Primo via libera per l’esposizione dei defunti nelle parrocchie montane e nei piccoli Comuni
Il voto all'emendamento approvato all'unanimità al Pirellone. Il consigliere del Pd Angelo Orsenigo spiega che l'emendamento bipartisan introduce una prima deroga ai divieti in vigore dal 2009
Il consiglio regionale ha approvato all’unanimità un emendamento alla legge ordinamentale che reintroduce la possibilità di esporre i defunti nelle chiese. Il provvedimento modifica la normativa in vigore dal 2009 e si applica a tutti i Comuni montani e ai centri con meno di cinquemila abitanti della Lombardia. Questa facoltà rimane subordinata all’assenza di una casa funeraria nel territorio comunale e richiede il rispetto delle disposizioni igienico-sanitarie.
La misura nasce da un accordo tra le diverse forze politiche in aula. «Sono restrizioni che personalmente non condivido, né riguardo alla dimensione del Comune, né rispetto all’iniziativa privata degli operatori, ma la scelta era tra lasciare tutto com’è o accettare un compromesso votando questo emendamento, nella convinzione che si dovesse aprire una breccia nel regolamento», spiega Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, al termine della seduta.
Il nuovo testo prevede che l’esposizione del defunto all’interno della propria comunità avvenga in un luogo scelto dai familiari, previa autorizzazione del comune. La procedura richiede l’accertamento di morte tramite tanatogramma ed è consentita entro le 24 ore dal decesso. «Grazie al contributo del Gruppo regionale del Pd, che ha collaborato con tutte le altre forze politiche, oggi abbiamo fatto un primo passo avanti. Questa modifica alla legge regionale è arrivata in Aula dopo che la Commissione Sanità ha approvato l’emendamento di maggioranza con i nostri voti favorevoli, ma il lavoro non è finito», prosegue il consigliere.
I componenti dell’aula hanno approvato anche un ordine del giorno unitario che fissa un impegno per l’autunno, precisamente entro il 30 ottobre. L’obiettivo è la creazione di un gruppo di lavoro tecnico-politico per approfondire la materia. «È necessario trovare un punto di incontro che tenga conto del rispetto dei criteri igienico-sanitari già stabiliti a livello nazionale e la legittima richiesta dei cittadini di poter dare l’ultimo saluto ai loro cari defunti in un luogo prossimo alla propria abitazione», conclude Orsenigo.










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