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Sesto2030: “Colonnine elettriche per pensare da subito al futuro della mobilità”

L’assessore Boca ha confermato in consiglio la volontà di includere le colonnine di ricarica nel project financing per l’illuminazione cittadina, con una postazione nel parcheggio della “Nuova Marna”. Ma Sesto2030 chiede uno sforzo che vada oltre al “minimo sindacale”

Arrivano le colonnine per le auto elettriche

(foto di repertorio)

Anche a Sesto Calende vedrà le colonnine per la ricarica delle automobili elettriche. Non solo il referendum sul mercato e l’appalto del progetto “Nuova Marna”, nel consiglio comunale di mercoledì 10 marzo, si è tornato a parlare nuovamente di mobilità con l’interpellanza da parte dei gruppi Noi Sestesi e Sesto2030.

«La mobilità elettrica e la presenza di colonnine di ricarica rappresentano un messaggio positivo per il turismo» queste lo “spirito” con cui il consigliere di Sesto2030 Simone Danzo aveva presentato l’interrogazione: «L’installazione delle colonnine sarebbe un’azione che tra l’altro non prevederebbe neanche un rischio di spreco di denaro pubblico dati gli oneri a carico dell’amministrazione che sarebbero bassissimi».

Un tema non nuovo, quello delle colonnine, che Sesto2030 ha presentato già tre volte in consiglio e che finalmente sembra potersi avviare verso la realizzazione (con una possibile installazione nel parcheggio della “Nuova Marna”) dopo alcuni dubbi espressi in passato dall’assessore Enrico Boca.

«Siamo arrivati da una situazione che fino a 12 mesi era un mercato a un indirizzo politico nazionale ed europeo in questa direzione» la risposta dell’assessore ed ex vicesindaco che ha nuovamente ripreso le parole di Akio Toyada, ceo di Toyota, scettico sulla reale sostenibilità del mercato della mobilità elettrica.

«Se nel 2018 avessi deciso di fare campagna elettorale avrei messo una colonnina all’ingresso del Comune – ha aggiunto Boca – ma così non avrei rispettato le direttive che vogliono le colonnine in punti strategici ad alta densità come per esempio le uscite autostradali. Ad ogni modo l’occasione per la gestione delle colonnine elettriche farà parte del project financing per l’illuminazione della città».

Una risposta che ha lasciato solo parzialmente soddisfatte le minoranze, in particolare con il gruppo 2030 che vorrebbe uno sforzo maggiore da parte dell’amministrazione: «Sesto Calende è uno snodo cardine del turismo su ruota del Lago Maggiore e la visione che abbiamo è quella di rendere in futuro la città un punto di riferimento per la mobilità elettrica, ma siamo ancora lontani: la nostra amministrazione si limiterà al minimo sindacale rappresentato da un paio di colonnine su tutto il territorio comunale. Anche al parcheggio della nuova Marna sarà presente una sola colonnina di ricarica su 150 stalli totali, ma siamo confortati dal fatto che almeno verranno predisposte le infrastrutture per poterne aumentare il numero in seguito».

«Stando a quanto riportato dall’assessore, la collocazione delle stazioni di ricarica sarà influenzata dalla disponibilità di un’adeguata rete elettrica e dalla conseguente vicinanza a cabine di trasformazione – continua il gruppo di minoranza -. Dato che questo non è un prerequisito per normali strutture di ricarica, ci è venuto il dubbio che l’assessore stesse pensando solo a postazioni tipo “Supercharger”, che dovrebbero essere preferibilmente collocate in prossimità di autostrade o arterie di grande comunicazione e che sono predisposte solo ad auto di uno specifico marchio di prestigio, appetibile solo per chi ha budget alti da investire».

Conclude il Sesto2030, appellandosi alla legge dello Stato che stimola l’installazione di queste strutture, puntando a un numero di 1 colonnina ogni 1000 abitanti: «Il nostro desiderio è di stimolare ed incentivare una mobilità elettrica democratica e accessibile a tutti, basata su punti di ricarica a costo 0 per la comunità e che è possibile posizionare utilizzando la rete elettrica già presente sul territorio, senza interventi “scomodi” per i cittadini o onerosi per l’Amministrazione. Non tutti hanno la fortuna di guidare una supercar elettrica e di doversi spostare per lunghi tragitti, mentre ogni turista con auto elettrica vedrebbe come un incentivo alla sosta (e quindi al commercio) avere un punto di ricarica alla base del Lago, per poter poi percorrere le strade attorno al Lago Maggiore senza problemi (e lo stesso vale per il rientro a casa la sera).Ma a noi interessano anche e soprattutto la mobilità locale ed i nostri concittadini che, magari guidando un’utilitaria elettrica, possano recarsi a fare la spesa nei nostri negozi e approfittarne per “caricarsi».

di redazione@verbanonews.it
Pubblicato il 19 Marzo 2021
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