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Sesto2030: “A cosa serve la commissione mensa se tutto viene deciso prima?”

La decisione dell'amministrazione sestese di prorogare di un anno l'attuale servizio mense prima della rispettiva commissione lascia perplesso il gruppo d'opposizione: "Scelta che non dimostra alcun impegno nel voler migliorare un servizio"

mensa apertura

(foto di repertorio)

“O mangi la minestra o ti butti dalla finestra”. Con una citazione-parafrasi della famosa canzone di Nino Ferrer, il gruppo Sesto2030 ritorna a parlare delle mense scolastiche, tema affrontato più volte negli scorsi mesi dentro e fuori – fra cui la petizione del comitato Sesto Calende in Azione – il consiglio comunale.

“Non ci sono alternative: o così o niente”. Questa la chiave per interpretare le parole del gruppo rappresentato in consiglio da Alessandra Malini e Simone Danzo in seguito alla  commissione mensa dello scorso 22 aprile in cui l’amministrazione comunale ha comunicato la proroga di un anno per il contratto di appalto della refezione con l’attuale ditta aggiudicataria.

 «Avevamo sentito tante belle promesse, delle quali ci eravamo anche dichiarati fiduciosi e soddisfatti, quando l’assessore D’Onofrio ci aveva parlato del nuovo bando, al consiglio comunale del 10 marzo – commenta in una nota il gruppo che occupa i banchi dell’opposizione -. Prima di presentare la nostra interpellanza, infatti, avevamo presentato le nostre proposte e in consiglio, chiedendo se sarebbero state tenute in considerazione, avevamo sentito parlare del contratto di appalto in scadenza “in questi mesi” e di un lavoro in corso d’opera, nel quale “il funzionario stava valutando” per esempio, alcune delle nostre proposte (come quella del frazionamento del prezzo, piuttosto che di valide alternative ai monoporzione relativamente all’emergenza sanitaria): nessuno, insomma, ci aveva accennato ad altre possibilità se non ad un nuovo bando».

 «Tutto sembrava volto ad un confronto circa il servizio quindi, magari con la possibilità di fare valutazioni congiunte con tale organo di vigilanza e controllo del servizio (composto da rappresentanti di genitori, insegnanti e consiglieri comunali) – sottolinea il gruppo, che invece spiega di esser stato informato soltanto a decisione già presa da parte dell’amministrazione-. A quanto pare i giochi erano già stati fatti: o meglio, sono stati fatti 3 giorni dopo la convocazione (una settimana prima della riunione): in data 15 aprile, infatti, veniva firmata una determinazione che decideva della proroga del servizio di appalto per un anno scolastico, ossia fino a luglio 2022 (dove, tra l’altro, si “scopre” che il servizio al momento è pagato 4,49 euro, causa modifiche covid e non più 4,10 – seppur senza aggravi per le famiglie».

«La domanda nasce spontanea – s’interroga Sesto2030 -, perché non attendere la commissione mensa ed il confronto con i commissari per prendere questa decisione? O, almeno, perché non mettere la notizia all’ordine del giorno della riunione? Ma soprattutto: a cosa serve la Commissione Mensa se tutto quanto arriva già pronto? …se tra la convocazione e la riunione vengono prese decisioni così determinanti e sostanziali, senza attendere la possibilità di discuterne?».

«Una proroga del vecchio servizio, senza dubbio comoda, non va verso il cambio di passo, come ci era stato promesso, e non ci dimostra alcun impegno né nel voler ascoltare né nel cercare di migliorare – conclude Sesto2030 -. Insomma, pare che o ci “mangiamo questa minestra oppure saltiamo dalla finestra”: ormai non vi è alcuno spazio per discuterne. Possiamo cominciare ad affermare che il fare tutto da soli e mettere i diretti interessati di fronte al fatto compiuto è ormai quanto di più certo ci possiamo aspettare da questa Amministrazione».

 

di redazione@verbanonews.it
Pubblicato il 27 Aprile 2021
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