“Fiori per la danza macabra”: il noir di Angela Borghi sulle acque del Lago Maggiore
Presentato a Materia l'ultimo capitolo della serie dedicata alla coppia investigativa Caretti-Brandstetter
Il buio di un pomeriggio di gennaio e il freddo dell’Eremo di Santa Caterina del Sasso sono le atmosfere del nuovo capitolo noir di Angela Borghi, Fiori per la danza macabra, presentato oggi, martedì 17 marzo, a Materia.
RIVIVI L’INCONTRO A MATERIA
L’incontro con Carlo Zanzi ha esplorato il ritorno della dottoressa Teodolinda Caretti, medico legale di Cazzago Brabbia che, tra una corsa e l’altra, si ritrova a indagare su due giovani donne ritrovate morte nelle acque del Lago Maggiore.
L’autrice ha scelto di spostare l’azione dal Lago di Varese al Verbano per ragioni di verosimiglianza: «In questo qui ho un po’ ampliato perché mi sembrava un po’ irrealistico che ci fosse un altro omicidio in un paesino di novecento abitanti».
Il legame con il territorio resta però centrale, unendo la sponda sud del lago di Varese alle profondità scure di Leggiuno, dove l’acqua «rimanda molto alla morte» e la celebre danza macabra affrescata funge da suggestione narrativa. Il romanzo si muove tra indagine e simbolismo artistico, citando l’Ophelia di Millais, ma mantenendo uno stile che predilige il non detto.
«Mi piacciono le storie dove si è lasciato molto all’immaginazione, non la descrizione dell’assassino con l’ascia che la tira sulla testa della vittima» ha precisato la scrittrice. Accanto a Teo agisce il commissario Arno Brandstätter, in un gioco di contrappunti che in questo volume vede la coppia avvicinarsi sensibilmente. Per Borghi, il paesaggio lacustre è il teatro perfetto per il mistero perché, pur essendo sereno, «può celare delle insidie».










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