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Da Cannero a Luino in Vespa, sulle onde del Lago Maggiore

È la “Traversata per la Vita” di Alessandro Pozzi, il vespista di Jerago con Orago che grazie ad un particolare alloggiamento lancia l'impresa per una raccolta fondi benefica

Generica 2020

Domenica 13 giugno: questa è la data della nuova sfida benefica “Traversata per la Vita” di Alessandro Pozzi. Il vespista jeraghese, già protagonista di viaggi solidali nel mondo a cavallo di vespe d’epoca, questa volta compirà una traversata da record in sella a “Peraspera”, una Vespa classe 1959, tutta originale, alloggiata su un pattino anni ‘60 che, fino a 3 anni fa, prestava regolare servizio di salvataggio sulla riviera romagnola.

La pandemia rende complicato spostarsi da uno Stato all’altro, ma per sostenere i progetti della Fondazione Giacomo Ascoli rivolti ai bambini con patologie onco ematologiche Alessandro viaggerà allora in modo diverso: navigherà sul Lago Maggiore. Da Cannero Riviera, sulla sponda piemontese, a Luino, sul versante lombardo, in un tempo stimato di circa due ore, meteo permettendo.

IL MEZZO E LA MISSIONE

La Vespa Peraspera verrà alloggiata su un pattino da salvataggio che, grazie a un meccanismo composto da pale, pullegie e cinghie, consentirà di dare forza motrice alla struttura per poter compiere la traversata.
L’unione tra Vespa e pattino ha generato la nascita di un vero e proprio natante omologato dalle Autorità di navigazione, unico e originale.

Alessandro ha voluto mantenere intatto il pattino, con i tutti i segni del tempo, dell’usura e dell’epoca, inclusa la scritta “SALVATAGGIO”, proprio per sottolineare l’obiettivo dell’impresa: contribuire a “salvare i bambini” del Day Center onco ematologico pediatrico dell’ospedale di Varese, voluto e sostenuto dalla Fondazione Giacomo Ascoli per assicurare le migliori cure possibili ai piccoli pazienti in lotta contro queste malattie.

L’unica personalizzazione del pattino, oltre la spinta motore della Vespa, sta nell’avergli dipinto sopra il numero 27, a ricordare la data di nascita di Giacomo Ascoli, quel giorno di febbraio del 1993. A lui, scomparso a 12 anni per un linfoma non Hodking, e alla sua memoria, è dedicata la raccolta fondi del progetto Due Ruote per la Vita che, come l’anno scorso, ha lo scopo di contribuire a migliorare la qualità della vita dei piccoli pazienti dell’oncoematologia pediatrica e delle loro famiglie, grazie all’impegno e ai servizi offerti dalla Fondazione Giacomo Ascoli che, allo stesso tempo, opera per aumentare la loro possibilità di guarigione. «Il prezioso contributo di “Due ruote per la vita” ci permetterà di cofinanziare un ricercatore dell’Università dell’Insubria che per tre anni, a partire dal 2021, lavorerà in Day center per studiare la terapia migliore per ogni paziente», spiega l’avvocato Marco Ascoli, presidente della Fondazione e padre di Giacomo, ringraziando Alessandro Pozzi per il suo infaticabile impegno.

LA PRIMA TRAVERSATA DI UN LAGO IN VESPA

Nella storia le uniche due traversate compiute in sella ad una Vespa sono state marittime e con mezzi diversi, nessuno dei quali regolarmente omologato. Si tratta della traversata del Canale della Manica, a opera di Georges Monneret l’8 ottobre 1952, e poi il 30 luglio del 2017 lo Stretto di Messina è stato attraversato in vespa da Francesco Foti «amico scomparso poco tempo fa dopo una dura battaglia con un grave male e che pure vorrei ricordare con questa impresa», afferma Pozzi.

Sarà possibile seguire gli sviluppi dell’evento sulla pagina Facebook di Due Ruote per la Vita (https://www.facebook.com/Altruismolanostrameta/).

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 Aprile 2021
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