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Più bidelli e maestre dell’infanzia, ma l’avvio della scuola rimane complicato

Alessandro Viggiano, segretario provinciale della Flc Cgil, fa il punto della situazione. Parla delle nuove assunzioni di personale ma anche delle tante criticità aperte

festa dell'albero

Conto alla rovescia verso l’avvio dell’anno scolastico e corsa contro il tempo per risolvere i problemi aperti. Per l’anno che si aprirà il 14 settembre ( il 7 per il ciclo dell’infanzia) non sarà possibile sistemare ogni dettaglio anche con la migliore buona volontà. Le variabili e i punti oscuri sono molti, a iniziare dall’andamento della pandemia da coronavirus che continua a lasciare aperto ogni scenario.

Alessandro Viggiano segretario FLC Cgil di Varese si dice preoccupato nonostante i segnali positivi che stanno arrivando: « Parliamo, per esempio, dei collaboratori scolastici. Le scuole ne avevano chiesti 230, invece ne sono arrivati 421 e questo permetterà di coprire e aumentare anche l’organico di ciascun istituto per tutte le incombenze previste».

E per il personale docente?
« Ottime notizie per le scuole dell’infanzia. Arrivano 243 nuove insegnanti così si potranno smistare le classi troppo affollate. Questa è una fascia dove è quasi impossibile tenere il distanziamento tra i bambini, quindi ben venga l’ aumento di figure. Diversa, invece, è la situazione per il ciclo scolastico: in quello primario, a livello provinciale arrivano 31 docenti in più mentre in quello secondario saranno 17 , un numero comprensibile considerata l’alternativa della didattica a distanza. Vengono inoltre inseriti 60 ITP ( Insegnante tecnico pratico) che si occupa dei laboratori e 11 assistenti tecnici.

Quante sono le dichiarazioni di “lavoratore fragile” per l’esonero dall’insegnamento?
In questo momento, si attende di conoscere la normativa su questa possibilità. Certo, se consideriamo l’età media del corpo docente varesino, che si attesta attorno ai 55 anni, potremmo andare incontro a un problema serio. Poi non è chiaro il meccanismo di sostituzione: verrebbero assunti nuovi insegnanti che, però, sarebbero licenziati quando finisce l’emergenza sanitaria. Mi chi può accettare l’incarico a queste condizioni?

Ritorniamo agli organici, in alcune scuole ci sono ancora grossi problemi
Attendiamo di conoscere l’esatta fotografia. Il Direttore dell’Ufficio scolastico dovrebbe pubblicare settimana prossima le situazioni di carenza. C’è un problema serio, poi, di cui si parla poco: si è proceduto alle nomine di ruolo a livello provinciale. Così docenti di Brescia hanno ottenuto la nomina a Varese e viceversa. In tutte le province si registrano situazioni analoghe. Il punto delicato è che l’accettazione del ruolo significa un incarico per 5 anni. Abbiamo quindi chiesto all’Ufficio scolastico regionale di promuovere un incontro con tutti gli uffici provinciali per cercare di risolvere queste incongruenze
Come sindacati confederali, infine, a livello nazionale abbiamo chiesto di annullare la procedura per le “graduatorie provinciali per le supplenze” che sono zeppe di errori e ripristinare le vecchie graduatorie di istituto.
C’è un’ultima questione, poi, che preoccupa ed è quella della carenza dei DSGA, figure fondamentali nelle scuole e per le quali il concorso ha solo parzialmente risolto le carenze. Di 450 sedi vacanti ne saranno coperte solo la metà

Come vede lei l’introduzione del medico o dell’infermiere scolastico?
È una figura che non è prevista. In questo momento si sta formando il personale tecnico su nuovi compiti. È una formazione che non risolve però la mancanza di competenze specifiche.
In questi giorni, il personale della scuola si sta sottoponendo ai controlli sierologici: dai nostri dati risulta che almeno il 70% aderisce all’indagine ed è una bella dimostrazione di responsabilità. Sono così stati individuati alcuni casi positivi e questo non è un bel segnale. Insomma, c’è grande incertezza.

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 03 Settembre 2020
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