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Il virus allenta la pressione e gli ospedali della Sette Laghi avviano il ritorno alla normalità

Il direttore generale ha incontrato i sindacati per fare il punto della situazione e spiegare il programma futuro. Un ritorno alla normalità sperando che a gennaio non ci sia una terza ondata

asst dei sette laghi grazie

L’azienda ospedaliera di Varese vede la luce in fondo al tunnel e avvia il lento e progressivo ritorno alla normalità. La seconda ondata pandemica che ha colpito duramente il nostro territorio ha visto gli ospedali della Sette Laghi pesantemente coinvolti nella cura dei pazienti Covid. È stata l’azienda con il maggior numero di casi. Un impegno che ha costretto la direzione a riconvertire tutti i presidi, ad esclusione di quello di Cittiglio, con il personale in turno per 12 ore come la primavera scorsa.

« È stato decisamente pesante perché questa ondata ha coinvolto molto di più questa azienda – spiega il rappresentante sindacale Fials Francesco Tucci – la nostra direzione, però, si è mossa velocemente assumendo quanto più personale possibile, tra OSS e infermieri. È stata comunque molto impegnativa anche perché una squadra di 18 infermieri è stato inviato all’ospedale in Fiera. Ora la pressione sta lentamente diminuendo e si spera di poter tornare quanto prima ai turni di lavoro tradizionali».

Il programma ancora non è stato messo a punto ma tra le priorità aziendale c’è sicuramente la ripresa dell’attività chirurgica. Con la chiusura di alcuni piani, come il terzo e il quarto ormai “covid free” e anche della ricoveri room oltre che la minor pressione nelle terapie intensive il ritiro in sala per molti chirurghi è ormai imminente.
Anche i presidi periferici torneranno alle precedenti mansioni. Cuasso verrà nuovamente chiuso e le attuali attività smistate su Luino e Angera dove, però, si lavora anche per riportare i servizi spostati a causa dell’emergenza come la geriatria e l’attività pediatrica, chiusa sia a Tradate che a Cittiglio.

Il ritorno sarà graduale anche perché ci si tiene pronti per un’eventuale terza ondata pandemia a gennaio: « Speriamo di non dover rivivere tutta la drammatica realtà di queste settimane – spiega Tucci – confidiamo in un ritorno graduale e prudente alla normalità. Il personale è davvero provato da quest’anno difficile e solo l’arrivo di nuovo personale del comparto ha permesso di reggere l’urto. La speranza è di non dover ricominciare».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 Novembre 2020
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