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Minori e affidi: in Piemonte passa la legge “allontanamento zero”

Il provvedimento, voluto dall'assessore Chiara Caucino, mira a ridurre gli allontanamenti dei bambini dal nucleo famigliare originale. L'opposizione: "Ideologico, un salto indietro di cinquant'anni"

minori bambini foto pixabay

È stata approvata dal Consiglio regionale del Piemonte la legge “Allontanamento zero”, normativa fortemente voluta dall’assessore Chiara Caucino. Un provvedimento che va a regolare a livello regionale il tema delicato e complesso della genitorialità e dei casi di affidamento ma anche un testo fortemente divisivo – ben tre anni di discussioni – contro il quale la minoranza si è opposta fino all’ultimo contestandone logica, rischi e finalità e definendolo un atto “ideologico”. 

“In questi anni – ha detto l’assessore – visitando le comunità e le case famiglia mi sono sentita chiedere dai bambini ai quali parlavo e stringevo le mani di poter tornare dalla mamma e dal papà, dalla zia o dal nonno e ho assicurato loro che avrei fatto di tutto perché questo si potesse realizzare: oggi mi sento di dire che la promessa è stata mantenuta”, ha puntualizzato Caucino, aggiungendo che “con questa legge, che sono certa non abbia in realtà un colore politico ma vada esclusivamente nell’interesse dei minori e che anche chi oggi si oppone apprezzerà vedendola applicata, andiamo a completare efficacemente il quadro legislativo piemontese, introducendo finalmente un preciso dettato legislativo di supporto alle famiglie di origine, rispettando il diritto naturale dei minori di poter vivere nel nucleo originario”.

Le opposizioni si dichiarano invece allarmate per gli effetti che ne potrebbero derivare: “Siamo preoccupati per le conseguenze che questa legge avrà sulla protezione dei minori e sull’istituto dell’affido, nato proprio a Torino nel 1971, ancor prima che ci fosse una legge nazionale sulla materia – ha commentato la consigliera Pd Monica Canalis -. Si torna indietro di oltre 50 anni, cancellando conquiste culturali e giuridiche che, seguendo il principio secondo cui nessuna famiglia è sola, ma è affiancata da una comunità che la supporta nei momenti di difficoltà, hanno permesso di salvare tanti bambini e famiglie. Allontanamento zero manda in frantumi queste conquiste e mette una bandierina ideologica fondata sull’esaltazione dei legami di sangue e sulla concezione della famiglia come mondo privato idealizzato in cui nessuno si deve intromettere”.

L’obiettivo della legge, secondo i promotori, è quello di supportare e sostenere, con tutti gli interventi già previsti dalla normativa statale e regionale, il nucleo familiare di origine del minore, per scongiurare, ove possibile, l’allontanamento del bambino dalla propria casa e favorire il rafforzamento della rete formale e informale a sostegno della famiglia, prevenendo le situazioni di marginalità e isolamento, evitando così traumi inutili e dannosi. Lo stanziamento complessivo è di 44,5 milioni di euro per il biennio 2023-2024 (22,3 milioni per il 2023 e 22,2 per il 2024).

 

Pubblicato il 27 Ottobre 2022
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