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Posto vuoto in consiglio, l’ex sindaco assente per protesta

Vittorio Ponti accusa l'amministrazione di aver tardato a informare la cittadinanza: «Forse perché all'ordine del giorno c'erano due temi cruciali?»

vittorio ponti angeraL’ex primo cittadino di Angera, Vittorio Ponti, prende sempre più le distanze dall’amministrazione guidata dal sindaco Magda Cogliati. Dopo aver ufficializzato l’uscita dalla maggioranza e in segno di protesta contro «la pubblicazione tardiva degli avvisi di convocazione», ha deciso di non partecipare alla seduta di ieri consiglio comunale. «Un’assemblea molto importante – ha puntualizzato l’ex primo cittadino -. e forse proprio per questo volutamente non pubblicizzata. Il consiglio aveva tra gli argomenti all’ordine del giorno i due temi cruciali del dibattito politico angerese: il capannone dell’Altinada e il caso Catalani». E proprio su quest’ultimo punto insiste il consigliere: «L’opinione pubblica di Angera è in attesa di essere informata compiutamente su due argomenti di estremo interesse e rilevanza – ha scritto Ponti in una lettera aperta alla cittadinanza -. Il primo riguarda le modalità ed i tempi dei rapporti fra l’Amministrazione Comunale e la Ditta Rialti per comprenderne chiaramente come si sono sviluppati e quale sia stato esattamente il ruolo dell’Amministrazione Comunale ed i suoi uffici per tutti quei fatti che hanno preceduto ed hanno costituito le premesse delle ben note vicende in cui si è trovato coinvolto un assessore e consigliere della maggioranza; il secondo riguarda la proposta per la costituzione di una commissione che possa dare garanzie e valutare il merito e la legittimità di un edificio in costruzione in Via Prato Chiuso (Altinada). Il consiglio di ieri sera – prosegue il consigliere – costituiva finalmente la grande occasione per chiarire, informare e far comprendere ai cittadini le ragioni di quanto è successo o sta succedendo. Ci saremmo attesi che l’amministrazione comunale si attivasse il più possibile per promuovere la partecipazione dei cittadini vista l’eccezionalità degli argomenti. Ebbene cosa ha fatto l’Amministrazione Comunale? Ha pensato bene, al contrario, di esporre i manifesti di avviso per il pubblico la mattina del 25 gennaio (con un preavviso quindi di sole poche ore). Come mai? Se il manifesto porta il timbro della data comunale del 20 Gennaio 2012? Si deve pensare che ci vogliano cinque giorni per percorrere qualche decina di metri? Chi tutela i diritti dei cittadini alla partecipazione al Consiglio? O ancor peggio si può pensare all’imbarazzo dell’Amministrazione Comunale a chiarire i punti 2 e 14 dell’o.d.g.?».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 Gennaio 2012
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