Getta nel lago Maggiore le macerie del cantiere di ristrutturazione: denunciato il proprietario di una casa a Brezzo di Bedero
Un residente ha visto alcune persone buttare in acqua gli scarti dei lavori. I sommozzatori hanno trovato i detriti sul fondale, tra i 7 e i 13 metri di profondità. L'uomo, oltre alle multe, dovrà anche recuperare il materiale a proprie spese
I Carabinieri Forestali del Nucleo di Luino hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria il proprietario di un immobile situato nei pressi del lago Maggiore a Brezzo di Bedero. L’ipotesi di reato è abbandono di rifiuti non pericolosi: secondo gli accertamenti dei militari, gli scarti edili prodotti dal rifacimento della terrazza della casa sarebbero finiti direttamente nelle acque del lago.
Tutto è partito dalla segnalazione di un residente, che ha notato alcune persone gettare in acqua il materiale proveniente dal cantiere. Dopo l’esposto i carabinieri forestali sono intervenuti sul posto e hanno trovato nel lago diversi cumuli di materiale da demolizione, soprattutto conglomerati cementizi e piastrelle.
Per capire quanto materiale fosse stato sversato e valutare il danno ambientale, è stata disposta un’ispezione del fondale. Le verifiche sono state condotte anche dal lago, con la motovedetta della Compagnia Carabinieri di Luino e con il supporto dei sommozzatori dell’Associazione Nazionale Istruttori Subacquei. Le immersioni hanno permesso di individuare e filmare una grande quantità di detriti, adagiati sul fondo a una profondità compresa tra i 7 e i 13 metri.
Al termine degli accertamenti è scattata la denuncia nei confronti del proprietario dell’immobile. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il materiale sarebbe stato sversato nel lago deliberatamente, per evitare i costi di trasporto e di smaltimento negli impianti autorizzati e ottenere così un vantaggio economico illecito.
[ledoto id=2171167]Le immagini degli scarti sul fondo del lago
Per la sola immissione incontrollata di rifiuti nelle acque da parte di un titolare d’impresa, la legge prevede l’arresto da sei mesi a due anni oppure un’ammenda da 3.000 a 27.000 euro. I carabinieri non escludono però che possano configurarsi anche altre ipotesi di reato, considerata la particolare tutela ambientale e paesaggistica di cui gode il bacino del lago Maggiore. All’uomo verrà inoltre imposto di recuperare a proprie spese il materiale finito sul fondale e di ripristinare completamente lo stato dei luoghi.
I carabinieri forestali sottolineano il ruolo decisivo della segnalazione arrivata dal residente: la collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine, spiegano, è uno strumento fondamentale per contrastare gli illeciti ambientali e proteggere il territorio.









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