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Farmacie pubbliche, la rete “Le Farmacie fuori dal Comune” guarda al futuro dei servizi di prossimità

L’incontro a Materia promosso da Saronno Servizi ha riunito amministratori, rappresentanti delle farmacie comunali, Anci Lombardia, Confservizi Lombardia e realtà innovative del settore sanitario

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Fare rete per non restare soli davanti alle trasformazioni del sistema sanitario, alla carenza di personale, alla crescita dei bisogni dei cittadini e alla concorrenza dei grandi gruppi privati. È stato questo il filo conduttore dell’incontro “Fare rete nella farmacia pubblica. L’esperienza delle Farmacie fuori dal Comune”, che si è svolto questa mattina a Materia Spazio Libero, a Sant’Alessandro di Castronno.

L’appuntamento, promosso dalla rete “Le Farmacie fuori dal Comune”, gestita da Saronno Servizi, ha riunito amministratori, rappresentanti delle farmacie pubbliche, Anci Lombardia, Confservizi Lombardia, professionisti del settore farmaceutico e realtà innovative legate alla logistica sanitaria.

Ad aprire i lavori è stato Giordano Romano, portavoce della rete, che ha spiegato il senso dell’iniziativa: non solo un momento interno di bilancio tra i soggetti aderenti, ma per la prima volta «un confronto più ampio» con gli operatori del settore. Una scelta nata dalla volontà di interrogarsi su cosa saranno le farmacie pubbliche nei prossimi anni e su come possano continuare a essere un presidio reale per i cittadini.

A portare il saluto di casa è stato Marco Giovannelli, direttore di VareseNews, che ha collegato l’esperienza di Materia a quella delle farmacie come luoghi di comunità. «Mai come in momenti del genere c’è bisogno di pensiero, c’è bisogno di capire: allora che facciamo?», ha detto Giovannelli, sottolineando come la farmacia sia oggi «forse il presidio numero uno» del territorio. Non solo un’attività economica, quindi: «Non è solo commercio», ha aggiunto, richiamando il valore sociale, culturale e relazionale del rapporto quotidiano con i cittadini.

Ampio spazio è stato dedicato alle esperienze di rete. Cristiano Canova, portavoce de “Le Comunali – Farmacie in Rete”, ha raccontato il percorso nato di fronte alla crescita delle grandi aggregazioni private. «Dobbiamo uscire dal solipsismo, dalla solitudine dell’essere una farmacia comunale o un piccolo gruppo di farmacie comunali», ha spiegato Canova. La rete, nata mettendo insieme prima di tutto la funzione degli acquisti, oggi lavora anche su buone pratiche amministrative, servizi al cittadino, aderenza terapeutica e modelli organizzativi più strutturati. L’obiettivo, ha detto, è arrivare a una forma «più duratura, più riconoscibile e sostanzialmente più efficace» per «mantenere in vita le farmacie comunali a favore dei cittadini che in qualche modo vi si riconoscono».

Giuliano Masina, responsabile del settore farmacie di Confservizi Lombardia, ha inquadrato il ruolo delle farmacie pubbliche nel sistema lombardo. In Italia ci sono circa 20.100 farmacie, di cui 1.700 pubbliche; in Lombardia le farmacie comunali sono 468, distribuite in 239 comuni. Masina ha ricordato che nel Dna della farmacia pubblica resta una funzione sociale: gli utili possono tornare ai Comuni ed essere destinati ad attività assistenziali e sociali. Ma ha evidenziato anche nodi critici: in 55 comuni lombardi sarebbe possibile aprire una farmacia comunale e non è stato fatto; negli ultimi anni il numero delle farmacie pubbliche si è ridotto, mentre sono aumentate quelle private; pesano inoltre la carenza di farmacisti e la burocrazia. «La farmacia comunale oggi può diventare un presidio sanitario», ha detto, soprattutto nei territori dove mancano ospedali, pronto soccorso e medici di base.

Il vicepresidente di Anci Lombardia e sindaco di Cinisello Balsamo, Giacomo Ghilardi, ha portato il punto di vista dei Comuni. «Nessuno riesce più ad affrontare da solo le grandi sfide e le grandi trasformazioni che stanno interessando i nostri territori», ha affermato. Per Ghilardi le farmacie comunali non sono un tema di settore, ma riguardano il modello di welfare dei prossimi anni: «Non stiamo parlando soltanto di distribuzione del farmaco, stiamo parlando di un presidio territoriale». Da qui il lavoro in corso per un protocollo d’intesa tra Anci Lombardia e Confservizi: non un documento di intenti, ma «uno strumento operativo» per favorire reti, buone pratiche, formazione, aggregazione e innovazione.

Uno degli interventi centrali è stato quello di Stefano Del Missier, direttore generale di AMF Spa, dedicato al deblistering, cioè alla preparazione personalizzata delle terapie per migliorare l’aderenza dei pazienti, soprattutto anziani e cronici. Del Missier ha spiegato che il punto non è semplicemente consegnare un farmaco, ma aiutare il paziente a seguire correttamente la terapia. «Noi non distribuiamo soltanto i farmaci, distribuiamo una continuità di cura», ha detto. Il progetto sviluppato a Cinisello Balsamo, con un investimento di circa 700mila euro tra robot, software, ambienti, personale e consulenze legali, viene presentato come un modello a disposizione delle reti pubbliche: «Il deblistering non è un punto di arrivo, è un punto di partenza».

Maurizia Punginelli, direttrice della SC Servizio Farmaceutico, ha concentrato il suo intervento sulla Farmacia dei servizi e sul ruolo dei farmacisti. Ha ricordato come il cambiamento sia iniziato normativamente nel 2009, ma abbia trovato una forte accelerazione durante la pandemia, con tamponi, vaccinazioni, digitalizzazione e telemedicina. «Il salto oltre l’ostacolo l’hanno fatto i miei colleghi», ha detto, sottolineando come i farmacisti abbiano dovuto «aprire la loro mente a qualcosa di nuovo» e mettersi in gioco professionalmente. Per Punginelli le reti possono essere decisive se aiutano a garantire standard omogenei, procedure condivise e una relazione più efficace con il sistema sanitario territoriale.

La parte finale della mattinata ha guardato all’innovazione tecnologica. Federico Veggia Bombardi di Bylogix e Matteo Barale di Tecnocad hanno presentato LastMed, una soluzione pensata per la logistica sanitaria e la consegna di farmaci attraverso sistemi autonomi a bassa velocità, utilizzabili su percorsi protetti, marciapiedi e piste ciclabili. L’obiettivo dichiarato è rendere la tecnologia uno strumento inclusivo, soprattutto per anziani, bambini e persone fragili. «La tecnologia può essere usata per includere di nuovo nella società tante persone che oggi sono a casa», è stato spiegato durante la presentazione. Il sistema è ancora in fase sperimentale e cerca casi pilota.

Intervenuto anche Fabrizio Francescut, nuovo presidente del Consiglio di Amministrazione di Saronno Servizi Spa. Francescut ha raccolto i temi emersi durante la mattinata, soffermandosi sulla trasformazione della farmacia da semplice luogo di dispensazione a presidio di salute: «La farmacia dobbiamo farla diventare qualcosa di più della semplice “questa è la medicina di cui ho bisogno”». Ma ha richiamato anche la necessità di sostenibilità: «La prima legge dell’economia è che le risorse sono per definizione scarse. Tutto molto bello, tutto molto interessante, dobbiamo però calarlo nella realtà di chi poi alla fine deve pagare i conti». Una chiusura che ha tenuto insieme futuro e concretezza: «Viva Asimov e benvenga il futuro».

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Pubblicato il 23 Giugno 2026
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