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Legambiente testa l’inquinamento nei laghi: il Maggiore sorvegliato speciale con campioni fuori dai limiti. Ceresio promosso

Fortemente inquinati i campioni prelevati a Luino, Laveno Mombello e Ispra, "inquinate" le foci di Tresa e Bardello. Buone notizie invece da Porto Ceresio, dove il rio Bolletta esce dai punti critici. E il report "Laghi sotto pressione" fotografa un Verbano che ha perso 43 milioni di metri cubi d'acqua in pochi giorni

goletta dei laghi legambiente

Un lago Maggiore che continua a fare i conti con criticità ormai storiche e un Ceresio che, almeno quest’anno, si presenta all’appello senza macchia.

È la fotografia scattata sui bacini varesini dalla Goletta dei Laghi 2026, la ventunesima edizione della campagna di Legambiente per la tutela delle acque lacustri italiane, i cui risultati per la Lombardia sono stati appena presentati a Lecco.

Il quadro regionale racconta di un territorio spaccato a metà: dei 30 punti monitorati sui cinque laghi lombardi (Maggiore, Ceresio, Lario, Iseo e Garda) il 50% è risultato oltre i limiti di legge, con 11 punti giudicati “fortemente inquinati” e 4 “inquinati”. L’altra metà, 15 punti “entro i limiti”, dimostra però che una gestione virtuosa delle acque è possibile.

Lago Maggiore: cinque punti su sei fuori dai limiti

È sulla sponda lombarda del Verbano, interamente in provincia di Varese, che si concentrano le note più dolenti. Dei sei punti campionati tra il 16 e il 17 giugno, uno solo è risultato entro i limiti di legge: il canale di scarico presso la spiaggetta di Lisanza, a Sesto Calende.

mappa prelievi lago maggiore Goletta dei laghi 2026

Tutti gli altri hanno fatto registrare superamenti dei parametri microbiologici. Il giudizio di “fortemente inquinato“, riservato ai campioni che superano di oltre il doppio i limiti di legge, è stato assegnato a tre punti: lo scarico della terrazza di piazza Garibaldi, nel centro di Luino, la foce del torrente Boesio in località Gaggetto, a Laveno Mombello, uno dei punti storicamente più critici negli archivi di Goletta dei Laghi, e la foce del torrente Acqua Negra a Ispra.

Giudizio di “inquinato“, invece, per la foce del torrente Tresa, tra i comuni di Germignaga e Luino, e per la foce del torrente Bardello a Brebbia.

Comune Località Punto di prelievo Giudizio 2026
Luino Lungolago Scarico terrazza piazza Garibaldi, centro FORTEMENTE INQUINATO
Germignaga Tra Germignaga e Luino Foce torrente Tresa INQUINATO
Laveno Mombello Gaggetto Foce torrente Boesio FORTEMENTE INQUINATO
Brebbia Foce torrente Bardello INQUINATO
Ispra Acqua Negra Foce torrente Acqua Negra FORTEMENTE INQUINATO
Sesto Calende Lisanza Canale di scarico presso la spiaggetta ENTRO I LIMITI

Lago Maggiore, sponda lombarda (provincia di Varese) – Campionamenti Goletta dei Laghi, 16-17 giugno 2026. Fonte: Legambiente

Criticità, sottolinea Legambiente, che tornano e si confermano più volte nel corso degli anni di campionamento, segno di problemi strutturali nella depurazione e negli scarichi che alimentano il lago.

Ceresio, quattro su quattro: il Bolletta esce dalla lista nera

Di segno opposto le notizie che arrivano dal lago di Lugano. Tutti e quattro i punti campionati tra il 19 e il 24 giugno sono risultati entro i limiti di legge. In provincia di Varese i prelievi sono stati effettuati a Porto Ceresio: uno alla foce del torrente Vallone, già entro i limiti nel 2025, ma “fortemente inquinato” nel 2014, e l’altro alla foce del rio Bolletta, che appena un anno fa era risultato “fortemente inquinato” e che quest’anno segna invece un netto miglioramento.

Comune Prov. Punto di prelievo Giudizio 2026
Porto Ceresio VA Foce torrente Vallone (lungolago) ENTRO I LIMITI
Porto Ceresio VA Foce rio Bolletta ENTRO I LIMITI
Claino con Osteno CO Foce fiume Telo di Osteno ENTRO I LIMITI
Porlezza CO Foce fiume Rezzo (lungolago) ENTRO I LIMITI

Lago Ceresio, sponda lombarda – Campionamenti Goletta dei Laghi, 19-24 giugno 2026. Fonte: Legambiente

Promossi anche i due punti comaschi del Ceresio: la foce del fiume Telo di Osteno, nel comune di Claino con Osteno, e la foce del fiume Rezzo, sul lungolago di Porlezza.

Il Verbano “sotto pressione”: 43 milioni di metri cubi persi in pochi giorni

Alle analisi microbiologiche si aggiunge un altro campanello d’allarme. Il lago Maggiore è tra i protagonisti del report nazionale di Legambiente “Laghi sotto pressione”, diffuso nella stessa giornata, dedicato agli impatti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi lacustri: il Verbano ha perso 43 milioni di metri cubi d’acqua rispetto a fine giugno, con una percentuale di riempimento scesa al 40% al 5 luglio, secondo i dati dell’Osservatorio utilizzi idrici coordinato dall’Autorità di bacino del Po.

Il livello del Lago Maggiore vicino alla soglia di magra, limitati i carichi dei traghetti tra Laveno e Intra

Tra le pressioni che gravano sul lago, il report elenca l’antropizzazione delle rive, l’inquinamento di acque, sedimenti e fauna da DDT, mercurio, PCB e PFAS, la diffusione di specie esotiche invasive e la gestione dei livelli legata agli interessi di valle. Preoccupa anche la temperatura: secondo i dati Copernicus, nel 2025 la temperatura superficiale media del Maggiore è stata di 0,75 gradi superiore alla media del periodo 1995-2020. Resta invece positivo l’impatto dei sistemi di depurazione promossi e monitorati dal CIPAIS, che coprono il 90% del bacino e mantengono il lago in uno stato ecologico complessivamente buono.

«Avere corsi d’acqua e scarichi puliti e opportunamente trattati che non destano problemi è possibile, e lo dimostrano le foci dei fiumi che rientrano nei 15 punti a norma di legge – dichiara Emilio Bianco, portavoce di Goletta dei Laghi –. Al tempo stesso, però, non possiamo ignorare l’altra metà del quadro, dove riemergono criticità storiche che testimoniano quanto lavoro ci sia ancora da fare. Altro tema che preoccupa è quello della siccità, arrivando a compromettere le stesse attività di rilevamento: la continuità dei dati in alcuni storici punti di monitoraggio è stata infatti interrotta dall’assenza di acqua».

goletta dei laghi legambiente

Le fa eco Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia: «Anche quest’anno le criticità costituiscono la metà dei campionamenti effettuati in Lombardia. Dobbiamo capire cosa manca per recuperare i livelli di contaminazione ancora sopra i limiti di legge, sviluppando un ciclo integrato delle acque all’altezza di una transizione ecologica di cui c’è davvero bisogno, specie in territori fragili come quelli visitati da Goletta dei Laghi».

Come funziona il monitoraggio

I prelievi sono stati realizzati tra il 16 e il 26 giugno da tecnici e volontari di Legambiente Lombardia. I parametri indagati sono microbiologici – enterococchi intestinali ed escherichia coli – e i giudizi seguono la normativa nazionale sulle acque di balneazione (Dlgs 116/2008): “inquinato” il campione che supera i limiti di legge, “fortemente inquinato” quello che li supera di oltre il doppio. I punti vengono scelti in base al rischio potenziale di inquinamento – foci di fiumi, torrenti, scarichi e canali, le principali vie di contaminazione batterica – e i monitoraggi non certificano la balneabilità né si sostituiscono ai controlli ufficiali.

Gli altri laghi lombardi: Iseo a pieni voti, Garda bocciato, Lario in chiaroscuro

Fuori dai confini varesini, il quadro regionale offre risultati contrastanti. La sorpresa positiva arriva dal lago d’Iseo, dove tutti e cinque i campioni prelevati sono risultati entro i limiti di legge: un netto miglioramento rispetto al 2024 e al 2025, quando quasi tutti i punti erano stati giudicati “fortemente inquinati”. Il Sebino resta però osservato speciale sul fronte climatico, con un livello di riempimento al 35% e la presenza di PFAS nei pesci.

Situazione opposta sulla sponda bresciana del Garda: tutti e sei i punti campionati sono risultati fuori dai limiti, cinque dei quali “fortemente inquinati”, tra cui le foci monitorate a Padenghe, Toscolano Maderno, Desenzano e Sirmione.

Chiaroscuro infine sul Lario, dove su nove punti cinque sono risultati nei limiti, uno “inquinato” (il torrente Valle dei Mulini a Bellano) e tre “fortemente inquinati”: la foce del Cosia ai giardini a lago di Como, il Caldone a Lecco e il Gallavesa a Vercurago. Un bilancio comunque in miglioramento rispetto agli anni scorsi. Anche il lago di Como figura nel report “Laghi sotto pressione”: ha perso oltre 22 centimetri dal fine giugno e il suo stato chimico è giudicato “non buono” da Arpa Lombardia per superamenti di cadmio, nichel e PFAS.

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Pubblicato il 08 Luglio 2026
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