il Circolo della Bontà racconta il convitto per gli infermieri a Varese: “Così rendiamo sostenibile la loro vita”
Il presidente Gianni Spartà racconta con passione ed energia i lavori iniziati nell'edificio di via Lazio, un esempio pratico di come si può prendersi cura di chi ci cura, grazie anche a Regione Lombardia
La solidarietà come strumento per rafforzare la sanità pubblica e costruire un legame sempre più stretto tra ospedale e comunità. È questo il tema della nuova puntata di Soci all Time, il programma di Radio Materia realizzato con Csv Insubria, che ha ospitato Gianni Spartà, presidente della Fondazione Circolo della Bontà, per raccontare la storia dell’organizzazione e i progetti che guardano al futuro degli ospedali varesini.
Dalla nascita della fondazione all’economia civile
La Fondazione Circolo della Bontà nasce da un’intuizione dell’allora direttore generale dell’Ospedale di Circolo Walter Bergamaschi, con l’obiettivo di riportare la cittadinanza a prendersi cura di chi ogni giorno si prende cura degli altri. Costituita ufficialmente nel 2011, la fondazione ha fatto dell’economia civile il proprio principio ispiratore, promuovendo una collaborazione costante tra istituzioni, imprese, volontari e cittadini. Il nome e il logo sono stati ideati dal pubblicitario Gavino Sanna, mentre il capitale iniziale è arrivato grazie al contributo di imprenditori, professionisti e famiglie che hanno raccolto l’eredità del tradizionale mecenatismo varesino.
I progetti per migliorare la vita in ospedale
Nel corso degli anni la fondazione ha sostenuto numerose iniziative destinate a migliorare l’accoglienza e la qualità della permanenza negli ospedali del territorio. Tra i primi interventi figura il progetto DAMA, dedicato alle persone con disabilità, seguito da numerose iniziative di umanizzazione delle cure, come l’installazione del Wi-Fi nei reparti, biblioteche, televisori nelle camere e il pianoforte collocato nell’atrio dell’Ospedale di Circolo, diventato un simbolo di speranza anche durante la pandemia. Tra i progetti più significativi c’è anche il “Giardino del Respiro”, uno spazio esterno dedicato ai pazienti che escono dal coma e possono ritrovare i propri familiari in un ambiente accogliente, intitolato a Dante Trombetta.
Il sostegno durante l’emergenza Covid
Uno dei momenti più impegnativi per la Fondazione Circolo della Bontà è stato quello dell’emergenza sanitaria. Durante la pandemia l’organizzazione ha coordinato una grande raccolta fondi che ha coinvolto circa seimila donatori, permettendo all’ospedale di acquistare rapidamente apparecchiature indispensabili, tra cui pompe infusionali e sistemi per aumentare la capacità di analisi dei tamponi. L’iniziativa ha rappresentato un esempio concreto della capacità della comunità varesina di mobilitarsi nei momenti di maggiore difficoltà, sostenendo il lavoro del personale sanitario.
“L’Approdo”, la casa per gli infermieri
Il progetto più ambizioso illustrato da Gianni Spartà è però quello della futura casa per gli infermieri, che il presidente propone di chiamare “L’Approdo”. L’intervento prevede il recupero di un edificio degli anni Cinquanta, di proprietà dell’Ospedale di Circolo, situato tra via Lazio e via Sipione Riva Rocci, che sarà trasformato in un convitto con 14 bilocali destinati agli infermieri assunti dall’Asst Sette Laghi. Gli appartamenti saranno concessi a canone agevolato, con il costo dell’affitto trattenuto direttamente dallo stipendio, per facilitare l’arrivo di professionisti provenienti da altre regioni e contrastare la carenza di personale sanitario.
La Fondazione ha finanziato il progetto preliminare, poi accolto da Regione Lombardia con uno stanziamento di due milioni di euro per la realizzazione dell’opera. Alla fondazione spetterà anche il compito di arredare gli appartamenti coinvolgendo cittadini, imprese e donatori. «Vogliamo offrire non soltanto una casa, ma un punto di riferimento che aiuti gli infermieri a sentirsi accolti e a costruire un legame con la città» – ha affermato Gianni Spartà, presidente della Fondazione Circolo della Bontà.
Una cultura del dono che guarda al futuro
Nel corso dell’intervista Spartà ha sottolineato come la missione della fondazione non sia limitata alla raccolta di fondi, ma punti a diffondere una cultura della partecipazione, nella quale la società civile diventa protagonista del benessere collettivo. Tra gli obiettivi futuri c’è anche quello di riconoscere un ruolo sempre più strutturato al volontariato all’interno delle aziende sanitarie, valorizzando il contributo delle associazioni come parte integrante del sistema di welfare. Per la Fondazione Circolo della Bontà, infatti, prendersi cura degli ospedali significa soprattutto prendersi cura delle persone che ogni giorno li fanno vivere.






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