Travaini | Il vento in testa |
| 1978 | Marise Ferro | La sconosciuta |
| 1980 | Carlo della Corte | Grida dal Palazzo di Inverno |
| 1981 | Virginia Galante Garrone | Se mai torni |
| 1982 | Marcello Venturi | Sconfitti sul campo |
| 1983 | Davide Lajolo | Il merlo di campagna e il merlo di città |
| 1984 | Giorgio De Simone | L’armonista |
| 1995 | Duilio Pallottelli | Voglia di famiglia |
| 1996 | Enrico Fovanna | Il pesce elettrico |
| 1997 | Dante Maffia | Il romanzo di Tommaso Campanella |
| 1998 | Guido Conti | Il coccodrillo sull’altare |
| 1999 | Maurizio Maggiani | La regina disadorna |
| 2000 | Alberto Bevilacqua | La polvere sull’erba |
| 2001 | Roberto Pazzi | Conclave |
| 2002 | Diego Marani | L’ultimo dei Vostiachi |
| 2003 | Simonetta Agnello Hornby | La Mennulara |
| 2004 | Antonia Arslan | La masseria delle allodole |
| 2005 | Maurizio Cucchi | Il male è nelle cose |
| 2006 | Marco Santagata | L’amore in sé |
| 2007 | Paolo Rumiz | La leggenda dei monti naviganti |
| 2008 | Andrea Fazioli | L’uomo senza casa |
| 2009 | Giuseppe Conte | L’adultera |
| 2010 | Francesco Carofiglio | Ritorno nella valle degli angeli |
| 2011 | Bruno Arpaia | L’energia del vuoto |
| 2012 | Francesca Melandri | Più alto del mare |
| 2013 | Lidia Ravera | Piangi pure |
| 2014 | Valentina D’Urbano | Acquanera |
| 2015 | Lorenzo Marone | La tentazione di essere felici |
| 2016 | Carmine Abate | La felicità dell’attesa |
| 2017 | Domenico Dara | Appunti di meccanica celeste |
| 2018 | Carolina Orlandi | Se tu potessi vedermi ora |
| 2019 | Elena Loewenthal | Nessuno ritorna a Baghdad |
| 2020 | Melania G. Mazzucco | L’architettrice |
| 2021 | Giosuè Calaciura | Io sono Gesù |
| 2022 | Fabio Stassi | Mastro Geppetto |
| 2023 | Matteo B. Bianchi | La vita di chi resta |
| 2024 | Federica Manzon | Alma |
| 2025 | Antonio Albanese | La strada giovane |
| 2026 | Dario Ferrari | L’idiota di famiglia |
Un albo d’oro che racconta non soltanto la storia del premio, ma anche l’evoluzione della narrativa italiana attraverso cinquant’anni di romanzi, autori e sensibilità letterarie differenti.










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