Ripercorrere gli antichi sentieri delle valli per ricominciare dopo il lockdown

Le riflessioni del vicesindaco Alberto Bergamaschi: "L’emergenza ci ha aiutato a comprendere l’importanza di una corretta interdipendenza fra politica e territorio"

Pubblichiamo una riflessione di Alberto Bergamaschi, Assessore alla Cultura e vicesindaco del Comune di Valle Cannobina

Tutti siamo interconnessi, con tutti e con tutto. Guardiamo alle Valli alpine. Geologia, natura, ambiente, e insediamenti umani formano un insieme di elementi che si relazionano in un armonico e delicato equilibrio.

Il paesaggio nasce dall’interazione fra l’uomo e l’ambiente. La forma dei paesi dipende dalle caratteristiche geologiche della Valle, mentre la cultura, l’economia, gli stili di vita e le vicende umane si sviluppano conseguentemente dando origine ad una irripetibile identità di Valle.

I vecchi dialetti e la toponomastica dimostrano tuttora la stretta interdipendenza tra gli antichi insediamenti montanari e la loro terra. I bisogni e le aspettative della comunità erano direttamente governati e soddisfatti dalle amministrazioni locali, e i valori socio economici che nascevano erano perfettamente funzionali alle caratteristiche del territorio.

Oggi le Valli alpine sono in gran parte spopolate, hanno perso rappresentatività politica, e le soluzioni ai problemi o le progettualità di sviluppo sono spesso suggerite da teorici modelli che hanno scarso riferimento alla geologia, agli abitanti e agli insediamenti reali, o frenate da burocrazia e scarse risorse.

L’emergenza Covid-19 ci ha aiutato a comprendere l’importanza di una corretta interdipendenza fra politica e territorio. Guarda caso la qualità della vita e la capacità di contrasto all’emergenza sono state migliori in presenza di strutture organizzative perfettamente funzionali alle caratteristiche del luogo.

Esattamente com’era ai tempi della vecchia civiltà montanara. Per questo ancora oggi può essere di insegnamento ripercorrere gli antichi sentieri delle nostre Valli.

In Valle Cannobina è d’obbligo ricordare la “Borromea”. Lo storico sentiero che collega Cannobio alla Valle Vigezzo. Baite o case rurali, segni di attività economiche agrosilvopastorali (lavorazione della canapa o pastorizia), strutture per la regimazione delle acque, il mulino, il lavatoio, muretti a secco per adattamento e a presidio del territorio, costruzioni di devozione religiosa (chiese, oratori, ex voto): il tutto collocato sul territorio quasi istintivamente e con sapienza (allora non c’erano stringenti piani urbanistici come li conosciamo oggi), ma in grande armonia funzionale con i bisogni della comunità, con la struttura geologica del luogo, con il rispetto dell’ambiente, e con un risultato paesaggistico di grande bellezza e decoro.

Ad esempio fra Orasso e Cursolo il percorso (circa 45 minuti) è reso ancor più interessante dalla presenza di numerosi pannelli illustrativi sulla geologia del territorio e la cultura rurale montanara. Dopo le angoscianti giornate del lockdown, percorrere questi sentieri sarà un’esperienza piacevole e rasserenante, vera iniezione di volontà e speranza per un futuro possibile in cui una politica strettamente correlata al territorio assicuri il giusto benessere e una adeguata qualità della vita agli abitanti delle nostre Valli.

Alberto Bergamaschi

Assessore alla Cultura e vicesindaco del Comune di Valle Cannobina

di redazione@vconews.it
Pubblicato il 22 Giugno 2020
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