La mia maschera è un acquario per i pesci rossi
Sveva Luraschi lavora in terapia intensiva e da 53 giorni. "All'inizio facevo finta fosse sudore, ma so bene che non è così".
La mia maschera è un acquario per i pesci rossi…
Ho versato più lacrime dentro che fuori.
Fuori hai la corazza, fai quello che devi fare:
stacca, attacca, alza, abbassa,
addormenta, sveglia,
ricuci, accarezza,
lenisci, stringi,
sorridi, medica,
corri, rallenta,
lotta, lascia andare..
Dopo 53 giorni tra un “desatura”, “la aspiro”,
alza la FiO2, non migliora,
ho aumentato la PEEP,
proniamola, supiniamola,
ha febbre, non scende,
coprirla, scoprirla,
si è ipotesa, mettile un filo di noradrenalina,
riduci la sedazione, è sveglia,
“signora mi sente?”, “stringa la mia mano”,
abbassa la FiO2, estubiamola,
“signora apra grande la bocca che le togliamo il tubo”,
non respira, aumenta la sedazione,
reintuba, facciamo la tracheo,
ora respira, stoppa la sedazione,
“signora respiri”, ora si che va meglio,
“hai visto, respiri da sola”,
“forza, sta andando benissimo”,
le metto la fonatoria, “signora, provi a parlare”,
“da brava, deglutisci, cosí”, tutto ha un altro sapore..
signora c’è sua figlia al telefono,
signora c’è tutta la sua famiglia che la vuole salutare.
Dopo 53 giorni la mia maschera è un acquario per i pesci rossi..
all’inizio facevo finta fosse sudore,
ma so bene che non è così.
Lo sa bene anche la signora del letto 3, che ora mi sorride e mi parla,
e lo sa bene anche la collega di fronte a me che mi guarda attraverso lo stesso acquario.









