Ricercato rintracciato alla stazione di Domodossola: notificati 18 atti di polizia giudiziaria
L'uomo, un 35enne sardo residente in Svizzera, è stato fermato dalla Polizia di Frontiera durante un controllo al valico ferroviario. Era ricercato per notifiche relative a diversi procedimenti, tra cui estorsione, spaccio e incendi dolosi
Era ricercato per la notifica di ben 18 atti di polizia giudiziaria emessi da diversi uffici giudiziari e di polizia italiani. Un uomo di 35 anni, originario della Sardegna e residente stabilmente in Svizzera, è stato rintracciato dalla Polizia di Stato durante un controllo di retrovalico alla stazione ferroviaria internazionale di Domodossola.
L’intervento è stato effettuato dagli agenti della Polizia di Frontiera, impegnati nelle attività di controllo sui passeggeri in arrivo dalla Svizzera. Dagli accertamenti è emerso che a carico del 35enne risultavano numerosi atti ancora da notificare, tutti legati a procedimenti penali aperti in diverse parti d’Italia.
Le contestazioni riguardano una pluralità di reati, tra cui estorsione, minaccia, violazioni in materia ambientale e spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo era inoltre ricercato per l’occupazione abusiva di una casa cantoniera in provincia di Livorno.
Tra gli elementi emersi figurano anche sospetti di coinvolgimento in diversi incendi dolosi che avrebbero interessato beni mobili e immobili in varie località, arrecando danni a più persone.
Secondo quanto riferito dalla Polizia di Stato, il 35enne aveva fatto perdere le proprie tracce da tempo e viveva stabilmente in territorio svizzero. Una volta identificato, gli sono stati notificati tutti i 18 atti di polizia giudiziaria rimasti pendenti.
Nei suoi confronti è stato inoltre eseguito il ritiro del passaporto, disposto dalla Prefettura di Sassari, misura finalizzata a impedirgli di raggiungere Paesi al di fuori dell’area Schengen.
Il rintraccio ha consentito alle autorità giudiziarie e agli uffici di polizia interessati di proseguire i rispettivi procedimenti, oltre ad acquisire l’attuale domicilio dell’uomo, definito dagli investigatori una vera e propria “primula rossa” per la sua prolungata irreperibilità.
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