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Finti carabinieri truffano anziani nel Verbano: incastrati da una chat sul cellulare

Denunciati un uomo di 26 anni e una donna di 36 residenti nel Torinese. Decisive le segnalazioni al 112 da parte dei cittadini e il recupero di un telefono cellulare gettato dal finestrino durante il controllo

Generico 13 Jul 2026

Si presentavano al telefono come militari impegnati nelle indagini su una rapina in gioielleria, chiedendo di poter ispezionare l’oro e i contanti custoditi in casa. Con questo inganno, due truffatori trasfertisti sono riusciti a raggirare due anziani nel Verbano, prima di essere intercettati e denunciati in stato di libertà dai Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Verbania. I sospettati, un uomo di 26 anni e una donna di 36, entrambi residenti nella provincia di Torino e già noti alle forze dell’ordine, dovranno rispondere dell’ipotesi di reato di truffa aggravata.

Il raggiro e le segnalazioni dei cittadini

I fatti risalgono allo scorso 9 luglio, quando alla centrale operativa del 112 sono giunte numerose telefonate da parte di cittadini che segnalavano contatti telefonici sospetti. Gli interlocutori, spacciandosi per carabinieri, tentavano di convincere le vittime a mostrare i propri beni preziosi con il pretesto di accertamenti di polizia.

In due occasioni, purtroppo, il raggiro è andato a segno. A cadere nella trappola sono stati una donna classe 1956 e un uomo classe 1939. Entrambi, rassicurati dalla presunta autorevolezza dell’interlocutore, hanno aperto la porta di casa a un complice presentatosi come militare, consegnando gioielli e denaro contante per un valore complessivo di diverse migliaia di euro.

L’intercettazione a Brovello Carpugnino e la prova nel telefono

La tempestività delle segnalazioni dei cittadini si è rivelata fondamentale: indicazioni precise che hanno permesso ai militari della Sezione Radiomobile di individuare l’auto dei sospettati nei pressi dello svincolo autostradale di Brovello Carpugnino.

A bordo del veicolo sono stati identificati i due indagati. Sebbene la perquisizione iniziale non abbia consentito di ritrovare la refurtiva, un dettaglio cruciale ha impresso una svolta alle indagini: poco prima del controllo, la donna ha tentato di sbarazzarsi del proprio cellulare lanciandolo dal finestrino. Il telefono, prontamente recuperato dai Carabinieri, conteneva una chat attiva con uno screenshot riportante l’indirizzo esatto e il nominativo di una delle vittime colpite, un elemento di cui i due torinesi non hanno saputo giustificare la provenienza.

L’appello alla prudenza

Viene ribadito dall’Arma l’invito alla massima prudenza, ricordando alcune regole fondamentali per non cadere in simili inganni:

  • Nessuna ispezione a domicilio: Nessun appartenente alle Forze dell’Ordine, così come nessun avvocato o funzionario pubblico, si reca mai a domicilio per visionare, ispezionare o custodire denaro contante, gioielli o oggetti preziosi.

  • Interrompere il contatto: In caso di telefonate o visite sospette da parte di sconosciuti, la raccomandazione è di non fornire alcuna informazione personale, interrompere immediatamente la comunicazione e non aprire la porta.

  • Chiamare subito il 112: Segnalare tempestivamente qualsiasi anomalia al numero di emergenza per permettere il rapido intervento delle pattuglie sul territorio.

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Pubblicato il 15 Luglio 2026
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