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Un giorno di sole alla gola di Finero, nel ricordo della battaglia del ‘44

Saltata la commemorazione ufficiale, lo scrittore Teresio Valsesia ha raccontato a un gruppo di presenti il 12 ottobre 1944, quando cadde il comandante dei “fazzoletti azzurri”

Vco generica

Splende un bel sole, sulle pareti di roccia sopra la gola di Finero. Un clima ben diverso da quello del 12 ottobre 1944, quando tra pioggia e nubi basse i nazifascisti avanzavano in alta Valle Cannobina: quel giorno – sparando con le mitragliatrici sulla stretta e tortuosa strada – la SSPolizei uccise Alfredo Di Dio, amato comandante dei partigiani “azzurri”.

A distanza di 76 anni, nella mattina di sabato doveva tenersi la annuale commemorazione, che è stata annullata all’ultimo per necessaria precauzione dei contagi Covid.

La cosa non ha fermato comunque il passaggio di alcuni affezionati alla figura di Di Dio o più in generale delle vicende della Repubblica partigiana dell’Ossola del 1944.

Un gruppetto – necessariamente ben dotato di mascherine – è arrivato alla gola di Finero accompagnato da don Pierino Lietta e da Teresio Valsesia, celebre scrittore, già vicepresidente del Cai.

Proprio Valsesia, che ha avuto la possibilità di intervistare alcuni dei protagonisti, ha raccontato ai presenti (un gruppetto di locali, di villeggianti dell’Alto Milanese, di ciclisti arrivati fin lì appositamente o in transito per caso) il giorno in cui caddero Alfredo Di Dio e il colonnello Moneta.

Di Dio, giovane ufficiale siciliano di origine ma in servizio al Nord, aveva organizzato la Brigata – poi Divisione – Valtoce, i “fazzoletti azzurri” che erano collegati anche con il gruppo democratico-cristiano dell’Alto Milanese, di Inveruno e Busto Arsizio.

Moneta era un colonnello di Malesco, l’ufficiale più alto in grado ad aderire alla Repubblica dell’Ossola: gli era stato affidato il comando della Guardia Nazionale (incaricata di funzioni di polizia, composta tra gli altri dai vigili municipali e dai finanzieri) ma quel 12 ottobre non ebbe paura di andare sul fronte principale, per capire fino a dove si fossero spinti i nazifascisti e per ricostruire una linea partigiana, per arginare l’attacco. 

Sulla vecchia strada della gola di Finero (sostituita per qualche centinaio di metri da una galleria del 1990) ci sono il busto di Alfredo di Dio e il bassorilievo di Moneta. Un luogo bellissimo in un giorno di sole: Teresio Valsesia ha raccontato anche gli episodi successivi della Repubblica dell’Ossola, come la battaglia dei Bagni di Craveggia o la strage della funivia del Devero.

Una memoria che è ancora viva tra gli anziani ma assai meno nei più giovani: la memoria della Divisione Valtoce è trasmessa in particolare dall’associazione Raggruppamento Divisioni Di Dio associata alla Fivl (Federazione Italiana Volontari della Libertà), che insieme ad Anpi s’impegna nel ricordare i fatti e salvaguardare i valori dell’antifascismo.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 10 Ottobre 2020
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