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Misurazione della temperatura a scuola, il Tar dà ragione al Piemonte

Respinta la richiesta di sospensione dell'ordinanza che resta dunque valida per tutti gli istituti scolastici piemontesi

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Il Tar del Piemonte ha respinto la richiesta del Governo per una sospensione urgente dell’ordinanza della Regione che obbliga le scuole a verificare che le famiglie misurino effettivamente ai figli la febbre a casa al mattino, come previsto dalla legge nazionale. Il provvedimento continua quindi ad essere pienamente in vigore.

Una decisione accolto con estrema soddisfazione dal presidente della Regione, in quanto la scelta del Piemonte si pone lo scopo di garantire più sicurezza per i propri cittadini introducendo un livello di controllo in più per tutelare la salute di bambini e ragazzi, del personale scolastico e dei nonni, che rappresentano non solo uno degli affetti più cari, ma anche un aiuto quotidiano prezioso e che sono purtroppo tra i soggetti più vulnerabili di fronte alla pandemia.

Secondo la Regione, la verifica integra e dà più efficacia all’obbligo di ogni famiglia di misurare la temperatura ai figli prima di mandarli a scuola, così come previsto dalla legge dello Stato, introducendo per gli istituti un controllo in più prima che inizi l’attività didattica, cioè che la misurazione sia veramente stata fatta dalla famiglia. Ogni scuola può effettuare la verifica tramite una semplice certificazione o nel modo ritenuto più idoneo; se l’alunno non ha la certificazione ha l’obbligo di misurargli la temperatura.

Il presidente si è inoltre detto dispiaciuto che la scelta del Governo sia stata quella di entrare in netto contrasto con il Piemonte, invece di considerarlo un esempio, e ringrazia ancora una volta i dirigenti e il personale delle scuole piemontesi, molte delle quali si erano già organizzate da mesi ad attuare un controllo maggiore senza attendere che fossero il Governo o la Regione a richiederlo. Continua infatti a pensare che in un Paese normale, dove lo Stato ha obbligato le aziende e gli uffici pubblici a misurare la temperatura a chi entra nei locali, questa verifica sarebbe stato giusto garantirla anche a scuola, dove c’è da tutelare il bene più prezioso, ovvero i figli di tantissimi piemontesi.

L’assessore alla Sanità conferma che la misura è efficace, e la prova si è proprio avuta in questi giorni con l’isolamento di 4 bimbi positivi mediante la misurazione della temperatura a scuola. In questo modo, si è evitato l’insorgere di 4 focolai con tutte le conseguenze che ciò avrebbe comportato. Inoltre ringrazia le scuole, che hanno dimostrato grande disponibilità e responsabilità e si sono adeguate alle indicazioni senza creare alcun problema, i sindaci che hanno supportato le scuole contribuendo all’acquisto dei termometri e dei termoscanner, gli allievi e le loro famiglie.

Ricordato che l’assessorato alla Sanità ha stanziato 500.000 euro per i termoscanner, l’assessore sostiene che spiace che, a fronte della responsabilità dimostrata dalla scuola e dai sindaci, non si possa dire la stessa cosa di chi è opposto ad una misura così palesemente corretta ed efficace.

Soddisfafazione è stata espressa anche dall’assessore regionale all’Istruzione, secondo la quale tutelare la salute e la sicurezza sono prerequisiti fondamentali per poter ripartire con tutti gli accorgimenti utili per potersi concentrare finalmente anche sulla qualità della didattica e minimizzando il rischio di doversi fermare, anche temporaneamente, per le eventuali negligenze di pochi.

L’udienza camerale per la discussione in via ordinaria dell’istanza di sospensiva davanti all’intero Collegio del Tar è stata fissata per il 14 ottobre.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 Settembre 2020
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