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“Dal Lago Maggiore alla Val Grande”, Fabio Copiatti presenta “Cicogna ultima Thule”

Il nuovo libro di Fabio Copiatti per MonteRosa Edizioni racconta un viaggio a piedi nei territori a ridosso della Val Grande, dove le storie incontrano la Storia

Cicogna ultima Thule

In cammino dal Lago Maggiore alla selvaggia Val Grande, lungo le antiche mulattiere e i sentieri che hanno disegnato la geografia e la storia di questi luoghi: “Cicogna Ultima Thule”il nuovo libro del verbanese Fabio Copiatti, racconta un viaggio a piedi nello spazio e nel tempo, dove i ricordi dell’autore si intrecciano a doppio filo con la storia del territorio.

Grazie a un lungo lavoro su giornali d’epoca e materiali d’archivio, il libro accompagna il lettore a scoprire un territorio lontano dal turismo di massa, fatto “della stessa sostanza” delle storie vissute dalle donne e dagli uomini che l’hanno popolato. Contadini, contrabbandieri, commercianti, religiosi e partigiani: “Cicogna ultima Thule” racconta vite diversissime tra loro che si sono incrociate calcando gli stessi sentieri oggi da noi percorsi con la curiosità degli esploratori.

E se Cicogna è tradizionalmente considerata il punto di partenza di tante escursioni, l’autore invita qui il lettore a un cambiamento di prospettiva e a guardare al piccolo borgo come un punto di arrivo. «Cicogna andrebbe raggiunta così, a piedi, non in auto, per capire il suo passato, il suo presente ma anche il suo futuro. Così la racconto nel mio libro: un viaggio lento, un cammino nella memoria e nella natura, tra le genti che l’hanno abitata e tra chi la vive oggi».

Dalle antiche incisioni rupestri alle prime esplorazioni del CAI Verbano,  dal tragico rastrellamento dei nazifascisti del 1944 alla vita di tutti i giorni negli alpeggi e nei corti, dalle escursioni dei turisti impegnati nel “Gran Tour”, alla dura vita dei borradori impegnati nella fluitazione del legname, il libro ripercorre, tra racconti, testimonianze storiche e immagini d’epoca, momenti di vita di un territorio che merita di essere scoperto e riscoperto, soprattutto in un momento in cui il turismo di prossimità torna a essere un’alternativa praticata.

Il racconto “Sofia e la grande nevicata del febbraio 1888” ha vinto ex-aequo l’edizione 2020 del Premio letterario internazionale Andrea Testore – Plinio Martini “Salviamo la Montagna” per la sezione narrativa.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 Novembre 2020
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