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I sindaci: “Noi disarmati di fronte al black out”

Nella complicata giornata di sabato, gli amministratori locali si sono ritrovati a gestire situazioni difficili, senza avere risposte da Enel e dal gestore di rete Terna

luvinate tecnici enel al lavoro 6 marzo 2016

«Sindaco, quand’è che tornerà la corrente?». Domanda ripetuta mille volte sui social network e al telefono. Sabato, ma anche domenica. Dalle sponde del Lago Maggiore alla Valceresio, dalle colline di Besnate su fino all’ultima propagine verso la Svizzera, quasi al Gaggiolo: ancora domenica mattina erano centinaia le famiglie senza corrente elettrica, mentre i tecnici Enel sono al lavoro da ore in molte località della provincia (nella foto di questo articolo: intervento in corso a Luvinate).

I cittadini si rivolgono (anche) ai sindaci, ma i primi cittadini si ritrovano nelle stesse condizioni – appunto – dei loro concittadini. Ne più nè meno: hanno a disposizione gli stessi canali. «Quelli di Enel sono introvabili, anche noi sindaci che non abbiamo nessun canale prioritario» si sfoga Marco Colombo, sindaco di Sesto Calende, Comune che ancora sabato mattina aveva una frazione (Cocquo) senza corrente elettrica.

«Chiamiamo al call center e facciamo la fila» conferma Giovanni Corbo, sindaco di Besnate. Sabato questo piccolo Comune è stato estrema propagine a Sud del “fronte” del black out: «Il nostro problema principale si è presentato nella frazione di Centenate, che dipende dalla cabina elettrica di Mornago (il Comune confinante, ndr). Ma Enel è difficile da raggiungere». Corbo è realista: «Avere un referente da chiamare probabilmente non renderebbe più veloci gli interventi, che comunque vengono fatti. Ma se avessimo informazioni specifiche, potremmo almeno fare chiarezza dal punto di vista delle notizie, per tranquillizzare i cittadini».

Marco Fazio, sindaco di Germignaga sul Lago Maggiore già durante l’alluvione dello scorso anno aveva investito molte energie non solo nel coordinare gli interventi, ma anche per dare informazioni puntuali ai concittadini. A “salvare” la situazione a Germignaga, nel pomeriggio di ieri, è stato un numero di cellulare tenuto da parte: «Avevamo archiviato una comunicazione pervenutaci più di un anno fa da Enel – spiega Fazio – . L’azienda ci metteva in contatto con un responsabile della zona che abbiamo subito avvertito non appena ci sono pervenute le prime segnalazioni di famiglie rimaste al buio. Quindi nei momenti della crisi abbiamo avuto costantemente  un’interfaccia con Enel. Il problema principale sta nel fatto che nella nostra zona, il guasto era legato a una cabina primaria, vale a dire l’alta tensione, cioè a Terna» , quindi non direttamente l’azienda che eroga il servizio, ma il gestore delle grandi reti. «Con Terna non abbiamo alcun contatto – spiega Fazio . Il nostro problema fortunatamente si è risolto già in serata. Tuttavia mi metto nei panni degli utenti che ieri, magari al buio e senza cordless, magari con poca batteria per alimentare il proprio cellulare, sono dovuti stare in attesa per ascoltare un risponditore automatico, e per di più, beffa delle beffe, dover anche pagare di tasca propria per via dell’accesso al servizio da telefono mobile. Forse qualcosa in più, su questo fronte, si potrebbe fare», conclude Fazio.

Diverso il caso di Bodio Lomnago: qui il sindaco Elonora Paolelli è riuscita a stabilire un contatto con Enel, con aggiornamenti continui. Ma in questo caso, nonostante le informazioni, non sono mancati problemi: nel pomeriggio di domenica manca ancora la corrente nella zona di via Sceerè. «Un guasto grave, pare derivante da un cavo tagliato. Ci siamo attivati in ogni modo, ma capisco la rabbia e la delusione dei miei concittadini, che chiedono conto e lamentano i danni subìti».

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 06 Marzo 2016
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