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Patrizia Pfenninger: “Ognuno dovrebbe avere un lago a cui affidare le proprie tempeste”

La Biennale “Le Latitudini dell’Arte” a Melano (Mendriso) si interroga sull’acqua e il suo rapporto con gli umani. Tra i 20 artisti italiani e svizzeri spicca la zurighese Patrizia Pfenninger

Generico 12 Oct 2026

Oltre 500 persone hanno visitato Villa Santa Lucia nel primo week end della Biennale organizzata da Virginia Monteverde e dal genovese MAIIIM, con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Zurigo. Un’apertura di inattesa partecipazione per una manifestazione alla sua ottava edizione, che in questa tappa svizzera è stata accolta con favore da un pubblico molto vario e da giornalisti e galleristi che hanno apprezzato il lavoro dei 20 artisti coinvolti, che hanno usato al meglio l’affaccio a lago della storica Villa affidata in gestione all’Associazione WIDE Company e di proprietà del Comune di Melano, in accordo con il tema di quest’anno: l’acqua.

Sono state molto apprezzate le video installazioni tra cui il lavoro di Peter Aerschmann e Georgette Maag, le riflessioni attorno ai migranti e confini non solo acquatici come l’installazione site specific firmata Yoshi+Moshi, le improbabili camminiate sull’acqua di Silvano Repetto che riflette sull’inutilità delle performance artistiche, l’iper realismo di Pier Giorgio De Pinto, che riproduce la perfezione della realtà anche nelle aberrazioni di ottiche che fanno invisibilmente parte della realtà stessa, e tutte le altre opere esposte nelle sale della Villa.

Particolare partecipazione hanno ottenuto le due opere presentate da Patrizia Pfenninger, nata a Zurigo che ormai da oltre dieci anni sta esponendo tra Italia e Canton Ticino: le due più recenti apparizioni sono a Villa Reale di Monza e alla Biblioteca Universitaria di Genova con l’installazione WOW–Wall of Wonderings, composta da oltre 400 mini opere su vetro incastonate in una grande struttura ruotante in acciaino blu cobalto.

Biennale arte

Nel giardino di Villa Santa Lucia Pfenninger ha portato il Tirabaci, un’opera che aveva ottenuto grande partecipazione a Castel Sant’Angelo di Roma, con migliaia di persone che hanno usato la grande bocca a forma di tagliente lametta per lanciare baci al Tevere. Qui è possibile inviare i propri pensieri d’amore nel lago Ceresio, sotto forma di palline di argilla con semi di piante locali. “Fioriranno a primavera, chissà”, dice l’artista, nata nell’84 a Zurigo e da sempre attenta a creare opere che diventano vive solo grazie alla partecipazione delle persone.

“Sabato e domenica scorsi era un piacere vedere adulti e bambini, uomini e donne, usare questa fionda pacifica per lanciare i propri pensieri verso il lago di Lugano.

Per me è il realizzasi del desiderio che la mia arte intervenga sugli spazi e venga usata dalle persone”.

E’ una poetica semplice e partecipativa, che già si era manifestata nel post Covid con Point of View, un’installazione di oltre due metri e mezzo che le Ferrovie svizzere hanno posizionato nelle più trafficate stazioni del Cantone, da Lugano a Locarno durante il Festival del Cinema, da Bellinzona a Mendrisio, offrendo a tutti i viaggiatori la possibilità di fermarsi mantenendo le distanze di sicurezza ma contemporaneamente permettendo di interagire con gli altri viaggiatori.

“Una sorta di esperimento sociale di ritorno alle relazioni dirette, che in oltre un anno e mezzo di viaggio ha coinvolto molte persone e su cui ho raccolto molto materiale audio-video e interviste, attualmente in fase di montaggio. Point of View oggi è disponibile in due installazioni stanziali: una al Parco delle Sculture al m.a.x. museo al centro di Chiasso, vissuta e partecipata dagli studenti delle scuole vicine e dalle persone che vivono la zona; l’altra è a Porza, Lugano, nel giardino di Villa Pia della Fondazione d’Arte Eric Lindenberg. Entrambe continuano il loro percorso di relazione con gli spazi in cui sono state posizionate e con i visitatori che le vivono”, conclude Pfenninger.

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Il Tirabaci a Melano ha confermato il successo di Roma: “Perfino il Sindaco del piccolo comune ticinese ha voluto lanciare il suo bacio al lago”. E in coda dietro di lui c’era anche il figlio di otto anni della responsabile dell’Istituto italiano di Cultura di Zurigo, che era stupita del fatto che l’arte potesse essere nello stesso tempo parte dei desideri di un bambino e dell’interesse di un’istituzione internazionale di cultura. “E’ esattamente l’obiettivo della mia poetica: coinvolgere tutti trasversalmente e nelle mie opere”.

Ed è anche per questo che è nata la seconda installazione esposta a Villa Santa Lucia: “durante il sopralluogo per trovare il giusto spazio in giardino per il Tirabaci, ho chiesto di usare la toilette. E lì, nel vecchio bagno di quella casa, ho avuto una sorta di ispirazione, inattesa ed intima: in quel bagno sentivo le vibrazioni di tutte le persone che in questi cento anni avevano frequentato la casa ed erano state in relazione con quel posto e avevano cercato nelle vacanze al lago una sorta di consolazione delle loro tensioni e delle proprie tempeste emotive, come spesso facciamo quando ci prendiamo un periodo di pausa.”

Nasce così un’installazione site specific nella vasca da bagno, e interventi nella stanza dal titolo Water Closed – Open Waves, che è difficile da descrivere a parole e che le fotografie non possono completamente mostrare: “infatti si tratta di un luogo sinestetico”, ci dice Pfenninger, “che innanzitutto coinvolge tutti i sensi di chi lo visita. E in seconda istanza, chi entra nella stanza può decidere di osservare e andreste via, oppure può entrare in relazione con quello che lì vi trova, cercando le vibrazioni nascoste e generando le proprie. Si stratta di un processo intimo e personale, molto fisico e manuale, non solo intellettuale ed estetico.”

Infatti nella vasca c’è una scultura in bronzo che rilancia Serial Kisser, il bacio lametta citato anche ne il Tirabaci, che però può essere usato come una sorta di strumento a percussione (lì appesi ci sono vari batacchi per “percuoterlo” e farlo vibrare e suonare).

L’opera però è annegata in un lago di acqua rossa, che ha inquietato la maggior parte dei visitatori. “Niente di anomalo”, dice Pfenninger, “l’arte deve creare ansia a chi ha troppe certezze e dare stabilità a chi cerca di superare le proprie inquietudini”.

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Forse è per questo che sullo specchio del lavandino c’è scritto col rossetto “Ognuno dovrebbe avere un lago a cui affidare le proprie tempeste”: in quello stesso specchio si riflette l’immagine di chi sta leggendo, in un cortocircuito voluto e sottolineato anche da altri dettagli della stanza, che non stiamo qui a descrivere.

“Tutto nasce da una mia riflessione di anni fa, era il 2013” sottolinea Pfenninger, “io sono nata sul Lago di Zurigo e successivamente mi sono formata sul lago di Lugano: c’è sempre stato un specchio d’acqua dove vivevo e questo mi ha portato alla convinzione che ogni città meriterebbe un lago. Si tratta di una presenza, quella dell’acqua, che aiuta ad affrontare la vita con una consapevolezza e un’apertura diverse.”

In effetti la civiltà nasce e si sviluppa da sempre sulle rive di mari e oceani, lungo le sponde dei fiumi, attorno ai laghi. E un tempo i corsi d’acqua erano considerati Dei tutti gli effetti, dal Nilo al Tevere, dal Mediterraneo al Pacifico.

E “chiamatemi Ismael” nasce davanti al mare, nella considerazione che la gente si raduna davanti all’acqua, ad ammirare la grandezza e il mistero di quel mondo.

Probabilmente, per affogare in quel liquido le proprie ansie. E trasformare le proprie tempeste in gesti d’amore, in baci da lanciare, in onde positive e vitali.

BLA, Biennale Le Latitudini dell’Arte, Villa Santa Lucia a Melano (Mendisio). Per raggiungere Villa Santa Lucia:

  • in auto: cantonale da Mendrisio verso Lugano, dopo 5 chilometri indicazioni per il Lido di Melano, dove c’è una ampio parcheggio;
  • in treno: partendo da Varese, linea verso Lugano, fermata alla stazione di Maroggia, la prima dopo Mendrisio. Per raggiungere la Villa dopo una passeggiata di pochi minuti (o con i trasporti pubblici disponibili dalla Stazione)fino al Lido di Melano.

Apertura fino al 28 novembre, Venerdì/Sabato/Domenica ore 14.00/18.00. Ingresso Gratuito.

Via Confalonieri, 5

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Pubblicato il 15 Ottobre 2026
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