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Il camper dei medici di famiglia fa tappa domani a Verbania e Omegna

Il tour è promosso dalla Fimmg e vuole essere un'occasione per incontrare e ascoltare le esigenze di cittadini, medici e amministratori sul futuro della medicina di prossimità

Il camper dei medici di famiglia fa tappa domani a Verbania e Omegna Il tour è promosso dalla Fimmg e vuole essere un’occasione per incontrare e ascoltare le esigenze di cittadini, medici e amministratori sul futuro della medicina di prossimità

'Vieni a raccontare i tuoi bisogni ai medici di famiglia nelle piazze della tua città', questo lo slogan del tour #adessobasta promosso dalla Fimmg, la Federazione Italiana Medici Medicina Generale. Il camper della campagna farà tappa a Verbania in Piazza Ranzoni dalle ore 10 alle 12, e a Omegna in Largo Cobianchi dalle ore 14 alle 16, mercoledì 18 dicembre.

Vuole essere un momento e un'occasione -spiega Antonio Lillo, segretario provinciale Fimmg- per incontrare ed ascoltare la cittadinanza, i medici e gli amministratori. E provare a rispondere a diversi interrogativi. Come la riorganizzazione della medicina territoriale o quali strumenti di diagnostica di primo livello possono essere utilizzate nello studio del medico di famiglia. E ancora quali modelli innovativi possono essere sperimentati per uno sviluppo delle cure primarie erogate in forma strutturale funzionale? Sono domande -sottolinea il dottor Lillo- che dovranno trovare anche una risposta nei prossimi accordi nazionali e integrativi regionali per una rivoluzione culturale ed operativa della medicina di famiglia, che deve essere pronta a dare risposte efficienti ed efficaci ai bisogni delle persone”.

Il medico di famiglia esce dunque in strada e in camper per continuare ad essere il punto di riferimento per gli assistiti e poter loro garantire un servizio di prossimità e continuità delle cure. “Continuità -prosegue Lillo- articolata su due pilastri: capillarità sul territorio, rapporto fiduciario tra medico e paziente, una fiducia che ogni giorno cerca di meritarsi. Ma il medico di Famiglia non può più operare da solo, ha bisogno di altre figure professionali come l'infermiera di studio, il personale amministrativo o altri operatori come l'assistente sociale per essere "aiutato” a gestire tutte quelle funzioni, spesso non mediche, al fine di garantire una più efficace presa in carico e offrire un'assistenza migliore. E in questo 'microteam' organizzato, si chiede che tante prestazioni diagnostiche di primo livello (come si può "toccare con mano" nel camper dedicato e attrezzato) possano essere effettuate ed erogate vicino al proprio assistito. Ecco così -conclude il dottore- una nuova medicina di prossimità al fine di migliorare il nostro sistema sanitario nazionale”.

Contestualmente agli incontri si svolgerà una conferenza stampa.

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Pubblicato il 17 Dicembre 2019
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