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Sesto2030 propone un nuovo questionario sullo spostamento del mercato

La consultazione sullo spostamento del mercato dal centro città in viale Lombardia si avvicina e il gruppo di minoranza ha organizzato un’indagine con l’obiettivo di valutare pro e contra "Diamo voce alle categorie interessate"

mercato sesto

Dopo il sondaggio dello scorso luglio, il gruppo di minoranza Sesto2030 ha organizzato una nuova indagine per valutare pro e contra del possibile spostamento del mercato settimanale dal centro città in Viale Lombardia, attuale posizione del mercato data l’emergenza covid ma che, come ribadito più volte in consiglio comunale dal vicesindaco Edoardo Favoron, sarà eventualmente confermata in via definitiva dai cittadini solo dopo una consultazione popolare.

«È notizia di qualche giorno fa che l’amministrazione comunale è pronta per indire nelle prossime settimane la consultazione cittadina per chiedere la preferenza sulla ubicazione del mercato, quella storica o quella “provvisoria” di via Lombardia e Capricciosa» commenta il gruppo civico.

Le modalità del nuovo questionario, disponibile online sulle pagine di Sesto2030 fino al 22 gennaio, non saranno dissimili dal sondaggio estivo – a cui avevano partecipato circa 300 cittadini (circa il 18% dell’utenza media del mercato) – ovvero sarà anonimo e incentrato a valutare concretamente “quali sono stati gli effetti, positivi e negativi sul commercio”, con i risultati che saranno resi pubblici, a disposizione di tutti.

“Dove preferite il mercato?” I risultati del sondaggio di Sesto2030

«Sapere che l’amministrazione ha deciso di utilizzare uno strumento come il referendum è certamente una buona cosa perché viene coinvolta la cittadinanza nella scelta, ma ci sono degli elementi di criticità – spiega Giorgio Circosta, membro del gruppo -. I gruppi d’interesse coinvolti nella questione mercato sono i cittadini in quanto fruitori del servizio, i residenti del centro, i commercianti del centro Città e gli ambulanti. Il referendum darebbe voce solo ad una delle categorie coinvolte trascurando le altre».

«Manca l’elemento che possa bilanciare i pesi in gioco tra le categorie maggiormente toccate dall’ubicazione definitiva – sottolinea Circosta -. Non possiamo pensare che la sede del mercato abbia gli stessi risvolti per un residente del centro città rispetto ad uno che vive in un altro quartiere. Inoltre, per rendere efficace una consultazione di questo tipo, l’Amministrazione avrebbe dovuto trovare il modo di presentare pubblicamente i progetti di massima delle due opzioni ben prima di indire un referendum. Progetti che avrebbero dovuto essere costruiti con gli ambulanti e i soggetti interessati. Con questa modalità di attivazione della consultazione rischiamo di chiedere ai cittadini di esprimersi senza che questi abbiamo la possibilità di conoscere nel merito la questione».:

«Il modo di far politica in cui crediamo è basato quanto più possibile sul confronto – aggiunge la capogruppo Alessandra Malini -, soprattutto con i soggetti interessati dalle scelte politiche. Pensiamo che una buona Amministrazione, che non si muove solo per i consensi, abbia la responsabilità di guardare nel lungo periodo, ossia di considerare anche gli effetti che il cittadino singolo non può vedere e conoscere. Quindi a nostro avviso, accanto al parere di tutta la cittadinanza, vanno soppesati anche altri aspetti, come gli effetti del mercato sul commercio sestese, la convenienza a partecipare al mercato da parte degli ambulanti e, distintamente, il parere di chi vive nelle frazioni e di chi vive in centro».

«Questo – conclude Malini, con un appello alla maggioranza sestese -, per avere uno sguardo lungimirante, che non guardi solo agli effetti immediati ma che consideri anche l’impatto futuro. Speriamo che l’amministrazione colga almeno il nostro invito a informare e dare elementi concreti a tutti i cittadini, prima di aprire la consultazione. Il mercato in centro è parte del tessuto genetico della nostra città: qualsiasi decisione in merito deve essere presa sapendo che il mercato è la testimonianza del passato di Sesto Calende, della memoria, del suo sviluppo attraverso i secoli».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 Gennaio 2021
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