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Quella banda di stonati che ha fatto ridere e ballare mezzo mondo

Una bella storia sestese" scritto da Elena Zeni e Mario Varalli è più di un semplice amarcord. I due autori ripercorrono una storia (dalla Fil fer company alla Banda di stunaa) che ha segnato la comunità

Sesto Calende

Il libro “Una bella storia sestese”, scritto da Elena Zeni e Mario Varalli, è più di un semplice amarcord tra amici perché i due autori ripercorrono le tappe di una storia (dalla Fil fer company alla Banda di stunaa) che ha segnato la comunità di Sesto Calende, come ricorda la stessa Zeni in apertura del libro.

Una storia che inizia nel 1953 con il primo carnevale sestese, una manifestazione spensierata dopo i dolori di una guerra ancora viva nella memoria delle persone. «Mai manifestazione fu più riuscita e brillante» annoterà Bruno Zeni nel libro verbali della società artistica Cesare da Sesto.

Il libro riporta nomi e cognomi dei giovani volenterosi che allestiscono i vari carri allegorici tra cui quello dei pompieri e il biscione interista che in una maldestra manovra dell’autista perderà la testa a causa di un cavo della luce. Nel 1956 entra in scena al Caffè Moderno la Fil fer company così chiamata perché i loro carri erano tenuti insieme dal filo di ferro. Ai giovani di Sesto non manca la fantasia e la voglia di misurarsi con argomenti di stretta attualità come la sanità (spettacolare il carro che riproduceva l’ospedale) o lo Sputnik dedicato alle avventure spaziali della cagnetta Laika.

Il libro corredato da molte foto d’epoca è uno spaccato interessante del connubio fortissimo tra la popolazione e questa manifestazione, come dimostra la sequenza in cui Ennio Vettori detto “Gandulin” sfila, vestito da donna su un carro dedicato alla sartoria, mentre alle sue spalle c’è una folla stipata ai bordi della strada e sui balconi intere famiglie che seguono divertite la sfilata.

Nel 1963 la Fil fer company dà forfait per ricomparire l’anno dopo. Ma proprio in quegli anni si verifica una metamorfosi importante perché al Caffè Moderno nasce la Banda dei pigiami, formazione musicale che ha nei fratelli Luigi ed Ezio Tamborini, due autentici pilastri. Sono pochi quelli che sanno suonare, la maggior parte di loro fa finta, ma non importa perché la banda riscuote subito un grande successo nei festeggiamenti del carnevale.

Il carnevale sestese subisce uno stop di 5 anni, dal 1970 al 1975, per riprendere nel 1976, anno in cui nel sabato grasso gli ottoni custoditi da Carletto Prandi tornano a suonare grazie alla Banda di stunaa alla sua prima sfilata. I componenti non indossano più solo il pigiama, ma alcuni si vestono da donna, altri con sombrero e bombetta. Eppure il successo è strepitoso, tanto che negli anni a seguire il travestimento da donna diventerà la divisa  ufficiale della banda.

La Banda di stunaa si toglierà molte soddisfazioni perché sarà invitata nelle più grandi manifestazioni carnevalesche da Venezia a  Nizza, da Lugano a Viareggio, con passaggi televisivi di rilievo, Rai compresa. È una vera Guggen band, così vengono chiamate le formazioni musicali volutamente stonate, tipiche dell’Austria e della Germania. Il libro documenta con dovizia di particolari questa storia, producendo atti ufficiali e riportando molte curiosità tra cui anche quella che vide protagonisti alcuni componenti della banda a Cuccaro Monferrato. Lungo il percorso c’erano molte botti di vino con degustazione gratis, alcuni si fecero prendere la mano e non arrivarono mai in fondo alla sfilata.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 Agosto 2016
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