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“Il sindaco risponda, che fine hanno fatto le interrogazioni?”

Minoranze critiche al termine del consiglio comunale di giovedì 13 settembre: "In questo modo il consiglio comunale non è più democratico"

«Il consiglio comunale non è più un democratico luogo di incontro e discussione dei temi di interesse cittadino tra rappresentanti eletti dagli angeresi ma è diventato la fastidiosa incombenza che la legge impone per ratificare solo le cose che servono alla maggioranza per galleggiare: un consigliere che possa alzare la mano e qualcuno a cui rifilare la responsabilità per i bilanci che continuano a non quadrare e all’aumento di tasse che dovrà imporre agli angeresi». I consiglieri Molgora (Cambiangera) e Oggioni (Lega Nord) spiegano le ragioni che li hanno spinti ad abbandonare la seduta di giovedì 13 settembre in segno di protesta. «La nostra maggioranza – proseguono i rappresentanti della minoranza – pensa solo a come amministrarsi piuttosto che ad amministrare Angera. Le defezioni si susseguono a ritmo incalzante e loro sono preoccupati solo a come fare a conservare lo scranno (e il compenso mensile che da tempo si chiede che venga ridotto?)». Ma ad irritare i due consiglieri è stata in particolare la mancata opportunità di intervenire: «Hanno vietato il giusto diritto di fare una comunicazione a uno di noi (Oggioni). Come ha fatto notare il dottor Vittorio Ponti, la norma del consiglio prevede che si debba iniziare il consiglio con la lettura ed approvazione dei verbali del consiglio precedente e a settembre, dopo tre consigli, non sappiamo ancora nulla dei verbali di giugno, dove sono stati discussi due bilanci contestatissimi. Da mesi e mesi presentiamo interrogazioni e mozioni che per regolamento dovrebbero essere discusse al primo consiglio utile (o al massimo dopo 45 giorni) e il sindaco se le nasconde nel cassetto, non portandole in assemblea. Così anche le interrogazioni urgenti che dovrebbero venir discusse subito vengono dimenticate chissà dove. Per concludere il Consiglio in bellezza hanno impedito di parlare anche ad un loro ex-alleato, Alessandrini».
A commento della seduta è intervenuto anche un altro esponente della minoranza, Marco Brovelli, di "A come Angera", che motiva il voto contrario alla sostituzione del consigliere dimissionario Franca Ingignoli: «Le ragioni – spiega Brovelli – sono da ricondurre all’errata gestione dell’intera questione da parte della Maggioranza Consiliare, la quale per ben due volte non è stata in grado di assicurare sia il numero legale che politico per una mera presa d’atto, imputando poi alle Minoranze e allo scrivente, di mancare di senso civico impedendo al nuovo Consigliere Comunale di poter esercitare il mandato conferitogli dagli elettori. Tale inerzia e superficialità politica,  ha bloccato l’attività del Consiglio Comunale che, invece si sarebbe potuto occupare di argomenti e di tematiche che meritano ancora numerose risposte da parte di chi è stato chiamato a governare la nostra Città; pensiamo ad esempio alle Interrogazioni inerenti la questione della Tribuna del campo sportivo, alla gestione dei fondi assegnati per la presenza  del nucleare, agli incidenti di ordine pubblico in alcune feste e manifestazioni del mese di Giugno e altre ancora presentate da questa Forza di Minoranza. L’invito che abbiamo formulato all’attuale Maggioranza è quindi ancora più pressante ora, e in questa sede lo rimarchiamo ancora in maniera più evidente, ovvero la Giunta deve dimostrare di saper e di voler lavorare nell’interesse di tutti i cittadini angeresi , altrimenti è meglio che l’esperienza politico – amministrativa di questa Maggioranza venga nuovamente  giudicata dagli elettori».
 

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 Settembre 2012
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