Sul cantiere della palestra di Ispra scontro sulla trasparenza: l’opposizione si rivolge al prefetto
A un mese dal consiglio comunale, ISPiRA scrive alla Prefettura e chiede all'amministrazione accesso alla relazione sulle criticità del terreno
Continua a far discutere la vicenda legata al cantiere della nuova palestra comunale nell’area ex Camiceria Leva di Ispra. A distanza di un mese dal consiglio comunale del 20 luglio, il gruppo d’opposizione ISPiRA ha annunciato di aver inviato una nuova segnalazione al prefetto di Varese, Salvatore Rosario Pasquariello, per segnalare di non aver avuto ancora accesso agli atti di cui aveva fatto richiesta.
Al centro della questione vi sono gli approfondimenti tecnici e legali avviati dall’amministrazione comunale. Nel corso della seduta di luglio, la maggioranza guidata dal sindaco Rosalina Di Spirito aveva reso noto che uno studio idrogeologico, commissionato a seguito degli allagamenti verificatisi tra il 2025 e il 2026, ha evidenziato «criticità idrauliche e idrogeologiche che non possono essere ignorate» e che impongono ulteriori verifiche prima di procedere.
Il dibattito sul cantiere della palestra di Ispra arriva in Consiglio comunale
La prima cittadina aveva difeso la scelta sostenendo che «la prudenza, quando si amministrano risorse pubbliche non è immobilismo, è responsabilità». L’opposizione guidata dal capogruppo Massimiliano Balestrero aveva invece espresso preoccupazione per l’avvicinarsi della scadenza della convenzione urbanistica, sollecitando con una mozione — poi respinta dalla maggioranza — una presa di posizione formale sull’indirizzo futuro dell’opera.
A seguito del dibattito in aula, il 24 luglio ISPiRA ha inoltrato due istanze di accesso agli atti per poter visionare la relazione idrogeologica e la documentazione relativa all’incarico di assistenza legale stragiudiziale conferito all’avvocato Travi.
Secondo quanto riferito dalla minoranza, trascorsi oltre trenta giorni dalla presentazione delle richieste indirizzate al sindaco, alla responsabile dell’Area tecnica e alla segretaria comunale, non è pervenuta alcuna risposta né la consegna dei documenti richiesti.
Nel loro comunicato, i rappresentanti di ISPiRA sottolineano come la richiesta sia volta unicamente a valutare l’effettiva gravità dei rischi emersi e precisano: «Continueremo a chiedere, con gli strumenti che la legge ci mette a disposizione, che questa amministrazione dia ai consiglieri e ai cittadini di Ispra ciò che spetta loro di diritto: la verità sugli atti, non promesse di trasparenza».










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